Andiamo in Uruguay Giovani

L'A.U.G. è la sua storia  (Foto)

 

Tutte le storie iniziano sempre con un piccolo passo, un passo tante volte fatto inconsapevolmente, senza aver chiaro dove si sta andando, un passo con una piccola speranza nel cuore, che pian piano può diventare una grande speranza.“Caminante, no hay camino: se hace camino al andar”. Com’è vera questa frase di A. Machado!...“Viandante, non c'è una strada: si fa la strada andando”; e così mi viene spontaneo dire che l’A.U.G. nasce nel 1971 quando, dopo alcuni anni di esperienza nell’O.M.G. (Operazione Mato Grosso) decido di dire “Sì” alla chiamata di Gesù e di cominciare il cammino del sacerdozio. Una cosa ho chiara nel cuore: è un passo necessario perché qui in Calabria non ci sono sacerdoti che seguono i gruppi che intanto, dal 1968, sono nati per aiutare i poveri del Brasile, dell’Ecuador, del Perù. Molti mi sconsigliano questo passo. Anche nell’O.M.G. (a quei tempi) questa non è considerata una scelta in linea con un modo di fare, uno stile di vita proprio dell’O.M.G. Ma io, dentro me, sento che è necessario. I giovani del Sud devono godere di un sacerdote che diventi punto di riferimento per un cammino di Amore per i poveri, difficile da vivere senza alcun aiuto. Il cammino si fa passo dopo passo, errori se ne fanno, ma resta la certezza. I giovani e i poveri, con l’aiuto di Gesù.

Vari sono i passi prima di arrivare all’A.U.G.: l’Operazione Mato Grosso, l’Operazione Marañon Giovane (piccolo movimento di giovani che lavorano per il Perù), e poi nel 1997 nasce l’Andiamo in Uruguay Giovani. Ma qui lascio la parola ai ragazzi che con me hanno fatto questo passo; sono loro, infatti, che continueranno il cammino: Rosa e Caterina (permanenti in Uruguay); Maria, permanente in Bolivia. Nathalie e Massimo (che sono stati in missione per due anni); Rosy, Aurora(che sono state più volte in missione per vari mesi);, Anna,Felicia Antonio,Giuseppe, Silvia, Francesca, Giancarlo, Ambra, Giada, Veronica etc… (che nei gruppi costruiscono giorno per giorno il futuro dell’A.U.G.).

Pian piano, aiutati dalla presenza delle “Mamme Margherita” (gruppi di adulti, soprattutto madri, che vogliono essere madri dei poveri) e dalla presenza dell’ultimo entrato in gruppo che è sempre primo nel lavoro e nel silenzio, Gesù, continueremo a fare la storia di speranza e di amore per un futuro migliore per i poveri dell’Uruguay e della Bolivia, o di dove il cammino ci porterà.

Pace e gioia!

Padre Mimmo Baldo

L’A.U.G. (Andiamo in Uruguay Giovani) è un movimento di giovani che offrono gratuitamente il loro tempo libero per mantenere una missione in Uruguay. Nasce nel 1997 da un’idea di Don Mimmo Baldo, che già aveva vissuto esperienze missionarie in America Latina. Scopre per caso che l’ordine delle suore della parrocchia B.M.V. Addolorata in cui è parroco, cioè le Missionarie Francescane del Verbo Incarnato, ha delle missioni in Uruguay, e di lì nasce l’idea di offrire un aiuto ai poveri di quella terra, e al tempo stesso di coinvolgere dei giovani qui in Italia. Lo stile dei nostri gruppi A.U.G. è quello di sporcarsi le mani concretamente, di fare poche parole e più fatti.

Sì, vogliamo cambiare il mondo, e per farlo, siamo convinti che non c'è bisogno di fare grandi cose o essere eroi, c’è bisogno di piccoli gesti quotidiani.

Ogni gruppo ha una propria sede, e lì, noi ragazzi ci incontriamo per lavorare: facciamo lavoretti da vendere nelle bancarelle, organizziamo pesche di beneficenza, raccolte di indumenti usati, organizziamo vendite di arance o caldarroste, animiamo feste per bambini, e tantissime altre attività.

Col ricavato del nostro lavoro e le offerte delle persone o associazioni che ci aiutano (come la Fondazione Elena Sapio -NA- ed i gruppi Mamma Margherita) sosteniamo “Villa Betania”, in altre parole la nostra casa missionaria, dove vivono dal 18 aprile 2000 Rosa e Caterina, due ragazze dei nostri gruppi che hanno deciso di regalare la loro vita ai poveri, e Casa Tabor, la missione boliviana di Ivo dove vive Maria in forma permanente e dove Laura sta prestando un servizio di due anni Prima di Villa Betania, il 1° settembre 1998, abbiamo aperto “Casa Emmaus” che noi consideriamo la nostra missione in Italia, in quanto punto di riferimento per i giovani dei gruppi e appoggio ai missionari permanenti.

Ogni anno infatti, alcuni ragazzi sentono il desiderio, all'interno del cammino di gruppo, di partire per una esperienza di tre mesi, per mettersi a disposizione della comunità di villa Betania e dei poveri.

A Villa Betania, struttura affidataci dalla Diocesi di Melo, si lavora soprattutto con i bambini e i ragazzi del quartiere. Si fa oratorio quasi tutti i giorni, catechesi, e con il “Merendero” si da la merenda a circa trenta bambini, scelti tra i più bisognosi. Attraverso il gioco si cerca di dare uno spazio ai bambini in cui si sentono a proprio agio, accettati. Si offre un modo di stare insieme educativo, alla maniera di Don Bosco, affinché diventino “buoni cristiani e onesti cittadini”.

Non solo, ogni giorno si recita il Santo Rosario con tutta la comunità nella Cappella dedicata alla “Madre

del Salvador”. E con gli adulti si fanno degli incontri settimanali.

Oltre il quartiere di Villa Betania (El Fogòn), ci occupiamo di un altro quartiere altrettanto bisognoso: il Ruiz. Anche lì il nostro lavoro è prevalentemente di oratorio. Due volte a settimana, animiamo la ricreazione in due scuole elementari di Melo. Nelle scuole uruguaiane non si può parlare di religione, ma l’animazione è un’occasione molto importante per invitare i bambini all’oratorio.

La povertà di questa gente è materiale ed insieme spirituale. Le case in cui vivono sono molto piccole, umide perché senza fondamenta, fatte con materiali poveri e di recupero.

I bambini giocano tutto il giorno per le strade, nella polvere, spesso Scalzi, ma quel che è peggio, soli, ed esposti ai pericoli della strada Le famiglie sono numerose,e disgregate, il lavoro è poco e mal pagato: ciò spinge molti alla delinquenza. Purtroppo tante sono le situazioni di disagio, di abbandono. Moltissime sono le famiglie divise: i genitori si separano, abbandonano i figli, o li trascurano lasciandoli crescere da soli.

In questi anni, anche attraverso la vostra offerta per questo calendario, è stato possibile aprire un internato con una piccola scuola scuola casearia, che accoglie al momento sette ragazzi della campagna e dà loro la possibilità di andare a scuola, al liceo di mattina e al pomeriggio nel laboratorio della scuola apprendendo l’arte casearia. Il 7 marzo 2004 si è aperta la prima missione in Bolivia, a Ivo, una piccola comunità di Indios Guarnì, grazie alla disponibilità di Maria.

I passi sono piccoli e lenti, ma ugualmente grandi e importanti perché mossi dalla voglia dei giovani dell’A.U.G. di cambiare un po’ la propria vita cercando di essere meno egoisti e più aperti ai poveri e a Gesù. Solo attraverso il lavoro e la sofferenza, si riesce a capire che la strada per la vera felicità passa dalla semplicità e dal buon cuore, per arrivare all’unica speranza di vita che è Gesù.

Grazie per tutto quello che fate per noi affinché il nostro cammino possa arrivare più in alto.

I ragazzi dell’A.U.G.

… Per il tuo amore, per il tuo amore soltanto, i poveri perdoneranno il pane che Tu doni a loro…


 SAN VINCENZO DE’ PAOLI

04 MARZO 2004

INAUGURAZIONE della SCUOLA dei FORMAGGI a MELO ( Uruguay )

08 MARZO 2004

SI APRE LA NUOVA MISSIONE A.U.G. ( Andiamo in Uruguay Giovani ) a IVO - VICARIATO APOSTOLICO DI CAMIRI ( BOLIVIA )