Andiamo in Uruguay Giovani

 Lavoro Missionario dai Gruppi

 

    La prima cosa che un ragazzo dell’AUG risponde a chi gli domanda: cosa fate nel gruppo? è: lavoriamo nel tempo  libero per i poveri dell’Uruguay e della Bolivia.”  “E perché?” “ perché dobbiamo mantenere le nostre missioni di Melo e di Ivo”. Guardando le realtà giovanili attuali dell’AUG e le attività che si stanno realizzando a Casa Betania e a Casa Tabor, potrebbe sembrare tutto un miracolo, una pazzia. Come è possibile che ragazzi, giovani, dai 15 ai 20 anni che studiano e lavorano, dedicando il loro tempo libero all’AUG, collaborino efficacemente a che a Betania ci sia un internato, un Merendero e a Tabor un Oratorio con Merendero annesso in 4 comunità?  E che da questi gruppi siano usciti e continuino ad uscire le persone che ora sono nelle missioni come permanenti e quelle che hanno fatto l’esperienza dei due anni e dei tre mesi in missione?

La forza del movimento giovanile AUG è l’ideale: il lavoro nel tempo libero, il lavoro della formica che ogni giorno dona un po’ del suo tempo, il lavoro che forma il gruppo, educa; questo lavoro missionario è la base dell’AUG.

E’ un lavoro che ci forma e ci educa a donare non il superfluo, non quello che ci avanza, non i soldi dei nostri genitori, ma qualcosa di nostro: il tempo, il sacrificio, il sudore, il sorriso, l’allegria, e ci insegna ad amare. Nell’AUG impariamo ad amare i lontani che non conosciamo, a condividere i pesi e le gioie con chi ci sta accanto, e conseguentemente apriamo i nostri occhi, la nostra mente e il nostro cuore anche nei confronti di chi soffre vicino a noi. . E scegliamo per lo più di fare lavori “poveri”, che non rendono molto, lavori che quasi nessuno fa, lavori che ci avvicinano ai poveri che vogliamo aiutare. Ad esempio, in Uruguay per sopravvivere la gente povera fa di tutto: fa 8 ore di lavoro duro, da manovale, per 4 Euro giornaliere quando va bene, trascorre una giornata al freddo o sotto il sole cocente in un mercato vendendo torte fritte con un guadagno bassissimo; percorre chilometri in bici per fare consegne di merce non propria a clienti, per conto di una ditta che paga 2 pesos a consegna (1 Euro = 30 Pesos), vende gelati per le strade all’una del pomeriggio, d’estate … E tutto questo non per vivere, ma per sopravvivere, per mangiare quel giorno, senza speranza di un domani migliore, senza prospettiva di poter volare più alto, di potersi rialzare da terra. Dunque il povero deve lavorare per vivere; lo stesso discorso vale per i gruppi AUG: lavoriamo per vivere, senza lavoro il gruppo AUG non può esistere e vogliamo essere concreti, non fare solo parole che se non sono seguite dai fatti, diventano chiacchiere.

Oltre al lavoro quotidiano in sede, dove ci incontriamo per realizzare oggettini artigianali da rivendere, preparare pesche di beneficenza, ecc., un momento molto importante dal punto di vista formativo nei nostri gruppi è costituito dai campi di lavoro. In alcuni periodi dell’anno, per lo più coincidenti con le festività natalizie o pasquali o con i mesi estivi, un gruppo può organizzare dei giorni di lavoro continuativi ai quali invita gli altri gruppi AUG a partecipare. I lavori che svolgiamo durante i campi variano secondo le possibilità ambientali che abbiamo: raccolta di indumenti usati nelle case, raccolta di patate, pulizia di giardini, animazione per bambini sulla spiaggia, ecc. Durante i campi condividiamo tutti i momenti della giornata, il lavoro, i pasti, le riflessioni serali, e  rinunciamo alle comodità della vita quotidiana (es. televisione, telefono, ecc.), sperimentiamo così un modo di vita più semplice, più povero, più vero, diverso dal modello che propone la società.

I campi quindi sono un’esperienza di mini – missione.

Inoltre raccogliendo indumenti usati destinati altrimenti alla spazzatura, si lancia un messaggio preciso alla nostra società, basata per lo più sulla logica del profitto, sullo spreco e sul consumo delle risorse: anche utilizzando ciò che la gente butta, si riesce a dare da mangiare ai poveri.

L’obiettivo dei campi e del lavoro in sede è essenzialmente educativo, non solo finanziario: sia il lavoro duro dei campi che quello quotidiano in sede dove lavoriamo gomito a gomito costantemente, ci abitua a non focalizzare l’attenzione principalmente sui soldi, a non ragionare esclusivamente in termini utilitaristici, a non fare troppi calcoli, ma a considerare come valore il lavoro gratuito a favore dei poveri, ci insegna ad accettarci reciprocamente, a condividere con gli altri gioie, fatiche, difficoltà, speranze; insomma ci avvicina in qualche modo ai poveri e ci prepara alla vita di missione, dove le fatiche non consistono solo nel portare dei pesi materiali, ma anche nell’accettazione degli altri, in primo luogo delle persone che vogliamo aiutare, con le loro abitudini, la loro mentalità, il loro modo di fare.

Da questo modo di vivere il gruppo, condito sempre da molta allegria e dalla gioia che nasce dall’avere speso un po’ di tempo per chi ha bisogno, nascono le vocazioni per la Missione.

A fianco dei giovani che lavorano nell’AUG, ci sono gli adulti che fanno parte dei gruppi “Mamma Margherita”.   Questo nome   deriva da   quello   della madre di S. Giovanni Bosco, Margherita appunto, che lasciò la sua casa e il suo lavoro per andare a vivere accanto al figlio Sacerdote e aiutarlo nell’immane opera educativa che aveva intrapreso a favore dei ragazzi orfani e poveri, facendo loro da mamma. Allo stesso modo gli adulti che hanno scelto di fare parte dei gruppi “Mamma Margherita”, si ritengono le mamme dei poveri, e stanno loro vicino in maniera concreta, cioè lavorando in Italia per raccogliere fondi destinati alle missioni dell’AUG. L’ideale è quello dei gruppi giovanili dell’AUG, la gratuità, il dono del proprio tempo, la condivisione; ovviamente lo stile è diverso e più adatto alle esigenze e alle capacità delle mamme: le possiamo vedere impegnate  a friggere crespelle, a organizzare pranzi e cene di beneficenza, a vendere oggetti che solo da mani femminili possono essere fatti: lavori all’uncinetto, tovaglie ricamate, centri tavola, ecc. Quando è necessario, qualcuna si rende disponibile anche ad andare in missione per periodi più o meno brevi, sollevando così i permanenti dalla loro fatica quotidiana.

Gesù ci insegna il lavoro gratuito con  il suo andare per le città d’Israele ad annunciare la Buona Novella da Lui vogliamo imparare ad essere missionari per annunciare ai poveri la Speranza in un mondo migliore, in un uomo migliore che ascolta Dio e lo segue nel suo cammino missionario.

ANDATE IN TUTTO IL MONDO…