Andiamo in Uruguay Giovani

 

 Casa Ain-Karim

... un pò di storia

 

Il 7 ottobre 2007 (Madonna del Rosario) si è inaugurata la casa dei Volontari della Speranza – AUG “Ain Karim”, situata a sette Chilometri dalla città di Melo. Ain Karim è il luogo in cui, secondo la tradizione è avvenuta la visitazione della Madonna a S. Elisabetta. Questa premura di Maria nel portare in casa di Elisabetta Gesù, Speranza dell’umanità, ha ispirato la scelta del nome.

         La chacra (il luogo, appunto, dove è sorta la casa Ain Karim), è un terreno in campagna, di 50 ettari circa, che è stato comprato dall’AUG nel 2005 con fondi propri e con l’aiuto di amici, in particolare dell’architetto Vittorio Macchione di Marina di Nocera Terinese (CZ).

         L’idea, o meglio la necessità di comprare una chacra, un terreno in campagna per avere più spazi oltre Villa Betania, già era sorta nel 2003, quando ancora l’internato non era stato avviato ma era in progetto. Il taller invece stava già funzionando a Villa Betania ma era chiaro che qui lo spazio sarebbe stato sufficiente solo per ospitare una decina di ragazzi nel collegio e che occorreva un altro sbocco, non solo per poter accogliere più ragazzi, ma per disporre di maggiori spazi per le attività progettate: una terra dove allevare vacche per avere latte proprio per produrre formaggi, una terra da coltivare per avere frutta, verdure, e altro. Villa Betania insomma non era sufficiente se si voleva pensare a uno sviluppo dell’internato – taller guardando non solo al presente immediato, ma soprattutto, al futuro.

         Così Padre Mimmo, Caterina, Massimo, Rosa, Nathalie cominciarono a rivolgersi ad amici, conoscenti, agenzie, a spargere la voce per cercare una chacra che non fosse troppo lontana da Melo, dove i ragazzi interni, ospiti dell’internato, avrebbero dovuto continuare a frequentare il Liceo. Dopo aver girato e viste tante ch’acre, nessuna delle quali era adatta alle esigenze sopra esposte, nei giorni di Don Bosco (fine di gennaio 2005) un amico uruguayo dell’AUG, Alvaro Marquez, mostrò al padre Mimmo e a Caterina un pezzo di terra in vendita che sembrò veramente adatto.

         San Giovanni Bosco, padre e maestro dei giovani, aveva voluto che nei giorni del triduo della sua festa, l’AUG incontrasse quello che sarebbe stato il futuro dell’internato e di tanti giovani.

         Nel giorni di Maria Ausiliatrice, 24 Maggio 2005, si è concluso il contratto d’acquisto. Si tratta di un campo molto fertile, con acqua sorgiva, che si può sfruttare con un pozzo artesiano, ma non c’era ancora neppure la luce elettrica e costruzione alcuna. Così pian piano si è cominciato a programmare, a progettare, a sognare.

         L’8 Dicembre 2005 (Immacolata Concezione di Maria) è stata posta la prima pietra del “tambo” (sala mungitura), benedetta dal Padre Santo Baccherassi, allora parroco di San Josè Obrero nel cui territorio è situata la chacra. Da quel momento, pietra dopo pietra, mattone su mattone si è andati avanti. Finito il tambo si è costruita una casetta dove ora stanno alloggiando provvisoriamente i ragazzi di quarto e quinto anno dell’internato, con Massimo, in attesa che si finiscano i dormitori grandi la cui costruzione è iniziata il 3 Dicembre 2007. Intanto si è dovuto provvedere all’istallazione di corrente elettrica e di acqua con un pozzo artesiano.

         Mentre si edificava, si pensava anche a preparare il terreno per poterci mettere le vacche che all’inizio sono state tenute nel tambo di un amico allevatore.

Bisognava rimettere a posto e, in molti punti rifare completamente, la recinzione, mettere il filo spinato elettrico e sistemare varie altre cose necessarie, piantare avena e quanto potesse servire per l’alimentazione delle vacche.

Un giovane che viveva là vicino, Angel, che aveva sempre lavorato in campagna, a noi indicato dal Padre Santo, ha cominciato a lavorare con noi come garzone; poi, vista la competenza e anche la condivisione di ideali, Angel è diventato il responsabile della chacra e dei lavoratori che ora sono in tutto tre, lui, Diego e Cristofer, ma che si spera aumenteranno se la chacra darà i frutti sperati.

Il sogno – progetto finale è anzitutto quello di alloggiare alla chacra i ragazzi dell’internato dal terzo anno in su; e poi che la chacra attraverso le vacche che danno il latte e quindi attraverso la produzione e la vendita dei formaggi, la coltivazione della terra e l’allevamento di animali di piccolo tagli, viva del suo lavoro e possa mantenere tutto l’internato.

Intanto il 7 ottobre 2007 si è inaugurata ufficialmente la casetta: Caterina Mancini con i quattro ragazzi interni che vivevano a Villa Betania già da qualche anno, è andata a stare là per 15 giorni per farvi una prima esperienza. Adesso, dal mese di marzo 2008, questi ragazzi stanno vivendo alla chacra e da qui vanno a frequentare il Liceo a Melo e  a lavorare nel taller a Villa Betania.

A Betania si è formato ora di nuovo il primo anno dell’internato e si cercherà di proseguire su questa strada, accogliendo ogni anno nuovi ragazzi, con la speranza di aprire loro buone prospettive per il futuro.