Andiamo
in Uruguay
Giovani![]()
Raduno A.U.G. anno 1999

Andiamo in Uruguay Giovani
Raduno di Giugno
Casa Emmaus 14/06/1999
Presenti: gruppi di: NICASTRO, PLATANIA, ZANGARONA e l’appena nato gruppo di
CROTONE, con i signori: Raffaele, Santino, Vincenzo, Francesco, Mariangela,
Aurora, Saverio, Pasquale, Paola, Rosy, P. Mimmo, Antonio di Platania, Nathalie,
Francesca, Rosa.
Cantiamo El Amor
Inizia a parlare P. Mimmo che parlerà dalle 9,30 alle 20,30 (.......! ).
P. Mimmo: come prima cosa vorrei dire che io andrò in Sardegna il 25 giugno per
fare il ritiro e il raduno lì. Questa volta posso farlo e lo faccio, ma è
importante che il raduno sia unico e che siano presenti almeno i rappresentanti
dei gruppi, non è bene sdoppiare. Al limite potremmo fissare già delle datew, se
questo può aiutare.
L’argomento di questo Raduno è essenzialmente
lo stile dell’A.U.G., il suo Spirito.
Le cose che andremo dicendo nel Raduno, come idee di base, si stabilizzeranno
nel tempo, diventeranno vita vivendole, saranno vere se la nostra vita le
renderà vere, nel cammino qualche cosetta si può modificare o aggiustare. Voglio
sistematizzare queste cose, lo Spirito, lo Stile, i punti essenziali del vivere
A.U.G. in un Raduno, così qualcosa resta. Al campo, se gli organizzatori lo
riterranno opportuno, si può riprendere qualche punto nelle serate;
eventualmente quello che esce si inserisce nel comunicato del raduno.
Nei gruppi si dovrebbero rileggere i comunicati dei raduni.
Questo raduno sarà pesante, faremo delle pause, ma è molto importante.
Vorrei tracciare uno schema:

Alla base di tutto ci sono le
TRE A,
che hanno uguale portata.
Le TRE A sono già nella vita dell’A.U.G. e nascono dalla vita di questi due
anni.
Sono una base forte, le fondamenta. Intorno gira tutto il resto, la vita del
gruppo. Senza questo fondamento la cosa che gira, non gira bene.
Il diametro è costituito dall’asse GRUPPO -
MISSIONE, che sono legati in un punto, quando il gruppo parte per la missione.
Il cerchio deve girare intorno a questo diametro, altrimenti si perde.
Prima a : ANDARE.
è alla base dell’A.U.G. quest’idea dell’Andare, del movimento, e c’è già nel
nome; questo è bello e significativo. Mettiamoci in testa che stiamo sempre
andando, che siamo sempre in movimento, in cammino, non ci possono essere
momenti di stasi, un passo segue l’altro é la Missione “ Andate in tutto il
mondo...” . Se un attimo ti fermi, è solo per fare l’altro passo.
L’andare deve essere più veloce, man mano che camminiamo. Se ci si ferma troppo,
ci si siede e non si riparte più. Quando uno si siede è un guaio perchè si ferma
e contempla ciò che ha fatto, la sua grandezza.
Ho paura della grandezza, è pericolosa!
Anche la piccolezza è pericolosa: la grandezza fa sedere, la piccolezza non ti
dà la Speranza di fare il passo, uno ha paura, non si sente capace, sembra che
va, ma poi si tira indietro.
Questo sarebbe un falso andare ed è pericoloso. La piccolezza può diventare una
forza se è la piccolezza predicata da Gesù “ se non diventerete bambini... ” è
la piccolezza del bambino che sa di avere la sua mano nella mano del Padre e
quindi anche in mezzo alle più grandi difficoltà resta fiducioso e speranzoso, è
la piccolezza dei poveri che tutto affidano a Dio. Questa piccolezza ti fa
Andare anche in mezzo alle paure perchè comunque non sei solo!
La grandezza è il pericolo più grande sempre!
Pensare che tutto dipende da me, da quello che faccio io, da come lo faccio io,
se non lo faccio io nessuno lo sa fare, nessuno sa fare come me, o come il mio
gruppo o come l’A.U.G. ricodiamo che tutti siamo chiamati a dare il nostro
contributo e al meglio di noi stessi, ma poi “ siamo servi inutili ”.
L’idea dell’Andare è essenziale per l’A.U.G. e tornerà negli altri discorsi.
Tutte le parole dello Stile, oserei dire anche le attività, devono tornare alle
tre A.
Seconda a : APRIRE.
L’apertura è essenziale!
Il fondamento che abbiamo messo nello stile serve, è necessario, ma deve essere
sempre letto con occhi, orecchie, bocca, cuore e mente aperti. Non è vero che
chi tace acconsente, sta zitto e non si prende responsabilità, la bocca chiusa è
negativa. Gli occhi chiusi sono peggio della bocca chiusa, si fa finta di non
vedere. Chi ha le orecchie chiuse, poi, non sente niente, avoglia che parli, non
c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
E’ asolutamente necessario poi che ci sia apertura della mente: tante volte ci
chiudiamo mentalmente su alcune idee, ci fissiamo, non ascoltiamo più, la nostra
mente si chiude e non ne vogliamo che sapere. Questa fissazione crea danni
gravissimi, non solo ai gruppi, ma alle persone, perchè chi si chiude non vive
più.
Tutti a volte ci chiudiamo, ma il problema è quando restiamo troppo tempo chiusi
in noi stessi allora magari da un momento di chiusura nato per una cosa giusta,
o a ragione rischiamo di passare dalla parte del torto e così cominciamo a
combinare guai a noi stessi e agli altri, la chiusura può addirittura creare
distruzione, pensate alla depressione... distruzione del proprio essere, pensate
alle divisioni che si creano in una società, un gruppo solo perchè non ci si
apre alle ragioni degli altri o ai bisogni degli altri o alle paure degli altri
per comprendere, capire, giustificare, perdonare e ritrovare così unità...
distruzione della società, del gruppo.
L’apertura più importante che dobbiamo avere è quella del cuore:
è un rischio aprire il cuore, significa non essere più egoisti, quando uno apre
il cuore non lo chiude più CUORE aperto vuol dire AMARE.
La Terza A... AMARE.
Cuore aperto vuol dire AMARE!
Per questo facciamo una fatica immensa ad aprire il cuore e tentiamo di
difenderci chiudendonci.
L’apertura del cuore deve essere in concomitanza con l’andare, vanno insieme.
Non si può andare più velocemente di quanto permette il cuore, fisicamente si
muore.
Come vedete è difficile parlare dell’apertura, io ne ho parlato facendo esempi
in negativo. E’ difficile perchè tendiamo ad essere chiusi. Più mi sforzo di
essere diverso da quello che sono ( chiuso ), più sono aperto!
Tu devi essere aperto a te e agli altri, se uno lavora solo per gli altri, è
chiuso a se stesso e questo sarebbe terribile. Non dimentichiamo che Dio ci ha
creati per essere felici, ecco perchè Don Bosco fondando la Congregazione
salesiane tra i primi articoli delle costituzioni disse che la congregazione
serviva prima di tutti per salvare l’anima di coloro che ne facevano parte,
perchè questa è la felicità ultima, vivere in eterno con Dio! Questa è
l’apertura massima essere come Dio ci ha creati a sua immagine e somiglianza.
Così se uno è aperto a se stesso è anche aperto agli altri, altrimenti tutto
diventa più difficile.
Così dobbiamo essere aperti anche a noi stessi!
Essere aperti quindi significa pensare
non solo ai poveri, non solo al gruppo,
non solo alla famiglia, non solo alla chiesa,
non solo alla scuola.
Se io non sono aperto penso solo a quella cosa lì che apparentemente in quel
momento sembra farmi felice, sarà vero?
Credo che la cosa importante sia camminare, camminare lasciandosi guidare da
Gesù... e Gesù... ci mette tanti sulla strada che ci guidano a capire come
essere veramente felici, salvare l’anima, essere immagine e somiglianza!
Faccio un esempio che spero possa essere compresibile.
La Famiglia!
Chi si annulla per essere aperto verso il marito o la moglie o i figli o... fate
tutte le varianti interne che volete... se si annulla è chiuso a se stesso,
quindi non è aperto.
La Bibbia parla della famiglia, di marito e moglie, usando questa espressione: “
e saranno una cosa sola. ” E’ una frase bellissima, la famiglia è una cosa sola
e non si deve chiudere a se stessa. Non basta neanche che marito e moglie si
aprano ai figli, ma tutta la famiglia... una cosa sola... deve aprirsi agli
altri, all’Altro, a Gesù che è l’apertura massima.
Dentro dobbiamo essere aperti a noi stessi per poter essere veramente aperti.
Tutto questo ci aiuta a vivere la
Terza a: AMARE
Non può esserci A.U.G. se non c’è l’amore, il movimento sarebbe monco: Togliamo
questa parola e si sgretolano le altre due. Amare, tra le tre A è la più
difficile da spiegare e da vivere, ma se non c’è l’Amore, uno non si apre, se
non c’è l’Amore, se anche cammino, cammino male.
L’Amore compatta le altre a,
è il collante.
Dobbiamo intenderci sul significato di questa parola. Alcuni termini che la
spiegano, possono sembrare in contrasto. Esempio: amare è donare, ma è anche
ricevere. Se si interrompe il flusso tra questi due termini, non c’amore. Chi
dona riceve sempre. Un esempio tipico di non amore è la gelosia, perchè è
chiusa, uno costringe l’altro. L’Amore però non è dare senza ricevere, perchè ci
sia Amore bisogna dare e ricevere, ci vuole equilibrio.
Perchè chi torna dalla missione dice sempre che ha ricevuto più di quanto ha
dato?
Io do e ricevo, questo è l’amore,
e sono contento se me ne accorgo, e così ho fatto una esperienza positiva; se
non mi accorgo di aver ricevuto, torno scontento e ho fatto una esperienza
negativa. In questo caso ho gli occhi, la mente, il cuore chiusi, chi non ama
non riceve niente dai poveri, perchè non vuole ricevere. E’ una cosa complicata
l’Amore, ma è anche semplice, semplicissimo bisogna solo buttarsi almeno un
poco.
Faccio un esempio di Amore quello più semplice e facile che ci sia!
Rapporto di Amore con Gesù:
se io sono capace di dare a Gesù lo 0,001% e ricevere con gioia il resto da Lui,
l’Amore funziona!
Nelle Tre A dobbiamo sempre tenere presente l’altro.
Ricevo il 99% e do l’uno. Il flusso del dare e ricevere non si deve mai
interrompere, non ci può essere Amore in un solo senso, questa è la cosa
importante, ci vuole lo scambio.
Dobbiamo amare chiunque e per fare questo ci vogliono occhi aperti e continuo
movimento. Nell’Amore è possibile che sbagliamo sempre qualcosa in questo caso
l’unica cosa che possiamo fare è riconoscere il nostro errore.
Nell’Amore ci sarà richiesto sempre di più, magari il di più sarà passare dallo
0,001% allo 0,002% se c’è stato Amore certamente si passerà a questo 0,002%
perchè l’Amore vissuto non può che aumentare!
Dobbiamo Amare chiunque, per fare questo ci voglio occhi aperti e continuo
movimento. Nell’Amore noi sbaglieremo sempre: l’unica cosa che possiamo fare è
riconoscere il nostro errore.
Pausa Spuntino
Continua il Pontificale del Padre!!
Asse gruppo-missione, è un asse unico che si incontra nel centro. Vicino alla
base c’è il gruppo. Non esiste l’A.U.G. se non c’è gruppo, non si vive
nell’A.U.G. se non in gruppo. Anche in missione si fa gruppo. Se non fai il
gruppo non fai A.U.G. Il primo passo è IO decido di fare il gruppo. La decisione
di fare gruppo è personale, come la decisione di andare in missione. IO decido;
poi vivo in gruppo. Ma il gruppo non annulla le decisioni personali. Tra il
gruppo e le persone c’è sempre una dialettica. Ognuno deve fare gruppo nel suo
paese. Io capisco che se uno conosce, per esempio, il gruppo di Platania, anche
se è di Decollatura, entra a Platania; ma poi deve fare il gruppo a nel suo
paese. Il primo passo va bene, entri in gruppo a Platania, ma poi deve fare un
passo ulteriore. Se non fai questo, vuol dire che non vuoi andare, che non sei
aperto, che non ami, che resti chiuso alla prima esperienza. Chi è di Nicastro
deve fare gruppo a Nicastro, anche se ha conosciuto il gruppo di Platania.
Altrimenti dove e come potrebbe vivere pienamente lo stile dell’A.U.G.: se ha
mezz’ora di tempo, perde un quarto d’ora per salire, un quarto d’ora per
scendere, e il lavoro nel tempo libero va a farsi benedire. A Nicastro ci sono
due ragazzi di Sambiase, devono fare il gruppo, almeno tentarci, e il gruppo di
Nicastro li deve aiutare. Sambiase è un ambiente difficile, lo so benissimo, è
da almeno 16 anni che tentiamo un gruppo; questa è la prima volta che ci sono
due ragazzi di sambiase in un gruppo.
I gruppi A.U.G. non devono essere numerosi perchè altrimenti non ci si guarda
negli occhi e c’è il rischio che si formino i sottogruppi.Quando si formano i
sottogruppi,se sono troppo chiusi al loro interno,c’è il rischio che il gruppo
si distrugga.A Crotone sono 2,a Platania 3,a Zangarona 2,a Nicastro erano tanti,
hanno avuto una puntata in alto, ora sono pochi, ma non devono essere meno di 10
perchè Nicastro è grande. La tensione deve essere quella di fare gruppi nuovi,
almeno tentarci, aprirsi, andare, altrimenti ci si chiude.
L’AUG si vive nel proprio gruppo, intendendo per proprio gruppo, quello del
paese in cui si vive. Un pericolo che adesso non c’è, ma che ci potrebbe essere
è : se nel gruppo di Nicastro un ragazzo non va d’accordo con un altro, se ne va
a Zangarona ( per la gioia di Nathalie!!). Questo sarebbe sbagliatissimo. Chi e
di Nicastro, deve fare gruppo a Nicastro, se poi è troppo numeroso, se ne fanno
2, a Nicastro c’è lo spazio.Il caso di Raffaele è diverso, ma lui ci deve a fare
il gruppo a Sambiase e poi noi ‘lo aiutiamo. Io capisco che e legato a Nicastro,
ma dobbiamo capire che fondare un gruppo nel proprio paese e non andare dove si
sta comodi, è segno di apertura, andare, ,amore. E’un segnale di speranza per i
poveri. Altro caso: un ragazzo di un gruppo si fidanza con uno di un altro
gruppo. Dal quel momento si trasferisce di gruppo. NO!! Ognuno deve vivere nel
suo gruppo, la fidanzata si va a trovare in un altro momento. Se poi uno va
nell’altro gruppo per trovare la ragazza con la scusa dei poveri, li usa e il
frutto. Fare gruppo è difficile: il gruppo vive se Io lo voglio e se tutti
vogliono, se io me ne vado dalla fidanzata, lo faccio morire. Vuol dire che non
mi interessa se il gruppo vive o muore, io lo uso per giustificare il mio andare
lì, ma che poi il mio gruppo muore non me ne frega. Questo discorso vale sia al
femminile sia al maschile.
Quando 2 si sposano, il discorso cambia, poi sono una cosa sola.
Bisogna creare vita di gruppo, è difficile, perchè ognuno di noi vuole rispetto,
ma anche legnate. La mia scelta personale di fare gruppo si deve integrare con
quella del gruppo.
SLOGAN DELLA GIORNATA:L’AUG SI VIVE NEL PROPRIO GRUPPO, IL GRUPPO SI VIVE NEL
LUOGO IN CUI SI VIVE.
Questo schema che ho detto oggi. le TRE A, è nuovo:Andare Aperti Amando. Mi è
venuto in testa vedendo i gruppi, ascoltando i problemi, è nuovo perchè noi
siamo in cammino e stiamo costruendo insieme qualcosa di nuovo, diversificandoci
sempre di più dallo schema OMG; io vado, siamo nuovi, ma l’antico resta, io so
da dove vengo e perchè il cammino sia vivo e vero, mentre costruisco il nuovo,
io non posso rinnegare l’antico. Se Raffaele fa il gruppo a Sambiase, non
dimentica l’esperienza fatta a Nicastro, mentre costruisce il nuovo non chiude
le porte all’antico. Il raduno in Sardegna certamente sarà diverso, anche se c’è
un filo comune ( cose antiche ). Sarà diverso perchè parlo a persone diverse, e
poi tante cose escono dalle domande, dalle battute che voi fate, anche se le
idee sono quelle.
Probabilmente il discorso sulle TRE A sarà uguale, perchè sono idee. Il resto
puo cambiare.
Tutte queste cose vanno spiegate quando si fa la “riunione dei nuovi”
che, per essere fatta ottimamente andrebbe fatta almeno in 4 puntate: 1°
puntata:le TRE A; 2° puntata; l’asse gruppo-missione;3° e 4° puntata : quello
che c’è nel cerchio (lo stile).
Io mi sono inventato la riunione dei nuovi per aiutare un ragazzo che entra, che
fa il primo passo, per aiutarlo a farlo sentire a casa. Le riunioni saranno 3,4
ma servono per spiegare qualcosa, dare indicazioni più o meno per sapere, poi il
ragazzo va sostenuto, piano piano si sentira a casa. Ma non si deve sentire a
casa subito, altrimenti vive la cosa in maniera superficiale e la svaluta.
E’quello che stava succedendo per casa Emmaus, perciò ho detto che bisognava
chiedere il permesso a me, perchè si stava svalutando si faceva turismo, gite e
passeggiate. Può accadere che si vada a Melo a fare turismo.
C’è continuità tra il gruppo e la missione, sono sullo stesso asse. Non c’è
stacco tra il gruppo e la missione, ma è il diametro di una stessa cosa e può
essere infinito, a seconda di quanto tu vai, ti apri e ami, cerchio infinito.
Gruppo = Missione, sono un’unica cosa. Vivere il gruppo è vivere la missione e
viceversa, non c’è uno stacco, il primo passo è la scelta personale, poi c’è
continuità. Fare missione e la stessa identica cosa. E’ un asse unico, non si
può spezzare, ne resterebbe metà, toccherebbe solo da una parte se si farebbe il
cerchio solo intorno al gruppo. La missione è assolutamente necessaria. Non è
necessario che sia permanente, se è permanente è l’ottimo, basta che non chiuda,
che non impedisca di andare. Esempio pratico: noi sappiamo che dobbiamo andare
dal Padre Santo, alla milagrosa, che già conosciamo. Scve il Vescovo e ci
propone Villa Betania. Noi non abbiamo la forza, nè di soldo, nè di persone.Gli
dico subito di noi?Resto aperto, possibilista, andrò a Villa betania e farò
pocchisimo, non apro una missione permanente, ma quello che posso lo faccio, mi
impegno. Io vado in Paraguay per mantenere un’apertura, ci sono altri poveri;
noi dobbiamo prenderci un peso e portarlo, non possiamo sempre gironzolare però
dobbiamo mantenerci aperti. La nostra prospettiva non è Melo nè l’Uruguay ma il
mondo intero “Andate pel le strade di tutto il mondo”Il nostro andare ci
potrebbe portare altrove, non dobbiamo necessariamente restare in Uruguay, ma
dobbiamo sentire i bisogni, avere un’apertura infinita a tutti, poi facciamo
quello che possiamo. Per questo è importante andare. Missione non è solo Uruguay
o Senegal, ma è anche Crotone, Decollatura, Sambiase, Saveria. L’AUG non è un
movimento missionario, ma un movimento educativo di giovani. L’asse
gruppo-missione è un’altra cosa, non vuol dire che siamo un gruppo missionario,
ma che c’è continuità tra il gruppo e la missione. Dentro il cuore dobbiamo
sentire l’amore, la necessità dell’andare. Nella missione si vive bene il
gruppo, perchè necessariamente si fa comunità, comunione.
Francesca: in quest’ottica, va in missione, anche chi va a fondare altri gruppi,
per esempio se uno andasse in Alta Italia a seguire un gruppo, sarebbe come in
missione. Non è necessario andare nel Terzo Mondo.
P. Mimmo: si, è cosi,anche se il segno esterno della missione ci deve essere,
l’Uruguay, il Senegal o un altro paese sottosviluppato. La missione verso i
paesi sottosviluppati resta il punto più alto del nostro andare perchè li devi
cambiare stile di vita, modo di pensare, ti devi adattare all’ambiente e alle
persone, e per fare questo devi amare. Il partente resta è l’espressione di un
gruppo che vive la missione che si apre e va. Il partente resta il momento di
massima apertura, del massimo amore, del cammino.
I poveri sono il punto più alto di arrivo, non importa di dove sono. Aiutando i
poveri lontani, noi aiutiamo quelli di qua, perchè creiamo interrogativi in chi
è qua: io vado lì, tu che fai? E poi, automaticamente, aiutando i poveri
lontani, si diventa più sensibili verso quelli vicini.
Chi sono i partenti di quest’anno? La domanda nasce spontanea; la risposta...eccola!
I° CATERINA:Se il Signore ci aiuta e lei risolve i suoi poblemi momentanei, al
momento è l’unica che ha dato la disponibilità per una permanenza là.
II° ROSA. Il 5 Agosto insieme a Rosa, partiranno MARIANGELA e FRANCESCO. Loro
due partono per tirare il gruppo; il gruppo di Nicastro deve rivisitarci: Alcuni
del gruppo mi hanno scritto (non molti) e io li ringrazio, ho ricevuto tutte
belle lettere, devo dire, che dicono qualcosa e questo è importante. Loro due
partono per tirare, sono stato tentato dal non farli partire, per dare un
insegnamento al gruppo: Il gruppo di Nicastro deve essere gruppo, fa le
attività, ma non c’è il gruppo. Questo mi hanno scritto, che le attività ci
sono, sì ma non c’è il gruppo. Le attività ci devono essere, ma da sole non
dicono l’esistenza di un gruppo, altre cose lo dicono. Loro due partono perchè
si sono messi in movimento, si sono aperti, hanno ascoltato quello che il gruppo
dice, mentre il gruppo non ascolta ciò che dicono loro. Dopo il Raduno Partenti,
hanno fatto degli sforzi con grande apertura mentale, per questo dico che sono
pronti, perchè si sono immessi nel cammino, hanno amato quelli che li hanno
giudicati. Vanno per tirare il gruppo. Hanno sempre i loro difetti e io parlero
con loro, perchè con i difetti che hanno rischiano di combinare guai.
Il 25 agosto parte MARIA, per dare il cambio a Rosa che tornerà a fine agosto.
MARIA; FRANCESCO e MARIANGELA torneranno il due novembre. Il 22 ottobre
partiranno AURORA, GIUSEPPE, COLISTRA e CATERINA. Aurora tornera il 19 novembre,
mentre Colistra e Caterina i primi di dicembre.
Tutto questo è per creare una maggiore stabilità, copriremmo un periodo da metà
luglio a dicembre. Giuseppe va lì per vedere il fare qualche progetto per Villa
Betania..
PAUSA PRANZO
P. Mimmo: (ancora non si è stancato): adesso vediamo tutto il giro intorno a
l’asse. In alto, nel cerchio, metterei lavoro nel tempo libero. Anche in
missione lavoriamo nel tempo libero. Lavoro nel tempo libero significa che
bisogna lavorare nel tempo libero.
I° lavoro. Un gruppo che non lavora non è un gruppo AUG. Il primo passo, entrare
in gruppo,è personale, e già presuppone che io devo lavorare. Il nostro di
aiutare i poveri è il lavoro, non i soldi che portiamo in missione. Non possiamo
e non dobbiamo essere assillati dai soldi, non dobbiamo snaturale lo stile per i
soldi, è meglio fare qualcosa in meno in missione. Esempio: se facessimo dieci
campi di lavoro,di raccolta stracci, facendoci aiutare da persone fuori dai
gruppi, faremmo soldi. Ma non faremmo gruppo, non andremmo in sede, non faremmo
pesche: faremmo soldi, ma snatureremmo lo stile, non si vivrebbe l’AUG. Allora è
maglio che non ci sia una missione permanente, si avrà col tempo. Il nostro modo
di fare gruppo AUG, lo stile, lo spirito,è lavorare. Lavoro materiale, che fa
sudare, lavoro con le mani. Il lavoro di pensiero non è molto adatto, noi non
facciamo riunioni dalla mattina alla sera, bastano i raduni. Anche la riunione è
un lavoro; per questo io dico che fa parte del gruppo chi va alla riunione.
II°: nel tempo libero. Io su questo sono rigido. Il tempo libero è quello che
uno ha o che si dà. Nella tipicità dell’AUG, il tempo libero non è quello che
uso per passare il tempo andando in gruppo. Il tempo che io sottraggo allo
studio, alla famigia non è tempo libero perchè io mi sottraggo a un dovere per
fare ciò che mi piace: il gruppo diventa una scussa, io lo uso per fare ciò che
non mi piace, per non fare il mio dovere. Faccio solo ciò che mi piace: questo è
il tempo libero che ho. Il tempo libero che mi do è quello buono, è quello che
io userei per me, per riposarmi la testa, e questo tempo io lo do ai poveri, e
decido io quanto darne, liberamente. Do l’ora di “Sentieri”, per esempio. Il
dovere va fatto, dobbiamo aiutare la famiglia, studiare, lavorare. Il tempo
libero me lo io, anche se vado in gruppo 5 minuti all’anno, faccio parte dell
gruppo, con tutti i limiti. Se in un gruppo ci sono molti che vanno per 5 minuti
all’anno, la bilancia pende dal lato morire. Chi va per 5 minuti, vale 5 minuti,
non può bloccare il gruppo, deve accettare i suoi limiti, cosi come il gruppo
deve accettare il tipo dei 5 minuti, altrimenti si chiude. Un ragazzo può sempre
cambiare il suo atteggiamento, lasciamo spazio, non giudichiamo, non fermiamoci,
ma continuiamo a camminare. Deve essere chiaro che fa parte del gruppo chi va
alle riunioni. Chi si fa vedere sporadicamente, di passaggio, si siede, fa
disordine, e poi pretende di comandare tutto, di essere considerato come perno
del gruppo, crea poblemi e tensioni; il gruppo deve dire le cose chiare: fa
parte del gruppo chi va alla riunione, perchè lì si prendono le decisioni, le
responsabilità, i pesi. Fa parte del gruppo più chi va alle riunione e poi non
va a lavorare, che viceversa. Se uno alla riunione parla, dice un sì, e poi non
lo mantiene, può essere sempre richiamato. A chi non viene alla riunione, che
richiamo si può fare?
A fianco del lavoro nel tempo libero, ci metto libertà e di fronte
responsabilità. I due termini si devono quardare. Io sono libero di fare ciò che
voglio; c’è gente che spreca la colla, lascia i barattoli aperti apposto: Io in
gruppo diventavo una belva con questi tipi. Lo poui richiamare alla
responsabilità, ma sempre lasciandolo libero. Lasciare lo spazio dell’errore
crea tensioni in un gruppo, lo so, ed è normale.Uno grida lo richiama male, si
innervosisce; è molto più facile non lasciare libertà, si starebbe più
tranquilli, La libertà si modera con il richiamo alla responsabilità. La libertà
può fare crescere un gruppo in maniera molto viva, ma lo può anche affossare.
Dobbiamo permettere che la libertà faccia morirew un gruppo. Ma non
dimentichiamo di richiamare con durezza alla responsabilità, chi sbaglia deve
sapere che ha la responsabilità di aver fatto morire il gruppo. Se io ci tengo
al gruppo, allora faccio di tutto per costruirlo e mi prendo la responsabilità
di fargli capire come stanno le cose. Se sono di più quelli che amano i poveri,
il gruppo e l’AUG crescono, se sono di più quelli che usano la libertà per
affossare il gruppo, il gruppo muore e loro se ne devono prendere la
responsabilità. Il gruppo vive fino a quando c’è che ci crede e che vuole farlo
vivere. Annaspa,ma c’è. A Zangarona il gruppo c’è, si industria, chiede aiuto,
per mantenere una speranza. Se un gruppo muore, la responsabilità è di chi c’è
dentro, non di quelli che se ne sono già andati.
L’apertura si mette due volte, si scrive sia sotto libertà, sia sotto
responsabilità, continuando. Tenere apertura limita la tensione, la lenta.
Apertura politica: oggi il poblema politico non è molto sentito tra i giovani si
sentono traditi dalla politica e si sono allontanati. Quindi oggi il poblema
politico nell’AUG non c’è. Dico comunque che a causa delle divergenze
ideologiche, nei gruppi, se non c’è la massima aertura, si può creare tensione.
Apertura religiosa: la religione può creare divisioni. L’apertura religiosa è
essenziale. E’ vero che in me l’AUG è nata perchè io ho pensato che era arrivato
il momento di convertirmi. Cosi ho pensato: mi impelago in qualcosa nella qualle
certamente sarò costretto a chiedere aiuto a Gesù; all’inizio questa intuizione
non era chiara, l’unica cosa certa era che io tagliavo i ponti con le mie
sicurezze, così da trovarmi costretto a chiedere aiuto a Gesù. L’AUG nasce da
questo humus, da questo desiderio, da questa voglia di incontrare Gesù. Il
ritiro del 24 maggio era per me un passo in avanti dal punto di vista religioso,
quello che è successo subito dopo mi è sembrato come un andare in dietro, la
malattia di Caterina, le tentazioni del diavolo che ci a messo la coda e la
muove forte. L’AUG nasceda questo desiderio di Gesù, da questo humus. Allora
l’apertura che cos’è: sappiamo che dobbiamo andare verso i poveri, tutti
insieme, anche quelli che non credono. L’unica differenza che c’è è che chi non
crede non a bisogno di Gesù, mentre noi abbiamo bisogno del suo sostegno. Gli
altri dicono di non avere bisogno della ricerca, forse sono più forti. Io, a
essere sincero, non ho conosciuto molte persone che riescono ad andare verso i
poveri fino alla fine senza i’aiuto di Gesù. Hanno un certo tratto di strada, ma
fino alla fine no. Ora, in un discorso di apertura religiosa, le tensioni tra
chi crede nel DIO di Gesù e chi non ci crede, non devono esserci. Ci deve essere
rispetto reciproco. In Uruguay l’apertura è ancora più necessaria, con tutta la
mescolanza e la confusione di religione che c’è. Se io vado in Senegal, voglio
che loro sappiano che io sono cattolico, ma li rispetto e mi adatto. Allo stesso
modo chi non è credente e va in un ambiente cattolico, si deve adattare, tra i
musulmani, uno si deve adattare, certo non celebrerò S. Messe dalla mattina alla
sera.
Antonio (Platania): però è difficile per chi non crede partecipare alla Messa o
dire il Rosario!!.
P. Mimmo: certo che è difficile dire un Rosario se non ci credi, ti scocci, ma è
ugualmente difficile lavorare per aiutare musulmani e non poter parlare di Gesù,
non poter manifestare la propria religione. Il senso è proprio quello del
“Quello che avete fatto ai più piccoli dei miei fratelli lo avete fatto a
me”,quindi bisogna aiutare anche chi crede in un’altra religione, ma ciò
comporta rispetto e una grande apertura perchè se si fanno i giochi, canti con i
bambini, bisogna stare attenti a non nominare Gesù, Don Bosco,ecc. E a non
pretendere che vengano al catechismo se la famiglia è mulsumana.
Antonio: però moralmente non è tanto giusto, se uno non crede farlo partecipare
alla S. Messa.
P. Mimmo: guarda che anche S. Pietro e S. Tommaso non ci credevano, quando
dovevano testimoniare la fede, scappavano, eppure andando dietro a Gesù, lo
hanno scoperto. Se tu, non credente, il Rosario lo dici con Amore, fai un
servizio e scoprirai qualcosa; se poi lo dici con odio, allora è diverso. In
questo cammino c’è la riscoperta, perchè Gesù continua ad amarmi anche se io mi
sono allontanato. Lui c’è anche se io non lo vedo e mi ama anche da peccatore.
Obbedienza. Questa parola, nel cerchio, io la metterei esattamente di fronte a
lavoro, in basso. Io sono convinto che non si riuscirà a capire,
1) L’obbedienza non è costrizione. Non sono io che ti chiedo di ubbidire, sei tu
che mi obbedisci.Gesù è obbediente fino alla morte e alla morte di croce, ma è
lui che decide di obbedire il Padre. L’obbedienza non è costrizione. La nostra
obbedienza è quella di Gesù. Certo, quando uno non obbedisce, io grido. Uno si
deve prendere la responsabilità, sia se obbedisce, sia se non obbedisce. Io sto
facendo questo cammino, ma ho paura, non so dove mi porterà e ho paura perchè ci
siete anche voi. Me ne prendo la responsabilità. Che cis’è allora l’obbedienza?
L’obbedienza è una banda: ogni stumento suona, ma per essere banda non deve
suonare per fatti suio, ma deve stare al suo posto e suonare al momento giusto:
deve seguire il direttore d’orchestra. Il direttore d’orchestra dirige e in una
banda c’è bisogno di tutti. Se uno segue il maestro, anche se sa suonare poco,
impara e la cosa funziona. Non ci possono essere due maestri, nè si può suonare
il trombone più forte, altrimenti stona tutta la banda. Obbedire è fidarsi. Si
presume che il maestro di banda ne sappia di più. Nel nostro cammino, alcuni si
trovano avanti, magari non per loro volontà, ma perchè sono stati spinti, come
nelle manifestazioni, e si trovano con le mani in pasta.
S. MESSA
Avviso importantissimo: è nato un nuovo gruppo a CROTONE.
Siccome è nato ieri, 13 giugno 1999, non ha preparato la relazione, ma ha già
fatto un’attività e consegna dei soldi (applausi).
A questo proposito, il Grande Padre fa un’osservazione: tutti dobbiamo sentire
la tensione di creare gruppi nuovi. In genere ogni gruppo nuovo viene affidato a
chi ha già un pò di esperienza, che lo aiuti nei primi passi. Una volta fatti i
primi passi, deve camminare da solo e chi lo segue deve ritirarsi. Se dopo un
anno un gruppo non raggiunge un pò di autonomia,è il caso di ritirarsi lo
stesso, cosi se il gruppo deve morire muore,è inutile stare lì a fargli la
respirazione artificiale.
Ascoltiamo ora le relazioni dei gruppi.
Gruppo di PLATANIA.
Il gruppo AUG di Platania nasce il 14 settembre 1998, dopo aver avuto un
incontro con Don Mimmo una settimana prima, durante il quale ha proiettato delle
diapositive.
La proiezione delle diapositive è stata una buona iniziativa alla quale sono
intervenuti molti ragazzi. All’incontro successivo, come pensiamo sia normale,
sono intervenuti meno ragazzi, ma questi sono bastati affinchè il gruppo
nascesse. Il gruppo AUG continua a lavorare anche con l’aiuto dei ragazzi di
Platania. Iniziano le difficoltà per il gruppo: abbiamo bisogno di una sede dove
poter incontrarci e lavorare. Mentre ci impegniamo a trovarla, veniamo ospitati
in una sede parrocchiale che Don Pietro gentilmente ci ha offerto. Qui possiamo
lavorare per iniziale la nostra prina attività che è stata la pesca insieme al
gruppo AUG di Nicastro, in occasione della festa di S. Michele Arcangelo, il 29
settembre 1998. La pesca è andata molto bene, e con questa attività abbiamo
iniziato a capire il lavoro per i poveri.
Da settembre e per dei mesi siamo stati guidati per volere di Don Mimmo, da
Caterina e Maria che ci hanno spiegato con quale spirito bisogna far parte del
gruppo AUG. Le basi sono stati i punti fondamentali di un gruppo AUG, Per un pò
di mesi il nostro poblema è stato quello di trovare una sede, ma abbiamo
continuato a lavorare, organizzando pesche, raccolte, insieme ad altri gruppi.
Finalmente, poco prima di natale, siamo riusciti a trovare la sede. Una signora
è stata così gentile da darci una stanza senza voler pagato l’affitto. Ci ha
solo chiesto un contributo per la luce. Si, nella stanza non c’era la luce, ma
nio, per poter iniziare i lavoretti, ci siamo impegnati a procurarla. Abbiamo
così potuto iniziare i lavoretti per Natale (presepi, centrotavola) e poi con
l’aiuto di Maria e Caterina abbiamo organizzato diverse bancarelle (platania,
decollatura, soveria). Siamo arrivati poi al Raduno del 30 dicembre con un
bilancio di £ 800.000 che siamo stati molto contenti di consegnare a Don Mimmo.
Col passare dei mesi i ragazzi sono diventati sempre di meno. Il gruppo ha
continuato a lavorare, anche se non costantemente. Importante passo dei gruppo
AUG è stato il campo di Pasqua durante il quale si è capito ancora di più il
lavoro per i poveri. E’ stato organizzato con molte difficoltà ed è stato molto
difficile svolgerlo. Per fortuna i gruppi sono stati disponibilissimi a dare una
mano ogni vola che eravamo in difficoltà e alla fine il campo, anche se con
poblemi, si può dire concluso bene. Abbiamo continuato a lavorare e abbiamo
fatto altre pesche, non molto grandi e neanche con molti sildi. Ma un povero,
pensiamo, come dice Don Mimmo, ha bisogno anche delle mille lire.
STORIA del GRUPPO A.U.G. di NICASTRO
Il gruppo di Nicastro è nato il 31/01/1998. Siamo il 2° gruppo dell’A.U.G., il
primo è zangarona. Don Mimmo ha scelto questa data perchè il 31 Gennaio è S.
Giovanni Bosco e nonostante la grande confusione che c’era quel giorno alla
Pietà (spettacoli, bambini dapertutto, ecc.),c’è stata la prima riunione
ufficiale del gruppo a.u.g. di Nicastro; non c’è data migliore del 31 Gennaio
per iniziale un lavoro con i giovani per le missioni, dice Don Mimmo.
Il gruppo inizialmente era composto da Giuseppe Falvo, Mariangela, Aurora e dai
giovani dell’A.V.P.C. che avevano scelto questo impegno, più altri portati da
amici. La nostra prima attività è stata un pesca alla Pietà, fatta pochissimi
giorni che Aurora partisse per l’Uruguay per il viaggio esplorativo. Abbiamo
avuto subito il regalo e il peso della partenza di Giuseppe Falvo; non avevamo
molta esperienza, nè avevamo capito bene cosa significasse la partenza. ma si
era creato un bell’ambiente,un certo entusiasmo intorno alla partenza. Anche se
facevamo molta confusione. La nostra seconda attività è stata la festa di
carnevale, e la nostra prima uscita la raccolta a Curinga durante la quale
abbiamo conosciuto gli alrti gruppi ed altre persone. Il nostro primo Campo, al
quale abbiamo partecipato in molti,è stato quello di Pasqua a Martirano. Intanto
sono entrati altri ragazzi, Antonio R.,Francesco, ecc. trascinati da chi già era
un gruppo. I primi mesi del gruppo sono stati caratterizzati da una certa
confusione, per la numerosità dei ragazzi, dall’entusiasmo nelle attività, forse
perchè per molti era la prima volta, e dall’impegno. Altro segno distintivo
presente da sempre è lo spreco di materiale, il ridulci all’ultimo minuto e il
sentirci <<ricchi>> perchè abbiamo comodità che non sappiamo apprezzare: la sede
e la luce gratis, ragazzi che hanno la macchina, il fatto di essere in una
parrocchia grande come la Pietà, di cui oltretutto il parroco è Don Mimmo (con
tutti gli onori e gli oneri che ciò comporta...). Con l’arrivo dell’estate
alcuni se ne sono andati, come è naturale, e il gruppo si è un po adormentato.
Le attività estive sono state pochissime: 1 bancarella, il campo di Emmaus a
Zangarona e il tlasloco di casa Emmaus. Altre attività che pure avevano
programmato e che avevamo potuto fare (l’animazione ad Acconia e alla Riviera
del Sole, la pesca a Nocera Marina, ecc.) non sono state fatte per disinteresse,
disimpegno, aria di vacanza... . Dopo la partenza di Giuseppe e Rosa non abbiamo
fatto più niente, se non una pesca insieme al gruppo di Zangarona e di Platania
appena nato. Al rientro Giuseppe ci ha scrollati ben bene, aiutato in questo da
Don Mimmo che è maestro e ci hanno fatto capire che non è bene chiuderci e
orientarci tutti a una sola attività e ad un tipo di lavoretti e che dobbiamo
cercare di fare più lavori per non perdere le occasioni che si presentano ( per
es. ad ottobre-novembre pensare alle caldarroste e non solo ai lavoretti
Natalizi), e per utilizare bene il tempo, facendo raccoltine,ecc.
Cosi abbiamo fatto queste attività. Inoltre, e questo non per giustificarci ma
per rendere onore alla mverità, abbiamo collaborato ad alcune esigenze della
parrocchia (arrivo e ospitalità dei salesiani, Giocando giocando, ecc.) e siamo
stati un punto di riferimento per gli altri gruppi.
La presentazione di due partenze, Francesco e Mariangela ad Ottobre, non ha
inciso sulla vita e sull’andamento del gruppo. Il gruppo comunque al raduno di
dicembre, nonostanti riunioni per decidere sui partenti, non ha espresso un
giudizio definitivo, riservandosi di decidere dopo qualche mese e a
dimostrazione della grande, enorme attenzione verso i partenti ha persino
dimenticato di portare la relazzione da leggere!!! “<<(Grande cazziatone di Don
Mimmo in proposito)>>”. Il rientro di Giuseppe e Rosa, la vita e i problemi
della missione sono stati sentiti poco dal gruppo che ha inviato i rientranti
con molto ritardo e dopo diverse sollecitazioni. Nell’organizzazione del campo
di Dicembre, il primo campo del gruppo, c’è stato molto impegno, come anche nel
condurlo e sono venute fuori le persone che tirano il gruppo, anche se abbiamo
avuto paura di rischiare nel lavoro. Sono entrati intanto ancora ragazzi nuovi,
mentre diversi se ne erano andati già dopo l’estate. Da questo continuo
rinnovarsi, e da qualcuno che si è fermato e si sta responsabilizzando sempre di
più, si forma il gruppo. Dopo il campo, sulle ali dell’entusiasmo creato e dai
propositi fatti il gruppo ha ingranato una marcia in più, ed ha organizzato la
vendita delle arance, una pesca a Cosenza, la vendita dei biscotti a San Biagio
e la festa di Carnevale. Però con la fine del quadrimestre c’è stato un
ulteriore rallentamento. Intanto dovevamo dare una risposta definitiva ai
partenti, e in una riunione prima di Pasqua è stato detto loro un si
praticamente da tutto il gruppo, che ha quasi ribaltato il giudizio dato al
raduno. Però di fatto ancora oggi il gruppo non è molto preoccupato per i
partenti, nè dimostra attenzione verso la missione, nè verso casa Emmaus, i
poblemi, il lavoro che c’è da fare, le persone che hanno scelto di viverci.
Un’attività nuova che abbiamo realizzato quest’anno insieme al gruppo dei
catechisti è stata l’Addolciamo Insieme La Vita Dei Poveri, che ha comportato un
certo impegno ma che è riuscita bene. Intanto la raccolta delle lattine che
avevemo avviato in due scuole e in alcune sale-giochi si è molto rallentata e
poi interrotta per vari motivi.
Durante il periodo di Pasqua abbiamo avuto la possibilità di fare esperienze
diverse nei campi: Francesco èandato in Sardegna e molti altri al campo del
gruppo di Platania che si è tenuto a casa Emmaus, esperienze che abbiamo poi
confrontare bene insieme. Improvvisamente, come spesso accade anche nelle
migliori famiglie il mese di aprile-maggio ha messo a nudo l’irresponsabilità,
la poca voglia di fare sacrifici e il nostro di simpegno, al punto che una
raccolta decisa da tutto il gruppo è stata poi fatta da due persine, questo
perchè non abbiamo avuto il coraggio di dire NO ad un’attività , prendendoci la
conseguente responsabilità, ma abbiamo voluto metterci il cuore in pace dicendo
SI. Una lettera di Don Mimmo in proposito ci ha aiutato a riflettere in questo
punto; ed addirittura visto l’andazzo è in forse anche la partenza di Francesco
e Mariangela. Il mese di maggio però, iniziato molto male, ha visto diversi
ragazzi impegnati in attività esterne al gruppo: Saverio, Pasquale e Vincenzo
sono stati <<precettati>> per organizzare il campo di Emmaus, e lo stanno
facendo nel meglio delle loro possibilità; Rosy e Paolo sono state incaricate di
seguire la gravidanza, la nascita e i primi mesi di vita sino allo svezzamento
del gruppo di Crotone, e Raffaele e Santino per aiutare Nataly per il campo di
Zangarona. Questi impegni esterni ed aggiuntivi al gruppo, sono molto positivi
perchè lo aiutano ad aprirsi, prendersi più responsabilità, a crescere.
Nonostante tutti i difetti, gli errori commessi e l’irresponsabilità aleggiante,
il gruppo vive e va avanti perchè c’è qualcuno che si impegna, a cui il gruppo
interessa, che tira la carretta. A tutto questo va aggiunto, per dare un quadro
completo della situazione del gruppo di Nicastro, che durante il racconto
collettivo della storia, era sfuggito a tutti un piccolo ma significativo
particolare: la presentazione al gruppo della partenza da parte di Francesco e
Mariangela. Solo Francesco diretto interessato ha sollevato la questione ad un
certo punto. Durante la discussione, (silenziosa) se questo mparticolare andava
o non aggiunto nella relazione, Don Mimmo, che per caso era presente, di fronte
al silenzio quasi generale ha tratto la conclusione che il gruppo di Nicastro è
un gruppo fantasma, che non esiste che si lava le mani di ogni decisione da
prendere, e che stando così le cose i partenti non sarebbero partiti. Dopo un
lungo silenzio, finalmente ci siamo chiesti che cosa fare e tutti abbiamo
espresso il nostro parere sulle oservazioni fatte da Don Mimmo e sulla paretnza
di Mariangela e Francesco. La maggioranza ha ritenuto che il gruppo non è un
fantasma che esistiamo nonostante i nostri difetti anche se non abbiamo dato il
massimo mdell’impegno e e vogliamo che Francesco e Maringela partano, visti
anche gli sforzi che loro hanno fatto per migliorare.
Abbiamo però rilevato che uno dei limiti più grossi e che più ci penalizza è
proprio il fatto di non parlare alle riunioni di non mettere in comune le nostre
esperienze, di non dire quello che pensiamo. Ci siamo lasciati, dopo più di
un’ora di sofferte discussioni, con l’impegno che ognuno di noi avrebbe scritto
a Don Mimmo ciò che pensava,k nella speranza che ci avrebbe dato la possibilità
di risolgere dalle ceneri, prima del raduno.
STORIA DEL GRUPPO AUG DI ZANGARONA DAL 21 LUGLIO 97 AL 14 GIUGNIO 99
Il gruppo di Zangarona è stato il primo gruppo vero dell’AUG. Prima di divenire
AUG, il nostro era un gruppo dell’operazioni Mato Grosso. Infatti nel 97
Francesca e partita per il Brasile, 4 mesi a Retiro. I motivi del cambiamento
sono lunghi da spiegare; il punto è che quando Don Mimmo ha lasciato l’OMG, dopo
qualche mese abbiamo deciso di seguirlo ed aiutarlo in questa nuova follia
dell’Uruguay. Allora il gruppo era composto da : Francesca, Giancarlo, Nathalie,
Maria, Cinzia, Alessandro, Morena. Quell’estate era calda dal punto di vista
lavoro, perchè avevamo Francesca in missione, perchè eravamo entusiasti di
costruire un nuovo sogno. Non essendoci la più grande del gruppo, alcuni si sono
fatti avanti e responsabilizzati di più; avolte anche litigando. Col ritorno di
Franesca è stato ancora più bello lavorare insieme, l’atmosfera è diventata più
seria. Nel mese di dicembre l’entusiasmo è cresciuto, nello stare tutti insieme
intorno al tavolo a fare i lavoretti di Natale, infatti è entrato Luca nel
gruppo. E’ il 1998, nella nostra piccola sede si continua a lavorare, ma alcuni
cominciano a stancarsi e cedono volentieri alle solite pressioni e lamentere dei
genitori. Morena, Maria se ne vanno. Alessandro gironzola. Luca compare e
scompare per via degli esami e poi si trasferira a Nicastro. Intanto con il
campo di Martirano meglio i ragazzi nuovi di Nicastro. Anche Cinzia se ne va,
pur rimanendo molto
legata al gruppo. Francesca è impegnatissima col suo lavoro. Il gruppo resta
sulle spalle di Giancarlo e Nathalie. Che comunpue non si arrendono e vanno
avanti. In estate Giancarlo va a lavorare. Ma il gruppo ma avanti (de novu). Dal
6 al 9 luglio c’è il primo campo AUG di Zangarona: che fatica!! Ma è comunque
bello e importante per la vita del gruppo, fa comprenere molte cose, fa
crescere. E dà a molti l’occasione di stare vicino a Rosa e Giuseppe, i
partenti. Il 12 Agosto Sosa e Giuseppe vanno in Uruguay. Durante la loro assenza
però il gruppo non riesce a impegnarsi come dovrebbe. il campo di casa Emmaus ci
avvicina di più alla nostra missione italiana. A fine Agosto per fortuna
Giancarlo si rompe un braccio e torna ad essere più presente nelgruppo, e si
riescono ad organizzare più attività. Con i campi conosciamo nuovi ragazzi,
anche della Sardegna (Nicastro a dic. e Platania nell’aprile 99). A Maggio
abbiamo una riunione con Mariangela, ed abbiamo avuto modo di parlare meglio
della partenza. E’ stato molto importante per noi.
Ci ha resi più consapevoli della situazione e in parte più partecipi.
Da allora la situazione è più o meno stazionaria. Ora Giancarlo lavora,
Francesca lavora, Nathalie s’arrangia. Far entrare nuovi ragazzi è difficile. I
contatti sono pochi. E la gente ha molti pregiudizi sul gruppo, nutriti dalle
parole dei soliti ragazzi stupidi che ci sono passati e non hanno capito nulla
del gruppo. Vorremmo riuscire a inventarci qualcosa, perchè i ragazzi capiscano
che l’AUG è una cosa bella, è un cammino, e non uno stupido passatempo.
Adesso stiamo organizzando il campo per la fine di Luglio, assieme ad alcuni
ragazzi di Platania e di Nicastro, in modo che un campo partenti, perm lavorare
di nuovo insieme prima che Francesco e Mariangela partano.
Ecco qua, questa è in breve la storia del gruppo di Zangarona, vi sarà sembrata
niente di particolare, un pò banale forse, ma vi assicuro che non lo è, perchè
dietro tutti i lavori, tutti i campi fatti assieme, tutte le giornate passate in
sede, qualcuno ne è uscito cambiato, e continua a fare questo cammino con voi,
sperando di poter continuare a cambiare qualcosa.
il gruppo di Zangarona
Giancarlo, Nathalie,e...1/2 Francesca!
Mai ti è dato un sogno
senza che ti sia dato
il potere di realizzarlo!
Richard Bach
Consegna dei bilanci e dei SOLDI
$$$$$$$$$$$$$$$££££££££££££££$$$$$$$$$$$$
CASSA COMUNE 370.000 £
CROTONE 247.000 £
PLATANIA 233.100 £
NICASTRO 5.095.000 £
ZANGARONA 901.200 £
TOTALE 6.846.300 £
P. Mimmo: io propongo che i gruppi facciano un’autotassa mensile fissa. Nei
bilanci deve apparire l’autotassa, sia in entrata, che in uscita. Cercate anche
di giustificare, per quanto è possibile, il materiale che vi regalano.
VILLA BETANIA.
P. Mimmo: Voi sapete che il vescovo che c’era prima a Melo,Mons. Cotugno, aveva
indicato per noi come “quartier generale” Villa Betania che è di proprietà della
Diocesi, ma è sotto la giurisdizione del Parroco della Cattedrale. Poi Mons.
Cotugno è stato trasferito a Montevideo. Io allora ho chiesto al P. Santo che ci
facesse andare alla Milagrosa, nella sua parrocchia, visto che già li siamo
stati e un pochino conosciamo l’ambiente e anche per dare un pò continuità al
nostro lavoro e il Padre Santo è stato d’accordo. Successi vamente
l’Amministratore Apostolico mi ha scritto, proponendo sia Villa Betania, sia la
Milagrosa. Tenete presente che come struttura; Villa Betania è molto migliore,
anche per un lavoro con i ragazzi, in futuro. mi rendo bene conto che noi non
abbiamo le forze per entrambe. Io proporrei all’Amministratore un contratto col
quale ci impegnamo a ristrutturare Villa Betania nell’arco di 10/15 anni, e lui
ce la dà per il nostro lavoro. Intanto quest’anno andremo stabili alla Milagrosa
dal Padre Santo. Voi che ne pensate?
Siamo tutti d’accordo.
Ultimo avviso: i soldi che faremo da ora in poi, si consegneranno eventualmente
al rientro di Don Mimmo, anche se dobbiamo tendere a consegnarli ai raduni e
basta, altrimenti saremo sempre sfasati.

















2° punto all’ordine del giorno: MISSIONE
PERMANENTE
P. Mimmo: apriremo la missione permanente ad aprile con Caterina e Rosa.
Permanente significa che la missione dovrà stare sempre aperta. Ad Aprile loro
due vanno per avviare i lavori, per avere un posto dove stare. Partiranno prima
di Pasqua per iniziare la missione sotto il segno della Resurrezione, della
Speranza per il futuro.
La missione permanente risolve i problemi educativi della missione perchè con i
tre mesi, ogni anno bisogna riprendere il discorso con i ragazzi, la gente, ecc.
ed è difficile.
PERMANENTE
indica l’amore per i poveri che è
SEMPRE.
Qualcuno pensa che sia troppo presto perchè non ci sono soldi abbastanza.
I soldi non sono importanti, abbiamo delle vite da dare e la presenza tutti i
giorni è importante.
Solo con l’ ORATORIO PERMANENTE
SI FA EDUCAZIONE.
Ci siamo arrivati relativamente presto, ma Caterina aveva dato la disponibilità
già prima che partissero i primi tre mesi. Ora si è aggiunta anche Rosa.
Domanda: Aumenta il lavoro nell’AUG? NO! perchè se pensiamo che aumenta vuol
dire che ragioniamo come le aziende, si apre un’altra filiale, aumenta il lavoro
e, di conseguenza, gli utili. Noi lavoriamo per uno Spirito che abbiamo dentro,
non è solo perchè si apre una nuova missione che dobbiamo lavorare di più. I
soldi alla fine non sono importanti, sono importanti le persone.
Sonia ( Ussana ): ma in una lettera Lei ( Don Mimmo ), ci ha scritto che i
gruppi della Calbria dovevano consegnare i soldi ad Ottobre, prima della sua
partenza per l’Uruguay perchè non bastavano. Se non bastano per tre mesi di
missione, come potranno bastare per un anno?
Io sinceramente mi sono sentita come una macchina che deve fare soldi.
Don Mimmo: bisogna capire bene la lettera. Io ragiono come la mamma, tu come
l’azienda. La mamma che non ha soldi sufficienti per comprare il latte ai figli
va a lavorare di più, dirà al marito: “ va anche tu a lavorare invece di
ubriacarti ”; se il marito vuole va a lavorare, altrimenti lavorerà solo la
mamma, magari anche di notte.
Bisogna sentire l’urgenza,
migliorare sempre,
se non ce la faccio da solo lo dico ad altri,
faccio altri gruppi.
E’ la mentalità del seminatore del Vangelo, che semina sul terreno che ha a
disposizione, però non si ferma, semina lo stesso. Se di fronte ai soldi che non
bastano la risposta è quella dell’azienda che dice non apro una nuova filiale
anzi chiudo e licenzio gli operai per mantenere il mio profitto ecco che la
povertà aumenta invece di diminuire. Se anche noi cominciamo a dire non è un
problema mio, è un problema dei poveri, dei licenziati, anche noi possiamo
licenziare i poveri.
Non possiamo e non dobbiamo sederci, i poveri li abbiamo sulle spalle, l’unico
modo per non averli più sulle spalle è scaricarli, è smettere di sentirci mamma,
papà, fratelli, sorelle dei poveri e ragionare come ragionieri, amministratori
di un’azienda.
MISSIONE PERMANETE E’ CARITA’
L’AUG E’ CARITA’
con la missione permanente si passa dall’elemosina alla Carità che è dare
gratuitamente, Amore gratis!
Se iniziamo ad aiutare una famiglia, dobbiamo aiutare anche il vicino. O li
scanziamo i poveri o ce li prendiamo sulle spalle.
Nella convenzione sono indicati due barrios: il barrio Prieto ( La Milagrosa ) e
il Fogon ( Villa Betania ); ma il barrio Ruiz, dove abbiamo lavorato pure, non
possiamo abbandonarlo. Dobbiamo andare oltre!
Ignazia ( Ussana ): ma se ne abbiamo già avuti affidati due, non è meglio prima
finire un barrio e poi iniziarne un altro? altrimenti lasciamo i poveri sempre
nell’ insicurezza, non gli diamo mai sicurezze.
Don Mimmo: questo è il problema: non dobbiamo insegnare loro ad essere ricchi,
sicuri, ma la povertà, l’apertura, l’insicurezza.
Dobbiamo educarli ad aiutare i più poveri, non a chiudersi nelle loro sicurezze.
Per quanto piccole siano le sicurezze anche i poveri possono già averle, non
siamo lì per questo, siamo lì per aiutarli a migliorare la loro vita materiale,
ma soprattutto per aprire insieme a loro il cuore a tutti.
Così se non ce la faccio con i soldi, devo almeno avere la preoccupazione,
soffrire con chi viene a chiedere se sono costretto a dire di no. Non dare per
scontato che dobbiamo dire di no, per questo dobbiamo andare avanti, aprire
altre missioni per restare poveri, insicuri. Se gli insegnamo a pensare solo a
se stessi siamo fregati. Dobbiamo insegnare a d avere le porte aperte e dobbiamo
tenerle aperte pure noi. ( Ignazia ha capito il ragionamento di Don Mimmo, ma
non lo condivide ). Poi dove si arriva si arriva, però dobbiamo avere la
tensione di arrivare a tutti: apertura è uguale ad Amore: i soldi non sono
importanti, le persone contano di più e devono essere Aperte se sono Aperte
arrivano anche i soldi e più di quanto possiamo fare con le nostre
preoccupazioni aziendali. Se uno ha poco tempo, se è aperto lo dice ad altri
ecco come arrivano anche i soldi un poco ciascuno, ma in tanti.
Non abbiamo la possibilità di risolvere i problemi di tutti i poveri, ma almeno
possiamo amare tutti i poveri.
Con l’economia dell’egoismo si va indietro, con quella dell’Amore si va avanti.
Dal primo anno ad ora i soldi sono passati da 3 milioni a 30 milioni, perchè si
è sentita l’urgenza, sono aumentati i gruppi, le persone.
Solo se scarichiamo i poveri
dalle nostre spalle andremo indietro.
Io ho paura degli economisti perchè fanno ragionamenti “ convenienti ”.
Addirittura hanno scoperto che rimettere il debito estero ai Paesi in Via di
Svilippo ( P.V.S. ) è conveniente per i paesi ricchi e perfino il
Presidente degli Stati Uniti è d’accordo. Il
ragionamento che sta alla base, fatto dagli economisti, è che in questo modo i
P.V.S. potrenno utilizzare i soldi condonati dai creditori per comprare più
merci dai Paesi ricchi che così resteranno produttori, quindi rimettere il
debito estero “ conviene ” perchè fa arricchire ancora di più e si mantiene
l’egemonia sulla ricchezza.
La Carità non conviene.
Guardate Gesù con i cinque pani e due pesci o i due spiccioli della vedova. Solo
se si sa guardare oltre il momento si riesce a vedere che
la Carità conviene

