Andiamo in Uruguay Giovani

Raduno A.U.G. anno 2002

 

RADUNO GRUPPI A.U.G.

CASA EMMAUS 22/6/2002 

            PROGRAMMA RADUNO

 Don Mimmo:

      - Lavoro

     - Lavoro nel tempo libero

     - Campi di lavoro

A metà mattinata alcuni scenderanno a Platania per volantinare altri resteranno a lavorare qui, poi pranzeremo e dopo pranzo continueremo parlando:

       - Missioni;

       - Varie ed eventuali ( domande, interrogativi, dubbi, ecc.); per fare una cosa ordinata, chi ha qualcosa da dire farà riferimento ad Ignazia che le metterà in ordine di arrivo e, se dovessero essere tante, eventualmente ne sceglieremo qualcuna;

       - Storie dei gruppi e bilanci; nei bilanci dire il lavoro che si è fatto.

       - Stasera scenderemo a Nicastro per dare una mano alle Mamma Margherita che fanno una cena alla Pietà.

Giro di nomi e di età ....

PRESENTI I GRUPPI DI : Cagliari,Ussana, Monastir, Pianopoli, Feroleto, Maida, Nicastro, Zangarona, Casa Emmaus, Don Mimmo (fa gruppo a sè, data l’età e la mole!!!).

 LAVORO...LAVORO...LAVORO...

D. Mimmo: iniziamo a parlare del lavoro. Il gruppo è basato sul lavoro: che cosa si intende per lavoro. Il riferimento sono sempre i poveri: la parola lavoro e le altre cose che succedono in gruppo, la interpretiamo sempre guardando i poveri, il loro modo di vivere. Non perchè il loro modo di lavorare sia giusto, buono o migliore, ma perchè è dei poveri e questo crea problemi perchè non abbiamo la mentalità. E’ ingiusto vivere come loro, ma non possiamo vivere il sistema di chi ha creato la povertà, se vogliamo aiutarli.

 L’unico sistema per rompere il circolo vizioso della povertà è vivere come loro,

 anche se non ce la facciamo perchè respiriamo l’aria di qua e ci sembra naturale questo modo di vivere. Anche se ci sforziamo di mangiare come loro, non ci riusciremo, possiamo solo sforzarci. Noi abbiamo delle possibilità che loro non hanno: possiamo lasciare il gruppo, abbandonare la missione, andare via di là e loro no. Per loro è naturale vivere in quel modo. Noi dobbiamo guardare il lavoro da questo punto di vista.

 Nell’AUG il lavoro vale per il lavoro, e non per i soldi che dà.

Il lavoro del povero è il suo modo di vivere, di sopravvivere.

Il ragionamento è: semino un sacco di patate e ne raccolgo mezzo.

A Betania ogni 3 case c’è un negozietto che vende di tutto, ma non so a chi vendono la roba, visto che nessuno può comprare.

 Questa è la loro vita, non c’è niente, mi invento qualcosa.

 Il nostro metodo (ricchi) è diverso: lavoro se ci guadagno, se ho profitto. Impianto l’industria in questo posto, se ci guadagno. Se non posso guadagnare, non apro l’azienda. Anche a livello di singoli  è uguale: si accetta il posto solo se lo stipendio è alto. Nei nostri gruppi non dobbbiamo utilizzare questo meccanismo, che è quello che crea la povertà. E’ difficile ragionare come i poveri. A volte non facciamo qualche attività perchè “non ne vale la pena”. Dobbiamo farla lo stesso. La differenza fra il lavoro dei poveri e quello dei richhi è questa: i poveri lavorano per il lavoro; i ricchi lavorano per il profitto (metodo che crea la povertà).

Non sto criticando il nostro modo di vivere, voglio però vivere diversamente. Il rischio di volere l’accumulo ce l’hanno pure in Uruguay. A livello di cattiveria l’Uruguaay è avanzato. Se il vicino di casa non condivide più con l’altro, allora vuol dire che è iniziata la mentalità della ricchezza, dell’accumulo. I soldi sono importanti, ma non sono tutto, non dicono il lavoro.

Oggi è in atto una trasformazione da mercato del lavoro a mercato finanziario, sono i soldi che si spostano, non il lavoro.

 Il gruppo di Nicastro nel passato ha fatto i pop - corn sul corso qualche volta, poi siccome si guadagnava poco!! smise di farlo. Se si ragionasse con l’idea che il lavoro serve per sopravvivere, i pop- corn si sarebbero continuati a fare lo stesso.

 Questo è lo stile di lavoro dei poveri :

lavoro perchè devo lavorare per vivere non perchè devo guadagnare

Noi lavoriamo per far vivere l’A.U.G.

Noi lavoriamo per i poveri con lo stile dei poveri!

 Lavoro nel tempo libero... Lavoro nel tempo libero...

Lavoro nel tempo libero. Il lavoro nel tempo libero è il lavoro nel tempo libero, non un’altra cosa. Noi, troppe volte, lo trasformiamo in NON LAVORO, perchè con la scusa del tempo libero,  diciamo NON LAVORO. Giriamo la frittata come vogliamo noi. Diciamo che non abbiamo tempo libero e non lavoriamo.

 NON VA BENE

Trasformare il Lavoro nel Tempo Libero in Non Lavoro

 Chiariamo: le parole “Nel tempo libero”

Nel tempo libero non significa nel tempo perso, ma... nel tempo libero.

Tempo perso è quando io faccio tutto quello che ho da fare ( il dovere di famiglia, la scuola, gli amici ... ) subito dopo mi siedo davanti al televisore a guardare Sentieri, Beatiful, Saranno Famosi, poi comincio a grattarmi la pancia, ecc. ecc..., e quando nonostante lo sforzo e l’impegno che ci ho messo nel tentativo di poter dire in tutta coscienza “ Non Ho Tempo Libero” mi accorgo che non ho proprio altro da fare... e allora vado in sede a lavorare.

 Come si fà a chiamare questo Tempo Libero???

Questo lo si può solo chiamare Tenpo Perso!

Lavoro nel Tempo Perso!!!

 Il tempo libero

è quello che tu liberi

per gli altri,

 il tempo è tuo, nessuno te lo può prendere, solo tu puoi darlo.

Oggi le famiglie non hanno più tempo libero per la famiglia, in generale. Il padre non vede mai i figli o la moglie, perchè lavorano entrambi tutta la giornata. Motivazione: il livello da mantenere per la famglia è quello di prima, quello della ricchezza. Bisogna salvare la famiglia nel tempo libero, cioè liberare il tempo per gli altri, per la moglie, per i figli, i nonni, gli amici, gli amici dei figli. Bisogna imparare a dare Amore alle cose importanti della vita.

 Nell’AUG libero il mio tempo

per donare amore

trasformandolo in lavoro per i poveri.

 In alcune lettere scrivete che il lavoro nel tempo libero è interpretato come non lavoro e nessuno può contestare niente perchè in caso contrario quella persona si offende. Ognuno decide lui il tempo che vuole liberare per i poveri e nessuno glielo può contestare. Ma voglio essere chiaro il più possibile su questo argomento che è essenziale per la vita delle Missioni dell’A.U.G., vi racconto una storiella che spero possa essere chiara abbastanza

                                                             Storiella della colomba e della vacca.

 Un tale vendeva frittelle di colomba per la strada, su un carrettino. Tante persone le compravano, perchè erano buonissime e lui piano piano, si ingrandì; comprò un carretto più grande, poi un locale, e i soldi fioccavano. Un giorno un amico, gli chiese: “ Ma dimmi la verità, veramente le frittelle le fai solo di colomba, o ci metti anche qualche altro tipo di carne? Perchè sono buone veramente!” Il venditore rispose: “ in verità, ci metto pure un pò di carne di vacca.” L’amico: “ Lo avevo immaginato! E quanto ce ne metti?” Il venditore: “Esattamente metà e metà. Una vacca e una colomba!!!”   Il tuo lavoro nel tempo libero può essere una “colomba” o una “vacca” e tu vali per il tempo che liberi. Le tue parole valgono per il tempo che liberi e per il lavoro che fai. Se decidiamo di liberare il tempo per lavorare come una colomba, non pretendiamo poi che le nostre chiacchiere valgano quanto una vacca. Cosa è meglio? Ognuno è se stesso, non c’è un meglio, i poveri hanno bisogno anche dell’usignolo che però non deve fare la vacca. Le colombe sappiano di essere colombe e non diano fastidio cacando sulle vacche!!!

 “ V’è piaciuta la storiella????

 CAMPI DI LAVORO... CAMPI DI LAVORO...

 Campi di lavoro: Un momento importante nell’AUG sono i campi di lavoro.

 Il Campo di Lavoro è un’esperienza di missione.

 Tre sono le caratteristiche di un campo di lavoro:

1)  Ai campi di lavoro si deve creare lavoro, se non si lavora, che campo di lavoro è?. Deve avere alla base uno sforzo superiore a quello che si è sicuri di portare a termine. Se poi resta lavoro, lo farà il gruppo organizzatore. Programmare più lavoro, non andare al risparmio,in missione il lavoro da fare te lo trovi davanti agli occhi e non hai mai il coraggio di dire no, se guardi negli occhi i poveri come fai a dire di no? Se il campo di lavoro deve essere un’esperienza di missione nell’organizzare il campo dobbiamo guardare negli occhi i poveri, immaginare le loro richieste, i loro bisogni e fare come si fa in missione. Dobbiamo sapere che l’Uruguay non finisce a Melo, abbiamo avuto altre 2 richieste di aprire missioni in Uruguay... e l’Uruguay non è l’unico paese al mondo dove ci siano poveri. Apriamo la Bolivia perchè i poveri dell’Uruguay si sono accorti che ci sono poveri più poveri di loro e ci hanno detto: noi andiamo in Bolivia, come si fa a dire no? Così un campo di lavoro dell’A.U.G. deve saper guardare al lavoro come guarda alla missione e il lavoro non deve finire mai.

2) Crea apertura: stare vicino all’altro, aprirsi altro, ai poveri, a Gesù!

Nel campo di lavoro si crea una maggiore possibilità di apertura

 ( l’apertura è necessaria alla vita stessa dell’A.U.G.

senza apertura l’A.U.G. muore,

apertura alla missione,apertura tra i gruppi,

apertura tra le persone dei gruppi e quindi parlarsi, la riunione in gruppo,

scriversi, comunicare,

vivere i raduni come luogo di incontro e

condivisione dello stesso cammino).

 Chi non viene ai raduni, (se il gruppo non è neanche rappresentato) difficilmente riuscirà a fare A.U.G., l’A.U.G. è un cammino duro, difficile se non ci si apre e non ci si aiuta presto si lascerà, ci si siederà, si prenderà un viottolo che ci porta lontano dalla fatica, dal sudore, dalla stanchezza, dai poveri.

 Il Campo di Lavoro è luogo per eccellenza di apertura,

 si condivide il giorno intero, si sta gomito a gomito e si comprende sulla propria pelle cosa significhi fare comunità per servire meglio i poveri, si condividono le difficoltà, le fatiche, i sogni, le speranze e così si sà che si sta tentando di costruire un mondo migliore e si è coscenti che altri stanno facendo questo cammino difficile, che non siamo soli in questo cammino e che se siamo stanchi ( nel campo di lavoro, per definizione, dobbiamo essere stanchi ) un Amico ci aiuterà.

Così l’A.U.G. pur essendo vissuta ognuno nel proprio gruppo piano piano diventa un unico corpo, forte abbastanza per affrontare la fatica della costruzione di un mondo nuovo, attento ai poveri e che desidera non ci siano i poveri.

3) Possibilità di vivere come in missione.

Fare un campo di lavoro tipo albergo a 5 stelle non va bene.

 Bisogna vivere l’esperienza

del Campo di Lavoro

poveramente 

 Dove mangiare, Cosa mangiare, Dove dormire.

Povertà non vuol dire miseria

 ATTENZIONE!!! ATTENZIONE!!! ATTENZIONE!!!

 Il gruppo che organizza, organizzi al meglio, non dica “ dobbiamo essere poveri, quindi arranciatevi, vivete d’aria solo perchè noi ci siamo disinteressati fino all’ultimo giorno dell’organizzazione, dormite a terra perchè noi ci siamo disinteressati di chiedere, di bussare; il rischio è che si faccia lo stesso gioco del tempo libero e del tempo perso. Un occhio sempre ai poveri, il campo di lavoro come la missione e quindi come in missione cerchiamo di fare il possibile, così facciamo il possibile anche nei campi di lavoro ( senza cadere mai nelle 5 stelle, ) ma l’essenziale ci deve essere, qualcosa ci deve essere, se no che ci andiamo a fare in missione?

Il campo di lavoro va vissuto bene dal gruppo che organizza, per il gruppo deve essere importante. Il gruppo mai c’è tutto per organizzare, il gruppo è costituito dalle vacche, le colombe sono di contorno. Nessuna paura quindi i poveri e i loro bisogni vengono prima dell’indolenza delle colombe!!! Per cui le vacche si diano da fare anche se sentono il peso di tutto sulle proprie spalle, la cosa importante è che il gruppo che è l’unica speranza dei poveri nelle missioni dell’A.U.G. viva e può vivere solo se lavora e resta aperto!!!

                                    PAUSA LAVORO     PAUSA LAVORO  PAUSA LAVORO

                         PRANZO PRANZO PRANZO (Pastasciutta, fagliolini e patate)

   Ripresa: Canto OYE SANTA MAMITA.

 Don Mimmo: bisogna fare i cartelloni bene, rispettando i versi. Cercheremo di preparare un libretto con i canti, inserendo anche qualche canto regionale.

Questo canto è per impostare il discorso sulla Bolivia. L’ho imparato quando sono andato a La Paz.

 Perchè nasce la Bolivia:

 la risposta è nelle 3A: andare, aprire, amare.

 C’è sempre stata la volontà di andare oltre l’Uruguay, avevamo già visitato il Paraguay nel 1999, che è stata una bolla di sapone.

La spinta per la Bolivia è venuta dalle nostre Suore del Verbo Incarnato; due di loro sono di Falerna e ora vivono in Bolivia.

Quando sono andato a Melo a Febbraio, il Vescovo Luis mi comunica che lui pensa di andare in Bolivia con i giovani di Melo per sollecitarli ad un impegno missionario.

 Se i poveri ci chiedono di

andare

da chi è più povero di loro,

noi come possiamo tirarci indietro?

Il problema sono le persone che ci vanno, non i soldi.

Io vedo chiaro il peso della Bolivia per le persone che devono andare. Caterina è già andata a vedere, ad agosto andremo io, Rosa e Caterina per prendere contatti più concreti. Quando sono tornato a febbraio, Maria ha detto che vuole andare. Non sappiamo quando apriremo la missione permanente, probabilmente faremo delle puntatine di alcuni mesi, come abbiamo fatto per l’Uruguay, poi si vedrà.

Maria partirà a Dicembre, starà in Bolivia con Caterina per 15 giorni, poi Caterina rientrerà a Melo e Maria resterà fino a Febbraio - Marzo. Per poter fare questo abbiamo deciso di chiudere Emmaus, cioè l’attività economica, i soldi, il ristorante, non la Comunità. In sostanza, chiudiamo le attività che ci danno da vivere perchè non abbiamo trovato sostituti a Maria. Chiudiamo la possibilità di fare un pò di soldi, e questo nella prospettiva dell’AUG è positivo.

Dobbiamo sempre mettere al primo posto i POVERI, le esigenze dei poveri, poi le nostre esigenze e per Emmaus avere la possibilità di vivere in maniera autonoma senza dover sempre dipendere è una esigenza, la voglia della Missione in Italia di dare qualcosa per finanziare la Missione in Uruguay o in Bolivia o dove sia è forte, è nata anche per questo, ma ancora è solo una missione povera, forse abbiamo bisogno anche di questo per crescere nello Spirito perchè essere missionari in Italia è obbiettivamente più difficile, troppe tentazioni, così per ora scegliere ancora di dipendere credo che sia un bene per aprirci al vero futuro che sono I POVERI, IL VIVERE DA POVERI. E’ chiaro che più persone ci sono disponibili, più cose si possono fare. Rosy partirà con Maria per l’Uruguay per sostituire Caterina che dovrebbe rientrare.

Con l’anno nuovo si aprirà la scuola dei formaggi: sarà soprattutto una preoccupazione educativa, avremo dei ragazzi in casa da mantenere e da educare. Il futuro non sappiamo come sarà. L’AUG è nata avendo la certezza che Caterina sarebbe stata permanente. Poi si è aggiunta Rosa. Andiamo in Bolivia perchè ce l’hanno chiesto i poveri e perchè Maria ha già dato la sua disponibilità per la Bolivia, se resteremo a Santa Cruz o andremo altrove non lo sappiamo.

 La Bolivia si deve aprire

perchè ci deve aprire.

 Non dobbiamo mai chiuderci.

 Un gruppo si chiude se non si preoccupa più che non entrano ragazzi nuovi. Un gruppo deve avere una preoccupazione di fare gruppi nuovi. Per esempio, il gruppo di Nicastro dovrebbe avere la preoccupazione di fare gruppo a Sambiase.

                                          Se l’AUG è una cosa bella la diciamo ad altri, sennò no.

Tentare di fare gruppi, anche se non si ci riesce, serve per sopravvivere. Fare sacrifici è la cosa che ci interessa. L’AUG non è per tutti, forse neanche per molti, solo per pochi che vogliono cambiare il mondo. Il gruppo, io devo fare intravedere il cammino, poi chi vuole lo fa, chi no, se ne va. Se uno esce dal gruppo, vuol dire che non è il suo cammino ( stiamo attenti però a non mandarlo via noi con il nostro carattere, con la nostra chiusura, comunque la scelta e la decisione resta sempre personale più che stare attenti non possiamo fare poi ognuno ha il suo carattere e... io sono un cattivo esempio in questo ).

Mantenersi aperti agli altri senza pretendere che tutti seguano il cammino AUG.

E’ stata presa la decisione di chiudere le attività economiche di Emmaus perchè sono meno importanti dei poveri e delle persone.

Qui si vive da poveri. Fino a questo momento la Provvidenza non è mancata nè per Melo, nè per Emmaus.

Ignazia:Maria dormirà dalle Suore?

Don Mimmo: non sappiamo, vedremo. Ci adatteremo come ci siamo adattati all’inizio a S. Josè. Il problema a Melo è stato creare fiducia perchè nessuno credeva che noi saremmo tornati, essendo stati imbrogliati troppe volte.

Il Vescovo di Melo ha capito solo ora che Rosa e Caterina staranno lì per un tempo lungo, prima pensava che dopo due anni se ne sarebbero andate.

Come vedete i poveri con tutte le fregature che hanno preso non credono molto alle promesse, alle parole hanno la tendenza a considerarle chiacchiere e ci vuole molto tempo perchè si crei un clima di fiducia, ecco perchè riuscire a mantenere una presenza continua e varia di persone è necessario, ma più importante è che almeno una qualche presenza sia stabile per molto tempo, dieci anni è la convenzione con il Vescovo di Melo, basterà forse giusto, giusto a creare un pò di fiducia nell’A.U.G. poi speriamo di poter continuare, se Dio vuole, Si Dios quiere!

VARIE ED EVENTUALI:

Francesca Filippa:quanto deve durare un campo di lavoro? E’ meglio una raccolta piccola o una grande?

Don Mimmo:una giornata è una raccolta di gruppo. Il campo è una mini-missione, almeno 3-4 giorni con pernottamento, per uscire da un ambiente ed entrare in quello della missione. Il campo lo fa chi ci dorme, la permanenza notturna è importante. Chi lo fa per poco tempo o mezza giornata non ha fatto il campo di lavoro, ha fatto la colomba e deve stare al suo posto. Almeno 3 giorni sono necessari per essere definito campo, perchè si crei un clima, un ambiente.

Francesca Filippa:anche per chi viene da fuori vale la stessa cosa. Pernottare è importante, anche se per i giovani a volte è difficile avere i permessi.

Don Mimmo: capisco che all’inizio è così, per un ragazzo alla prima esperienza va pure bene il mordi e fuggi, poi piano piano la strada con i genitori si spiana, se non si spiana, tranne alcune eccezioni, vuo, dire che uno proprio non vuole e non chiede neanche il permesso. Se persiste il mordi e fuggi, non va bene.

Ignazia: ad Ussana c’è il problema politica. E’ entrata in gruppo e non riusciamo a farla uscire. Abbandoniamo il discorso perchè non ne possiamo più, ma rientra lo stesso. Corre voce, ma sono voci, che alcuni genitori non facciano entrare i loro figli in gruppo, perchè siamo politicamente troppo schierati. Ad esempio siamo stati invitati come  AUG a partecipare ad una manifestazione contro la discarica; abbiamo partecipato come cittadini, anche se siamo stati invitati come AUG, ma la gente ci ha identificato come AUG. Oppure al torneo di calcetto l’Amministrazione ci ha dato i campetti; ma per favore o per dovere? Facciamo fatica a capire che non  è un favore, ma un nostro diritto. Il Sindaco ha chiesto di fare il Presidente della Giuria e non gli è stato detto di no, perchè ha concesso il campo “per favore”.

Don Mimmo: Tenterò di essere chiaro e rispondo prendendo spunto dal Vangelo.

Ho l’impressione che voi diciate: “ Non vogliamo fare politica”, per poi non fare politica “ con quello ”, ma... “ con quell’altro ” beh! con quell’altro... non è “ come quello ” e allora si può.

Alcune volte ci può essere un atteggiamento di falsità di fondo di cui non siamo neanche pienamente coscenti e che può condizionare i nostri giudizi senza neanche accorgercene.

Gesù si trova davanti gli apostoli che gli dicono: “ Signore abbiano incontrato alcuni che facevano miracoli nel tuo nome, ma non erano dei nostri e glielo abbiamo impedito ” Gesù risponde: “ Non glielo impedite, perchè non c’è nessuno che compia un bene nel mio nome e poi possa parlare male di me ”. A Gesù interessa il bene che viene fatto non gli importa il perchè è fatto, l’interesse che la persona potrebbe avere, il bene in sè che non devia dall’interesse essenziale l’attenzione agli altri è valido insè. Per cui ciò che conta è l’atteggiamento che noi abbiamo verso le attività politiche o religiose che è l’attenzione ai poveri. Mi devo sforzare di mettere sempre al centro il modo di pensare dei poveri, i bisogni dei poveri, l’essere povero e vivere di conseguenza. Come è vestito o colorato il Sindaco o il Parroco mi interessa poco, mi interessa che sia disposto a dare la mano ai poveri e così io ringrazio tutti quelli che mi aiutano in questo, io stringo la mano a chiunque mi aiuta a voler bene ai poveri.Se lui è falso nel suo atteggiamento non sono io che devo giudicare e comunque la verità prima o poi viene sempre a galla. San Paolo: “ Mi sono fatto tutto a tutti per guadagnarne qualcuno ” lo stesso farò io sempre per il bene dei poveri, perchè i poveri abbiano di che mangiare, perchè l’A.U.G. possa continuare a lavorare per loro. L’unica politica che l’A.U.G. conosce è il bene dei poveri.

 Ognuno di noi ha la sua idea politica ed è liberissimo di averla, ma... attenzione a che non ci renda schiavi, la povertà nel mondo è ormai dovuta a una struttura presente in tutte le ideologie politiche, sono gli uomini che devono cambiare il loro cuore e io credo che se si sforzano di guardare negli occhi i poveri possono addirittura cambiare le ideologie dal di dentro.

L’unica possibilità di liberarci dall’ideologie è la fame..avere fame.. il problema è che noi non abbiamo fame. I campesinos, che hanno fame, danno sempre ragione a chi è più potente di loro, non importa se la pensa come loro o no; ecco a voi un esempio il fatto mi è stato raccontato da un missionario in Equador, se c’era un sole fortissimo e il Padre, gli dice che stava piovendo, il campesino subito gli dà ragione, anche se era evidente che stava dicendo una grossissima fesseria. Questo perchè il campesino  sa che non gli conviene dare torto chi è ricco, perchè il ricco gli dà da mangiare, quindi gli  conviene tenerselo caro caro, dargli ragione anche se è palese che ha torto. E’ giusto questo attegiamento? certamente no! E’ proprio questo che vogliamo cambiare, ma non ce la faremo mai a cambiare con il metodo dei ricchi, solo se ci faccimo poveri cambieremo qualcosa di questo mondo.Noi dobbiamo pensare con lo stomaco vuoto, non con la testa piena...!

Il problema politica in gruppo non ci sarà se tutti .... avremo lo stomaco vuoto... in caso contrario ci sarà sempre perchè ognuno cercherà di difendere, magari velatamente, le sue idee o ideologie. Se io voglio veramente aiutare i poveri mi asterrò da qualsiesi polemica politica e... “...mi farò tutto a tutti per guadagnare qualcuno alla causa dei poveri e di un mondo diverso ”.

E’ da troppo tempo che nel gruppo di Ussana si trascina questo problema, ho paura che non finirà la polemica perchè non si vuole farla finire. Attenzione il gruppo, i poveri rischiano molto. Ho visto troppe situazioni simili finite con lo sfascio.

Ignazia: Ad Ussana abbiamo organizzato due attività in contemporanea ed è andata male perchè eravamo due ad una e dieci all’altra. Dobbiamo rifarle?

Aurora: Fate a chiamata nominale e organizzate; se nessuno vuole andare, lo dice chiaramente e l’attività doppia non si fà.

Don Mimmo: Un gruppo numeroso deve necessariamente organizzare più cose perchè tutti devono sentirsi vivi, attivi nel gruppo e per dare così ad ognuno responsabilità. Se uno può andare e non vuole andare, si sta preparando ad uscire dal gruppo e fà da colomba e il gruppo deve sapere che quello è una colomba. Se ci sono troppe  colombe e poche vacche le frittelle per mille persone non si possono fare.

 STORIE dei GRUPPI

L’A.U.G.

è la sua storia

                        Wake up, stand up.

 La grinta sembrava tornata ad essere l’ingrediente principale di Ussana e così 5 giorni dopo il campo abbiamo fatto la bancarella per la festa del paese, dove abbiamo avuto anche l’occasione per farci conoscere ancor più dalla gente.

             W la gente, la trovi ovunque vai, W la gente simpatica più che mai, se più gente badasse alla gente                   con amor, avremmo meno gente difficile e più gente di cuor!

 

Così anche agosto si accingeva a terminare ma l’AUG a Ussana aveva ancora molto da fare per l’estate, visto che per il mese successivo aveva organizzato la seconda edizione del torneo di calcetto, abbinato quest’anno ad una lotteria nella quale venivano dati in premio prodotti dei negozi del paese.

             La gente si allena tirando i rigori, l’AUG lavora vendendo biglietti, sempre partite e grandi vendite                 fanno i poveri felici e contenti!

 Crediamo però che tra le offerte ricevute in questo mese la più significativa sia stata quella di 5 bambine che hanno raccolto i loro vecchi giochi e li hanno venduti durante il torneo per poi dare all’AUG il ricavato.

Nel frattempo il gruppo si stava facendo sempre più numeroso: i giovani che entravano a far parte dell’AUG e vecchie conoscenze che non ce la facevano più a stare con le mani in mano senza l’AUG.

        Voglio restare tutto il tempo nell’AUG, con i poveri scolpiti nella testa, i piedi stanchi perchè oggi li ho                         aiutati, felice per i giorni che sono già passati.

            Mi muovo, lavoro, li aiuto e mi diverto, ci vado all’AUG ed inizia qui la vita. 

Al torneo, con la lotteria, abbiamo avuto anche l’ospite d’onore: il Vescovo di Melo in compagnia di Caterina è venuto a trovarci e si può dire che è stato il nostro lasciapassare verso il convincimento nei confronti del nostro Parroco, Don Podda, ad accettarci. Infatti dopo il colloquio con il Vescovo, Don Podda si è ammorbidito ed ha cominciato ad accettarci anche grazie al fatto che gli abbiamo dimostrato di non voler mettere da parte le attività legate alla Parrocchia.

Comunque era tempo che il gruppo si aprisse a nuovi orizzonti e, come era stato già anticipato al raduno di giugno, il progetto di raccontare l’AUG nelle scuole attraverso le diapositive prende piede; così con l’aiuto prima di Giuseppe e Francesca poi con quello di Nathalie e Massimo abbiamo vissuto questa esperienza benissimo e abbiamo raccolto un sacco di numeri di telefono di ragazzi potenzialmente interessati.

             Ti telefono o no, ti telefono o no, dai vieni all’AUG.

          Quest’AUG è una bella esperienza, se ci vieni ti diverti anche tu. Quest’AUG ti chiede un sorriso e                     un pò di tempo.

  Anche se su 1000 numeri di telefono, abbiamo convinto solo due ragazzi a fare gruppo, quella è stata una delle esperienze più belle per noi: solo nei momenti in cui parlavamo con i ragazzi e mostravamo le diapositive, abbiamo capito il vero significato della parola APERTURA. Mentre il lavoro delle diapositive andava avanti, Ussana organizzava contemporaneamente la tradizionale vendita di dolci per S. Michele e a fine ottobre la festa di Halloween.

            Ma che bontà,  ma che bontà, ma che cosa è questa robina qua?

            Ma che bontà, ma che bontà, ma che cosa è questa robina qua?

            I dolci dell’AUG? ma che bontà.

  L’unico frutto maturato tra tanti semi sparsi è stato Cagliari, l’obiettivo che ci sembrava più lontano, alla fine è risultato l’unico raggiunto.

             Evviva, benvenuti nell’AUG, siamo certi che se avete qualche dubbio, l’AUG ve li risolverà!

 Naturalmente, a seguire il gruppo di Cagliari è stato Luca, il nostro partente.

             Partirò, ogni giorno partirò, per sperare partirò, di incontrare Dio amore che ci salverà.

 Il gruppo ha accolto con grande entusiasmo sia la partenza di Luca che l’arrivo di D. Mimmo che, come ogni anno è venuto a trovarci.

Visto che D. Mimmo ci aveva annunziato che il raduno partenti sarebbe stato ad Ussana, il gruppo organizza un campo che si prospettava uno dei migliori e invece abbiamo fatto il passo più piccolo della gamba ... Tuttavia il raduno è stato molto importante, (soprattutto perchè per molti era il primo), perchè il gruppo si sentiva finalmente pronto a partire.

                        Dammi tre parole...   

  Al raduno e al campo abbiamo capito molte cose: innanzitutto che dobbiamo imparare a rischiare, dobbiamo scrivere di più e soprattutto non dobbiamo dare mai niente e nessuno per scontato. Così dopo gli insegnamenti e i consigli degli altri gruppi e di D. Mimmo, Ussana sembrava rinata: abbiamo cominciato a scrivere in missione, in Calabria..

     Caro amico ti scrivo così mi distraggo un pò, e siccome sei in Uruguay, più volte ti scriverò

 Anche tra di noi è nata una bella corrispondenza che ci fa conoscere meglio e ci fa capire di più l’importanza del comunicare anche con gli altri gruppi .

            Scrivo una lettera per te, così ogni tanto lo leggerai, scrivi una lettera per me così leggendo ti penserò.

A Febbraio la festa di carnevale è andata benissimo, se non fosse per un piccolo incidente ad un bambino che ci ha fatto sudare freddo.

            Leggero, un colpetto leggero, col bambino in ospedale senza assicurazione... leggero, un colpetto                 leggero, D. Mimmo che facciamo: Don Podda ci salverà.

    L’aiuto di Don Podda in quell’occasione fu importantissimo e probabilmente avremmo passato dei guai se non fosse intervenuto lui in nostro aiuto.

             Si trasforma e  in un attimo lui aggiusta la situazione con il trucco dell’Assicurazione: ma chi è?                       Ma chi è? Don Podda robot, Don Podda robot!

       Dopo quest’episodio il gruppo ha dovuto affrontare un’altra avventura: il trasloco della sede dal vecchio cinema che ci aveva ospitato per tre anni alla casa che invece fino ad allora ci aveva accolto solo per i campi di lavoro in estate.

             Avevamo una sede piccolina in Via Roma con tanti topolini e tante cose da aggiustar, e tutti noi che                stavamo di là dicevamo ma che bella la nostra prima sede! Ma un giorno dalla sede dovemmo             andare via e allora Sebastiana disse: venite qui da me, e tutti noi che stavamo a traslocar abbiamo                  detto ma che bella la nostra nuova sede!

 Il trasloco è risultato coincidere con la visita di Massimo in Sardegna che dalla Calabria ha portato un mare di buone e nuove notizie.

            Andiamo in Bolivia giovani ci sono poveri che tendono la mano: afferriamola!!

            Andiamo giovani, la scuola dei formaggi è una realtà, per noi è un grande passo: evviva!

Le nuove notizie non potevano che stimolarci: il gruppo continuava a fare riunioni di benvenuto a quasi ogni riunione e i ragazzi arrivati da poco decisero di organizzare un torneo di ping - pong che andò benissimo e fu accolto con entusiasmo dalla popolazione. Anche il lavoro nel tempo libero stava diventando finalmente un punto dello stile concreto e costruttivo per tutti; gli ultimi arrivati si sono dimostrati vulcani di idee e hanno stimolato all’invenzione di altri lavoretti anche chi in gruppo c’era da più tempo. 

            Inventerò, inventerò con il mio gruppo AUG, dammi una mano voglio restar in sede a lavorar...

 Ovviamente con i lavoretti nuovi abbiamo anche fatto molte bancarelle e pesche mettendo in atto le raccomandazioni fatte da Don Mimmo sul fatto di stare attenti a non dimenticare, con tutte le nostre “grandi” attività, con cosa abbiamo iniziato e cioè le attività da poveri... Ma sicuramente una delle più grandi trovate dei ragazzi è stata la vendita di pesci rossi pescati da loro al laghetto di Ussana.

            Il pesce rosso un tempo fu un animale che nuotava su e giù, lui tanto triste restava lì nel suo                             laghetto senza niente da ridir; ma un giorno incontrò noi e tutto cambiò: scoprì dopo comprato che                 un povero aiutò. I pesciolini da allora in poi lasciarono che a pescarli siamo solo noi, perchè da                        quel giorno                  seppero che di star nel laghetto nessun motivo c’è.

   Le bancarelle andavano avanti, il nostro partente si impegnava sempre di più nello stare vicino al gruppo e a sua volta il gruppo lavorava per cercare di non farlo sentire solo. A parte le settimanali bancarelle il gruppo per Maggio dava il via alle iscrizione per la sfilata canina: la pioggia purtroppo non ci ha permesso di realizzare ciò che ci eravamo prefissati, ma la sfilata si è fatta comunque, anche se i cani partecipanti sono stati pochi.

             Piove, piove, e il padrone non si muove per portare il cane fuori e aiutare l’Uruguay.

 Una richiesta davvero originale partita da una mamma, è stata quella di animare una festa di compleanno di una delle mascotte del nostro gruppo: Dino. L’attività è andata bene e speriamo che sia la prima di tante!

       

STORIA DEL GRUPPO DI NICASTRO 

            C’era una volta, poco tempo fa, un gruppo carino carino chiamato AUG, un gruppo nato da un sogno che proseguiva grazie al desiderio  di portarlo avanti che ogni giorno, pesca dopo pesca, bancarella dopo bancarella, fiorellini dopo fiorellini, candele dopo candele, esperimenti catastrofici dopo esperimenti catastrofici, diventava sempre più concreto.

            Nel mezzo del cammin del nostro gruppo ci ritrovammo che a luglio la folta folla era smarrita e che a portare avanti il gruppo snellito dall’euforia estiva furono le mitiche: Rosy, Paola, Aurora, Annamaria, Francesco B. e, new entry di Maggio,  Korapi Anna Korapi. Il gruppo si rallegra per la temporanea perdita di Queen Mother detta da Rosy,  “Pel di carota” detta da Aurora, al secolo Paola De Angelis; ma in realtà dopo la sua partenza il gruppo cade nella più completa depressione: Aurora è sul punto di diventare calva a furia di strapparsi i capelli, Rosy “a pazza” super rompipalle perde la sua loquacità, Annamaria si consuma la mano a furia di scrivere alla sua adorata Paola, Korapi Anna Korapi è l’unica che regge la situazione e mantiene intatto il suo stato d’animo.

I nostri fantastici eroi si apprestano lo stesso ad affrontare le innumerevoli attività estive: 1) Campo di Zangarona; 2) Carico stracci 3) l’eccitante campo di Feroleto caratterizzato dalla performance di Naftalì che ha donato letteralmente anima e corpo, più corpo che anima, con grande rammarico di Paola che intanto ingrassava in Uruguay. Per rinfrancarsi, i nostri si cimentano insime al gruppo di Maida, nell’animazione sulle magnifiche, immense spiagge di Acconia che non invidiano nulla a quelle Hawaiane. Il mese di agosto prosegue con nuove avventure, il gruppo si prepara ad una grande avventura che si svolge a Martirano, un’impervia, difficile, quasi impossibile ... PESCA.

Due eventi speciali si verificano per allietare la furia estiva: l’arrivo di Caterina e l’ ”accasamento” di Giuseppe & Francesca, prima famiglia dell’AUG, ma la new deve ancora arrivare! Intanto con la ripresa dell’anno scolastico le pecorelle smarrite rientrano, ma non tutte. Così restiamo in pochi, ma continuiamo a d organizzare pesche su pesche. Intanto il gruppo andando avanti ricade nell’agonia: rientra Paola. Subito dopo il gruppo viene invaso da un’orgia di Barbari (Anno di Vita Pratica Cristiana e scuole, questi ultimi, dopo averci aiutato ad impacchettare il materiale scolastico, si sono impacchettati a casa al calduccio). Tutti questi baldi giovani ravvivano il vecchiume di Nicastro con attività su attività; il Don, vedendo questi giovani, ci chiese di aiutare il gruppo di Naftalì e così di tanto in tanto abbiamo organizzato escursioni nella ridente collina di Zangarona dove salutiamo con il cuore TURUZZO, e lasciamo a Giampaolo il compito di tenere le pubbliche relazioni con il Parroco. Oltre alle solite attività natalizie ci siamo cimentati in una nuova scimmiata: il Babbo Natale con le renne, con Antonio il Babbo e Angela, Aurora, Valentina, Annmaria le renne. Il gruppo cade in riflessione quando si rende conto che nelle bancarelle di Natale si sarebbe potuto fare molto di più se ci fossimo attivati prima per i permessi, così abbiamo imparato la lezione.

Tolta la veste natalizia il gruppo si appresta ad una nuova e ardua impresa, la preparazione del Campo di     Nicastro (2 - 5 Gennaio) che è stato portato avanti dai giovani, nuovi e meno nuovi, e approfittiamo per ringraziare di cuore tutti i gruppi della Calabria per gli aiuti umanitari ricevuti!!! Grazie, e in ogni caso il campo è riuscito con i fiocchi ... di NEVE!!! Dopo il campo la scuola ci ha tolto il tempo libero ma il gruppo ha cercato di continuare a lavorare facendo vendite di arance, anche porta a porta, con il rischio di vedercele buttare addosso (perchè a Nicatro le arance crescono perfino in bagno) e organizzando le feste di Carnevale di cui se ne è potuta realizzare solo una; peccato per il Principe azzurro (Salvatore) che non ha potuto svolgere il suo ruolo, baciare la nostra bellissima Felicia nei panni di Biancaneve.

            In questo periodo il gruppo è in stato confusionale, perchè pochi si assumono con responsabilità l’impegno, mentre nelle riunioni c’è una bisca. C’è stata anche l’apparizione e la scomparsa di Marianna.

            Piano piano il gruppo si è ridimensionato come numero perchè a molti puzzava l’odore del lavoro e i reduci del rastrellamento si sono responsabilizzati realizzando molte attività tra cui: la festa del dolce, pesche (!!!), bancarelle, palmine (sia in collina che in pianura), la partecipazione al SINODO.

            Il gruppo si è spinto fino a Catanzaro per una bancarella di fiori e una pesca. Ora il gruppo registra nuove entrate che in realtà sono entrate e già uscite, le cosiddette meteore che vedi e non vedi: Susanna. Da poco è arrivato il capitalista Guido; e Francesca, ultima new entry, che ha la colpa di essere cugina di Korapi Anna Korapi.

            E ora rivolgiamo un caloroso messaggio alla nostra “tartaruga” adorata: Naftalì.

Cara Nathalie allungherai sicuramente in collo, già lungo per fatti suoi, sentendo queste parole, ma non ti vedremo per due anni, quindi preparati a tutte le cose che stiamo per dirti: mentre tu ti mangi i formaggi e fai il “sederino missionario”, chi facimu nua cca?

- andremo avanti e indietro sulla statale 181;

- faremo le diapositive;

- andremo a trovare tua mamma in ufficio, insomma, cercheremo di compensare la tua assenza; se non ci riusciamo, vorrà dire che al tuo ritorno ti metti sotto e fai tu! ( e mò un ti gasà): CI MANCHERAI UN CASINO.

 

Hanno detto:

“Giovanna è buddista perchè non mangia carne” (Salvatore)

“Giovanna è erbivora” (Naftalì)

“Il gruppo è parareligioso” (Francesco)

“Perchè non investiamo i soldi dell’AUG?” (Guido)

“Preghiamo per la nostra mamma, Aurora” (Angela)

“Prince” (Rosy)

“Korapi Anna Korapi è Art - Attak” (Antonio)

“ M.M.C.” (Giovanna)

“Signora... che io la vedo!” (Antonio) 

  

Casa Emmaus 28/12/2002

Raduno Partenti

Presenti i Gruppi di Amaroni, Feroleto, Maida, Nicastro, Pianopoli, Ussana, El Pueblo de Emmaus, Rosa e P. Mimmo.

 

P. Mimmo: Questo è il raduno partenti, ma quest’anno non ci sono partenti; è il primo anno, da quando è nata l’A.U.G., senza partenti.

Credo che bisogna ora aspettare le nuove generazioni, chi ha finito la Scuola Superiore è partito, ora bisogna aspettare che gli altri arrivino.

Ci rendiamo conto, da questo ancor di più, come sia importante la presenza dei nuovi in gruppo e di gruppi nuovi, solo questo dà continuità all’A.U.G. e al lavoro che c’è in missione.

 

Le persone e le loro scelte restano il centro dell’A.U.G.!

L’A.U.G. vive perchè ogni giorno io, tu, noi la scegliamo!

Tutto sommato l’A.U.G. è giovane, è nata solo nel 1997 e ha già fatto grandi passi avanti come fanno i giovani pieni di entusiasmo.

                                                       Speriamo di restare sempre giovani!

 Sento in giro varie persone che pensano alla partenza per l’anno prossimo, in Calabria e in Sardegna, speriamo!

Adesso leggiamo qualche lettera dalla missione e poi seguiremo il programma. Avete ricevuto due comunicati sugli argomenti che si dovrebbero trattare oggi:

il primo sulla storia dell’A.U.G, nascita e perchè!

poi ho ricevuto alcune lettere su Gesù, Gesù nell’A.U.G., come la mettiamo con libertà e apertura: parleremo anche di questo attraverso le vostre domande come ho detto nel comunicato.

         Conoscere la storia è importante, la storia resta dentro di te, puoi rinnegarla, cambiare cammino, ma la storia resta.

 Lettura della lettera di Rosy che descrive un netto peggioramento della situazione socio-economica dell’Uruguay.

La storia viene raccontata da P. Mimmo attraverso la proiezione e il commento di alcune diapositive. E’ difficile pertanto fare un resoconto completo e dettagliato, le diapositive raccontano anche con le immagini e le parole non sempre riescono a dire tutto.

  Nel 1968 ho conosciuto per caso l’O.M.G. ( Operazione Mato Grosso ), nata nel 1967, con una missione in Mato Grosso ( Brasile ). Sono tornato a Vibo con l’intenzione di lasciar perdere tutto, l’esperienza non mi aveva attirato più di tanto, si ero stato bene in quell’ambiente, ma forse non erano riusciti a farmi innamorare dei poveri a causa credo di alcuni atteggiamenti che sapevano di superiorità. Durante il viaggio di ritorno l’incontro con un signore che criticava la gioventù moderna ( è sempre così...! ), poco responsabile, incapace di iniziative e soprattutto non credeva a ciò che gli raccontavamo della missione e dei giovani che erano in missione, mi fa decidere a continuare a lavorare per l’O.M.G.; nasce il gruppo a Vibo Valentia, si può dire che nasce per uno scatto d’orgoglio e dimostrare così che i giovani possono, se vogliono, cambiare il mondo con il loro impegno. Nel 1972 entrai in seminario, tra il 1968 e il 1972 in Calabria nascono tanti gruppi. Le difficoltà non ci fermano, si va in giro per la Calabria in autostop o in treno e si cerca di entrare in contatto con giovani per fare la proposta del gruppo. Nel 1972 entro in seminario soprattutto per questo, al Sud non c’era nessun sacerdote che seguisse i gruppi e li aiutasse così decisi di farlo io! ( Strana come vocazione, no? ), ma i superiori salesiani mi hanno sempre assicurato che era vocazione e così eccomi qui. Nel 1979 fui ordinato sacerdote, nel 1981 ( 60 Kg fa ) parto per il Perù. In questi anni sono state tante le persone che ho conosciuto e sentito vicino: P. Ugo, P. Giorgio, P. Daniele.

18 Marzo 1997

La morte di P. Daniele

è lo spartiacque

tra la mia vita nell’O.M.G. e quella nell’A.U.G.

 L’O.M.G. era diventata già grossa, tante spedizioni in America Latina,  tanti gruppi, tanti soldi. Io già nel 1982 avevo avuto una piccola crisi e mi ero staccato dall’O.M.G.; nel 1985 era nata in Calabria una piccola cosa, L’Operazione Maranon Giovane ( O.M.J. ): ero dell’idea di conservare un valore importante che avevo conosciuto nel Mato Grosso ed era il gruppo, la condivisione delle responsabilità, il riuscire a far sentire la propria voce nel gruppo, nei raduni, nella missione e sulle cose che si dovevano fare, ma questo in un movimento troppo grosso diventava sempre più difficile, questo condividere le responsabilità, le scelte, le decisioni è possibile quando ci si conosce personalmente, quando i problemi della missione sono fatti propri e non sono problemi di chi organizza, ma di chi fa lo stesso cammino. Può avvenire questo in un movimento troppo grosso? forse si! ma ci deve essere una maggior attenzione da parte di tutti, delle persone, dei gruppi, della missione, ci sarà bisogno di una maggior APERTURA, dialogo, incontro, ASCOLTO-OBBEDIENZA. Certo questo, tra il 1982-85, nel Mato Grosso non c’era, infatti nel 1986 anche il P.Ugo arriva alla conclusione che è meglio dividere l’O.M.G. e si arriva anche qui a una varietà di movimenti ognuno legato a delle missioni già esistenti. Ci ritroviamo così in due movimenti giovanili a seguire la stessa missione Chacas in Perù: l’Operazione Maranon Giovane e l’Operazione Cordillera Blanca. Noi calabresi avevamo già deciso infatti di seguire ed aiutare il P. Ugo in Perù e questo per il rapporto personale che mi legava a lui. Intanto nascono altre piccole realtà: L’Operazione Bolivar, l’Operazione Cotopaxi ecc...ecc... l’Operazione Mato Grosso era veramente grande...

Ad un certo punto però il P. Ugo decide di rimettere insieme l’Operazione Mato Grosso e qui cominciano i contrasti tra chi, come me, che è convinto dell’importanza di continuare la strada come Operazione Maranon Giovane e chi invece ritiene utile riprendere il cammino con l’Operazione Mato Grosso. In Calabria i gruppi esistenti erano tutti nati come Maranon Giovane, lOperazione Mato Grosso infatti dopo la mia partenza per il seminario e non avendo io la possibilità di seguirla, come era mio desiderio, per questo mi ero fatto prete, piano piano aveva finito per ridursi al solo gruppo di Vibo Valentia e quando nasce l’Operazione Maranon Giovane a Vibo c’era solo una famiglia che continuava a fare qualcosa per il Mato Grosso e che successivamente decide di legarsi in questa nuova avventura del Maranon.Ma... per tanti motivi nascono vari contrasti e così... l’Operazione Maranon Giovane muore; io mi faccio da parte e molti gruppi semplicemente scompaiono perchè rifiutano questo nuovo stato di cose, di legarsi all’Operazione Mato Grosso. Siamo nel 1991 al raduno di Falerna si ratifica una situazione di fatto che già perdura da circa due anni. Nel febbraio del 1993 insieme a Linuccia di Curinga che aveva fondato il gruppo Maranon Giovane a Pisa nel periodo dei suoi studi universitari, parto per il Perù, sono ancora fuori da qualsiasi attività, ma lo faccio per salvare la vocazione di Linuccia, eravamo d’accordo che comunque lei sarebbe partita per la missione dopo la laurea e così per dare a lei la possibilità di capire, mi ritrovo impelagato nell’Operazione Mato Grosso. C’è quindi per me un nuovo periodo di attività con il Mato Grosso, in qualche modo mi faccio sempre trasportare dalle decisioni di vita di alcuni ragazzi.

Nell’aprile 1993 Caterina infatti decide di partire per due anni, deve andare in Perù, ma alcuni problemi portano il P. Ugo a decidere che Caterina vada in Brasile a General Carneiro ( Mato Grosso ) ed io sono incaricato di convincerla che è giusto obbedire, ( Caterina è abbastanza obbediente anche se resistente ).

Nel 1997 nuovi problemi per me nell’O.M.G. Ho sempre in testa uno stile di vita, uno spirito che guida un modo di essere e l’O.M.G. a mio parere ha ripreso tutto lo stile che aveva portato alla decisione del 1986 e che in qualche modo avevo anticipato ( quante cose mi accorgo di aver anticipato, anche il mio essere prete è stata una anticipazione, a quel tempo mi fu detto che io tradivo in qualche modo lo spirito dell’O.M.G. oggi nel Mato Grosso non si dice più questo, anzi... ).

Sono invitato a farmi da parte. Ognuno deve essere capace di farsi da parte, se dà fastidio agli altri.

Questa richiesta mi ha fatto crollare la terra sotto i piedi, sono arrivato al punto di pensare a lasciare il sacerdozio, cosa che mi era già successa al tempo della morte del Maranon, mi ero fatto prete per seguire i giovani nel loro cammino verso i poveri e mi veniva chiesto di farmi da parte. La mia vocazione al sacerdozio è una cosa strana: nel suo inizio non c’è la presenza chiara di Gesù Cristo, posso dire che solo ora nell’A.U.G. comincio a sentire il bisogno di definire meglio la presenza di Gesù nella mia vita, il primo passo nel sacerdozio l’ho fatto solo per servire i giovani in questa avventura di amore ai poveri.

Ma da una situazione di sofferenza nasce sempre una luce!

Francesca ha vissuto il passaggio dall’O.M.G. all’A.U.G in un modo diretto almeno quanto il mio perchè doveva partire per il Brasile ed io ero pressato da varie persone a fare una scelta, a fare una cosa nuova che ancora non sapevo cosa doveva essere, ma dalla mia decisione dipendeva la vocazione di alcune persone che avrebbero continuato o no un cammino d’Amore ai poveri, mi sono sentito quasi obbligato a fare questo passo, ma anche felice... la mia vita senza un impegno-servizio con i giovani che lavorano per i poveri non avrebbe senso...

 04 Giugno 1997

Nasce l’A.U.G.

 con questo pugno di ragazzi che vogliono iniziare una avventura tutta nuova.

Gesù aiuta il tutto mettendoci tra i piedi le Suore Missionarie Francescane del Verbo Incarnato che sono nella mia nuova parrocchia della Pietà dove sono stato mandato per obbedienza e con mia sofferenza, ma piano piano i piani di Dio si fanno più chiari, le suore hanno missioni in Uruguay. Si parte a vedere! Vado prima io a Luglio 1997, passo prima dal Perù per salutare gli amici, rivedere i posti che mi hanno dato la gioia e l’entusiasmo per questa avventura.

Da lì porto con me una pietra impregnata del sangue del P. Daniele.

( la conservo qui a Casa Emmaus )

I campesinos hanno raccolto tutte le pietre impregnate del sangue del P. Daniele, loro sono stati molto attenti al dono della vita che quest’uomo ha donato fino a donarla tutta.

L’Uruguay ha un paesaggio del tutto diverso dal Perù, ma la domanda è uguale:

“ Senor, que quieres que yo haga?

Signore, che vuoi che io faccia? ”

 è la domanda che in tutte le case che visito delle suore in Uruguay mi ritrovo continuamente davanti con una immagine di S. Francesco d’Assisi.

 Il passaggio

dall’O.M.G. all’A.U.G. ha una continuità:

lo Spirito di Don Bosco

Noi non risolveremo i problemi dei poveri, diamo un piccolo apporto, chi dona la vita dà certamente un apporto maggiore. Andando a Maldonado ho conosciuto Suor Adriana, 90 anni, 50 di missione, sarà tornata in Italia due, tre volte, ha fatto tantissimo, ma a Maldonado la povertà è ancora tantissima. La cosa importante è avere sempre la mente e il cuore aperto, i poveri li avrete sempre con voi! ( Gesù ), ma sempre possimo fare qualcosa almeno per qualcuno. Il lavoro di Suor Adriana a Maldonado è stato soprattutto la scuola, l’educazione è costruire un futuro vero per i poveri. Così la scuola dei formaggi è il passo più importante che ora stiamo per fare, per dare una istruzione, una educazione, un futuro che i poveri stessi devono costruirsi con le loro forze.

Il cammino che è cominciato deve continuare, dove ci porterà?

 “ Caminante no hay camino

se hace camino al andar

Viandante non c’è una strada,

la strada si fa camminando”

                                                             Con Paz y Alegria!

                                                                 Con Pace e Gioia!

 

è un’altra frase che ho trovato a Maldonado e che mi ha fatto sentire di casa ecco perchè io volevo che la prima casa A.U.G. si aprisse a Maldonado, ma... i magnifici sette hanno deciso per Melo e così dopo la visita di Febbraio 1998 con Giuseppe, Aurora, Caterina, Maria, Vittorio-architetto, La Sig.ra Lina e io si decide per Melo e nel luglio 1998 partono per i tre mesi Rosa e Giuseppe.

L’A.U.G. comincia il suo cammino.

L’A.U.G. è una carretta scassata, senza ciuccio che la tira, i ciucci siamo noi! Dobbiamo stare sempre attenti a non fare promesse ai poveri che non si è sicuri di mantenere, altrimenti la loro disperazione aumenta.Il lavoro con i poveri è lungo e faticoso, è un lavoro educativo e come tutti i lavori educativi è lungo e faticoso.

Proprio per questo l’A.U.G. deve essere sempre a pesca di persone, giovani, gruppi e...soldi.

 Con Imaginacion y Alegria,

todo es posible

Con Immaginazione e Allegria,

tutto è possibile ”

 Il lavoro ci sta stretto, ma con un pò di sforzo ce la facciamo. Le partenze dei tre mesi, dei due anni e permanenti sono la tipicità dell’A.U.G., trovare persone come il P. Santo che ci ha accolti con semplicità non è facile, bisognerà tAnte volte anche sapersi adattare per il bene dei poveri, è necessario arrampicarsi.

            Bolivia:

        partenza al buio, ma dobbiamo guardare avanti, lontano.

 

Nella ristrutturazione di Villa Betania, l’A.U.G. non ha messo una lira, l’ha pagata interamente la Fondazione Elena Sapio di Napoli.

Con i soldi dell’A.U.G. paghiamo il merendero e il sostentamento dei missionari italiani.

Per questo dobbiamo farci i conti in tasca.

Le varie realtà Uruguay - Bolivia confluiscono sempre nelle realtà dei gruppi A.U.G. in Italia, l’importante è avere l’orecchio attento prima che il motore scoppi.

         Ogni goccia d’acqua serve.

 ( sarebbe bello poter vedere le diapositive per capire meglio questi ultimi passaggi )

 Dobbiamo prenderci dei pesi, il peso dei poveri. L’A.U.G. è piccola e può prendersi il peso di alcuni poveri, ma a quelli che diciamo di si poi non possimo deluderli.

Diremo di si alla Bolivia?

P. Mimmo: Ci sono domande sulle diapositive e la Storia dell’A.U.G.?

SILENZIO!

Considerando che non ci sono domande, passiamo ai bilanci!

 

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€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€

€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€

 

GRUPPO                                                            EURO

 

Pianopoli                                                             €        605,00

Feroleto                                                               €        260,00

Maida                                                                  €        1260,00

Ussana                                                                €        4508,33

Amaroni                         €        si spera nella ripresa delle attività

Nicastro                                                               €        2460,00

Cassa comune                                                     €          389,00

 

TOTALE                                                             €        9482,93

P. Mimmo: E’ sempre interessante ascoltare la lettura dei bilanci, si vede chiaro il lavoro di un gruppo e spesso le difficoltà, l’inventiva, la voglia di superare o no le difficoltà. Il torneo di pallavolo che ha organizzato Ussana coinvolge tutto il paese: ecco perchè anche il risultato economico è alto, la capacità di coinvolgere un paese per una attività che fa soldi si, ma nello stesso tempo mette tutto il paese attento sulle iniziative missionarie dell’A.U.G. è certamente un fatto molto positivo. Al raduno scorso c’è stata la discussione sulla stretta di mano da fare o no ai politici di turno e per qualcuno del gruppo un pò fissato e stupido, il torneo di calcetto non si è potuto più fare; chi rischiava di rimetterci erano i poveri, per fortuna il gruppo di Ussana si è inventato il torneo di pallavolo.

Giuseppe Colistra: Bisogna sempre guardare avanti, il torneo di calcetto era una attività che funzionava e prima o poi gliela avrebbero fregata lo stesso; il torneo di pallavolo è stata un’alternativa, fra un pò si dovranno inventare ancora altro.

P.Mimmo: Sono d’accordo, loro hanno avuto la fantasia d’inventare il torneo di pallavolo; purtroppo dai bilanci si ha l’impressione che nei gruppi si fanno solo attività a tempo perso, i bilanci sono i soliti, non ci sono attività nuove; è necessaria la fantasia nell’andare avanti, se non ci danno i permessi qui andiamo altrove. Con Imaginacion y alegria, todo es posible... ma il nostro problema è la pancia piena. Dobbiamo pensare con la mentalità dei poveri per fare A.U.G.. La fame spesso aguzza l’ingegno. I ricchi ragionano con i finanziamenti da chiedere ( vedi fondazione ) i poveri lavorano, inventano,sognano...

A Nicastro gli stracci li raccoglie la Parrocchia della Pietà, ce li portano lì alla sede, se il gruppo invece di limitarsi a fare solo il campo a Natale organizzasse piccole raccolte mensili nei vari quartieri di Nicastro, farebbe un sacco di soldi ed in più si farebbe conoscere di più. Come fare gruppi nuovi? anche qui forse dovrebbe cambiare lo stile, non bastano le diapositive, i giovani devono vedere altri giovani che hanno già le mani in pasta con una avventura nuova, forse dovremmo organizzare campi in paesi che non conosciamo e facendo un pò di chiasso chisà forse riusciamo a fare qualche gruppo nuovo per imitazione e fantasia. Giuseppe Colistra: per gli stracci abbiamo fatto fatica per quasi un anno per trovare compratori, ora ne abbiamo 2-3 che ci chiamano, se non ne raccogliamo abbastanza, magari i compratori si dirigono altrove e li perdiamo.

P. Mimmo: è il solito problema della pancia piena... domanda: la scuola dei formaggi la apriamo o no? Mi ha telefonato Laura per dirmi come doveva fare per i soldi di Monastir! I soldi...!!! Il gruppo di Monastir dov’è? c’é il gruppo a Monastir? Per me l’assenza del gruppo al raduno significa che a Monastir non c’è un gruppo A.U.G.. I soldi per me se li possono tenere, li diano a chi vogliono, nell’A.U.G. servono persone che si preoccupano dei poveri. La domanda è: le persone che ci sono ora, i gruppi che ci sono ora si impegnano a fare lo stesso per l’anno prossimo? e se ci sono altre attività si impegnano a fare di più o no? Ognuno deve fare delle scelte e poi essere conseguente con ciò che dice, non si può solo parlare e poi aspettare che siano gli altri a fare, le parole che non sono seguite da fatti sono solo chiacchiere! E le chiacchiere creano la povertà!

Giuseppe Colistra: manca nei gruppi il lavoro di testimonianza, la bancharella delle arance che vengono buttate, vendita delle fascine, tornare indietro e ricordarci i lavori di una volta, sempre con gli occhi dei poveri e guardando ai poveri.

Aurora: è anche vero che 10 anni fa i lavoretti di Natale non li faceva nessuno e noi ne vendavamo tantissimi, adesso tutti i gruppi di volontariato fanno vendite di lavoretti, quindi l’A.U.G. ne vende pochissimi. Dobbiamo inventarci lavori nuovi, animazione di compleanni e altro.

P.Mimmo: queste attività di bancharelle, pesche creano lavoro nel tempo libero, fanno fare gruppo, formano le persone e quindi sono molto importanti a prescindere dai soldi che riescono a far fare; se ci sono le persone preoccupate dei poveri, i soldi arriveranno, con Imaginacion y...; il papà di famiglia che si industria a fare qualsiasi lavoretto per mantenere la famiglia, anche se è disoccupato. Noi lavoriamo per i poveri di Melo, non per i poveri in generale. Sono i poveri di Melo a cui abbiamo dato la mano e che ci siamo presi sulla carretta scassata dell’A.U.G. In Bolivia ancora non abbiamo promesso niente, ma se dovessimo promettere, ricordiamoci che poi dobbiamo mantenere.

Francesca Filippa in Colistra con in braccio Letizia: io penso che i gruppi forse non sentono tanto l’urgenza, la preoccupazione di lavorare di più, di preoccuparsi dei poveri che già conosciamo. Non so se alle riunioni si parla di questa cosa, o dei gruppi nuovi, dei nuovi in gruppo; se ci si domanda se abbiamo fatto abbastanza, o se passa tutto così, in modo superficiale. Tutti si devono impegnare, non solo chi è già impegnato.

Federica ( Ussana ): io penso che Francesca ha ragione, ad Ussana stiamo aspettando per fare le diapositive, ma prometto a nome di tutti che al prossimo raduno ci sarà un nuovo gruppo sardo.

P.Mimmo: chi ha scritto a Villa Castelli?

- alzano la manina timidamente 2 persone.

E in Bolivia?

- alzano la manina, un pò meno timidamente, 6-7 persone.

P. Mimmo: Avete visto? Non c’è preoccupazione per l’A.U.G.! se deve morire l’’A.U.G. che muoia e pace. Io in linea di massima sono d’accordo con Francesca, ma solo in linea di massima, perchè ognuno ha i suoi tempi, chi è davanti è normale che debba prendere più pesi, chi arriva dopo guarda chi c’è da prima. Chi c’è da prima deve sapere che è sotto i riflettori di chi viene dopo e quindi deve decidere se fare un passo avanti o se non se la sente di farlo, stare almeno al suo posto in silenzio aspettando il momento di decidere se restare facendo il pò che si sente di fare in silenzio ( è sempre molto quello che si dà ai poveri, ricordate le gocce d’acqua ) o lasciare l’A.U.G. Anche se va via fa un piacere ai poveri perchè lascia spazio libero per chi veramente vuole fare il cammino e non ingombra il passo soprattutto se è uno che dopo aver fatto tutte le esperienze possibili nell’A.U.G. non se la sente di fare scelte. Anche la scelta di fare un pò in silenzio senza apparire è una scelta importante nell’A.U.G. e per i poveri è un grande aiuto, ma se si sta avanti allora le scelte devono essere corrispondenti alle parole che si dicono. Con i nuovi ci vuole pazienza, non si può pretendere che facciano ciò che noi siamo arrivati a fare dopo aver fatto tante esperienze, errori, sogni, anche loro ad un certo punto arriverenno e faranno la loro scelta, continuare a lavorare per i poveri dentro l’A.U.G. o lasciare l’A.U.G. e magari aiutare i poveri in altro modo. La storiella della Vacca e della colomba è ancora valida. Chi vuol fare la colomba, e non conta da quanto tempo fa A.U.G. liberissimo di farlo, ma non dia fastidio alla vacca!

Certo è che con questi soldi non ce la facciamo ad aprire la Bolivia!

Bisogna almeno raddoppiare a giugno e a dicembre.

Che ne pensate?

Giuseppe Colistra: io sono d’accordo che con questi soldi non si può, ma possiamo non chiudere questa speranza, darci una scadenza ed impegnarci di più per il futuro.

P.Mimmo: il tuo parere non vale, tu sei già rovinato, anche se l’A.U.G. muore, ti sei rovinato comunque con le scelte che hai fatto, il problema: è facciamo altre scelte, facciamo altri passi avanti? Noi, quelli già rovinati (cioè quelli che abbiamo già fatto una scelta definita ), l’Uruguay in qualche modo riusciamo a tirarlo avanti, ma la Bolivia è un’altra cosa! un altro impegno, un’altra responsabilità, un’altra scelta!

Daniela ( Sindaco di Pianopoli ): io mi impegno di più, faremo più attività a Pianopoli.

P.Mimmo: io non voglio fare promesse in Bolivia se non sento dietro l’A.U.G. che sceglie, non credo si possa promettere neanche la presenza di persone senza una attività tipo merendero o scuola o altro che porta via soldi, anche la sola presenza di persone costa perchè considerato che non ci sono permanenze bisognerebbe creare un giro di persone che vadano e vengano dall’Italia e dall’Uruguay e questo costa. Rinviamo la decisione a giugno, potremo ascoltare nei gruppi Caterina che c’è stata e rientra a Febbraio e Maria nel raduno di giugno.

Però nei gruppi parlatene di questa cosa e venite al raduno di giugno con idee chiare!

Ora diciamo qualcosa velocemente sui calendari. Li rifacciamo per l’anno prossimo o no?

Coro: Si!!!

P. Mimmo: chiariamo la questione dei calendari; con il gruppo di Monastir c’è stata una piccola polemica. Il tipografo che li ha stampati, GHIANI, ce li ha regalati, per questo non abbiamo potuto chiederne ancora, perchè non potevamo approfittare di lui, della sua generosità. A giugno, quando si è deciso di stamparne 1000, non lo sapevamo che ce li regalava e pensavamo che se ne potevano stampare altri successivamente, ma ciò non è stato possibile. Comunque si era detto con chiarezza che ogni gruppo doveva decidere bene quanti prenderne per evitare errori e considerando che la stampa avviene in Sardegna.

L’anno prossimo ne possiamo stampare di più se lo riteniamo utile.

Campo a Pasqua: nelle vacanze di Pasqua si può organizzare un campo.

In quel periodo viene Luca per incontrare i gruppi è quindi una bella occasione. C’è qualche gruppo che si propone, anche per evitare un sovraffollamento di campi a giugno?Con il Maranon a Pasqua organizzava il campo il gruppo di Curinga ed è sempre riuscito benissimo anche coordinando la presenza alle funzioni religiose della Settimana Santa per quelli che desideravano partecipare si riusciva a fare un gran lavoro.

NESSUN GRUPPO SI SENTE DI DECIDERE SUL MOMENTO

 2° Argomento:

                                               Gesù nell’A.U.G.:

                           come la mettiamo con libertà e apertura?

 

Domande: 

Silvia di Pianopoli ( presidente della provincia di Palazzo ): come dobbiamo spiegare a chi non crede, del nuovo entrato Gesù? Voi ci avete detto di spiegarlo come persona e non come religione, e noi così abbiamo fatto, ma la persona alla quale lo abbiamo spiegato, ha bestemmiato.

P. Mimmo: la prima cosa da dire è che nel comunicato del raduno in cui si è parlato di Gesù mi pare che questo sia stato detto con chiarezza: la persona Gesù non crea problemi almeno non crea problemi a Gesù che è venuto a cercare i lontani e a chi crede in Lui che si presume sia contento di stare con Lui e certamente non crea problemi a chi è capace di dialogo anche se lontano dalla fede; diverso è la religione che è anche accettare forme, riti, organizzazioni, ma su questo si potrebbe anche avere discussioni all’infinito senza  incontrarci mai  con chi non  crede che Gesù  è il  Figlio di Dio che ha voluto la Chiesa

“ santa e peccatrice ” e non ci crede o perchè ateo o perchè credente in altra religione. Ecco perchè dico quando lo presentiamo, presentiamo la persona Gesù come si è presentato Lui, il Figlio dell’Uomo capace di accettare tutti e prima di tutti i peccatori, i malati, i lontani: che fastidio può dare un Uomo che Ama tutti? o ti dà fastidio proprio per questo? a Lui, Gesù, non dà fastidio, tra i suoi apostoli c’è Pietro, che lo rinnega, Tommaso che dubita, Giuda che  lo tradisce e gli altri che davanti al pericolo lo abbandonano e Lui continua ad Amare.

Questo mi attira e considerato che mi accetta come sono, peccatore, preferisco stare con Lui e cercare di capirlo meglio.

L’ho detto, la mia vocazione è strana, all’inizio non c’è per niente la presenza di Gesù in questo cammino al sacerdozio, solo i giovani e i poveri ora nell’A.U.G. lo sto scoprendo sempre di più piano piano.

Ma veniamo al problema: perchè parlarne? questo problema è prima di tutto di noi che ci diciamo cristiani, ma non lo siamo perchè se no difenderemmo nostro fratello Gesù anche se qualcuno dicesse che tuo fratello, tuo padre, tua madre è un disgraziato, tu che fai? difendi tuo fratello, tuo padre, tua madre, no? eccolo il problema, noi che diciamo di essere cristiani e non lo siamo e così lo nascondiamo, come se io mi vergognassi di mio padre, di mia madre, di mio fratello, il problema vero siamo noi! Diciamo di essere cristiani, ma in realtà non ci sentiamo comunità, famiglia Chiesa!

Ecco perchè fin dall’inizio dell’A.U.G. con chiarezza ho voluto dire che io nell’A.U.G. cercavo un rapporto più vero con Gesù e questo l’ho detto fin dall’inizio. Io però non sono uno con una grande fede e così appena detto subito dimenticato, ma piano piano camminando nell’A.U.G. ho cominciato a sentire il bisogno di conoscerlo di più e sapete perchè? perchè il cammino dell’A.U.G. mi sta diventando sempre più stretto, mi accorgo di non farcela e così... voglio conoscerlo di più questo fratello maggiore Gesù che ha promesso a me e alla sua Chiesa “ santa e peccatrice ” << Io sarò sempre con voi! >>. Così ho cominciato a parlarne in quel raduno. Le parole che ho usato forse possono trarre in inganno perchè ho parlato di nuovo entrato e così può sembrare che prima non c’era e ora c’è. In realtà fin dall’inizio c’era, anzi ancor prima... già con il Maranon io avevo cambiato la parola in uso nell’O.M.G. aconfessionalità con ecumenicità e questo perchè già allora desideravo un rapporto più vicino con Lui. Non mi piace la parola aconfessionalità e anche apolicità perchè da la senzazione del “ contro ”. Nell’A.U.G. questo è diventata la parola APRIRE-Apertura.           

                                      Noi nasciamo quindi con una identità ben precisa:

                               ci fidiamo e cerchiamo un uomo

                               Gesù

                               che ha dato la sua vita per i poveri

                               per tutti gli uomini

                               senza tanto pensare se gli erano stati fedeli

                               o lo avevano rinnegato

                               o lo avevano tradito

                               o lo avevano sfruttato.

                               Quest’uomo Gesù, Figlio di Dio-Figlio dell’Uomo

                               è presente fin dall’inizio dell’A.U.G.

 Come la mettiamo con l’APRIRE-Apertura-libertà?

Trovatemi qualcosa, qualunque cosa che dica chiusura in Gesù e allora possimo discutere di inconpatibilità tra Gesù e l’A.U.G.!

Apertura è accettare le persone come sono, che siano Tommaso o Giuda o Giovanni ( l’unico che lo ha seguito fino alla fine) io li tengo con me nel mio gruppo di apostoli.

Ma Apertura non è perdita della propria identità, non per niente Gesù agli apostoli che vedo no la difficoltà del messaggio domanda << Volete  andarvene anche voi? >>. Molti infatti si allontanavano davanti alle richieste e alle proposte che faceva perchè sembravano inaccettabili, assurde.

L’identità dell’A.U.G. quindi è chiara: cerchiamo Gesù e... speriamo di trovarlo perchè senza di Lui difficilmente riusciremo ad essere fedeli alle promesse fatte ai poveri.

                     Gesù quindi è e resterà sempre nell’A.U.G.

                                                 come un nuovo entrato

nel senso che come ogni nuovo entrato è lì pieno di entusiasmo per dare un futuro ai poveri, è lì che ascolta e obbedisce perchè si fida di chi dice che vuole bene ai poveri, è lì che se nessuno gli parla, gli rivolge la parola, lo considera importante, lui resta lì perchè è venuto in gruppo per aiutare i poveri e non per altro. E’ uno nuovo e resterà sempre nuovo perchè per i poveri è disposto ancora a farsi mettere in croce anche dai suoi fratelli, i cristiani che si vergognano di Lui.

   Apertura è saper stare con persone diverse da me, da noi

   perchè abbiamo in comune un sogno

   poter dare la mano ai più poveri

   aiutarli a camminare insieme a noi

   aiutarli a sognare un mondo migliore insieme a noi

   e in questo Gesù cammina con noi.

 Quando si parla di Gesù ( almeno qui in Italia ) l’identificazione tra Gesù e la Religione ( Cattolica ) avviene automaticamente nella mentalità delle persone, ma in realtà questa identificazione non è veritiera perchè noi cattolici spesso siamo i primi a non credere in Gesù se non a chiacchiere, infatti la vita per la gran parte dei cattolici italiani è considerata un’altra cosa e non ci preoccupiamo se con le nostre azioni alla fine diamo una forte controtestimonianza nei confronti della religione che parla di Gesù come suo Fondatore.

Certo per la gente è difficile comprendere questa distinzione tra la persona Gesù e la religione e questo solo perchè noi cristiani non siamo credibili, non siamo testimoni veritieri, non viviamo le Parole di Gesù.

Se siamo attenti ci accorgiamo subito delle differenze tra la persona Gesù e un certo modo di vivere la religione. Fortunatamente anche la Chiesa nei Santi e nei Concili e dopo il Concilio Ecumenico Vaticano II ancora di più sottolinea l’importanza di aderire sempre di più alla persona Gesù ed essere attenti a non farsi vincere da forme che sono legate al momento contingente e a una mentalità diffusa nel mondo, ma che con Gesù tante volte e nei diversi secoli e anche in questo nostro secolo non ha niente a che fare. Ecco perchè è importante che quando parliamo di Gesù stiamo più che attenti a come lo presentiamo e ci fermiamo un pò prima di dire questo lo ha detto o fatto Lui perchè forse questo lo ha detto o fatto io, il mondo in cui vivo. Uno dei motivi per cui scrivo sempre Gesù in rosso o adesso lo scrivo in grassetto e un pò più grosso è proprio questo essere attento, accorgermi almeno che sto facendo il suo nome, che parlo di Lui e forse sbaglio, e forse ciò che dico sono solo parole mie, idee mie che dico, chiacchiero essere Sue e non è vero. Poi che volete ci si può sempre sbagliare lo stesso, ma almeno questo sforzo di attenzione, conoscendo il mio peccato e la mia debolezza, cerco di farlo.

Di Gesù su una cosa possimo stare tranquillissimi, Lui non bada per niente alle chiacchiere. Guardate cosa succede al Giudizio Universale, lo racconta Lui stesso eh!, lì non tiene conto della religione, dei certificati di battesimo, di cresima, ecc. ecc., ma della vita vissuta, dei fatti.

Daniele di Pianopoli: per noi non c’è problema, ma appena in riunione parliamo di Gesù, silevano proteste perchè lo identificano con D. Mimmo che il giorno prima magari ha gridato.

P.Mimmo: Ecco perchè parlare di Lui e dire la verità e cioè che noi non riusciamo ad essere come Lui ci chiede e vuole, ma che lo desidereremmo e che ci sforziamo e che chiediamo perdono delle nostre controtestimonianze e peccati, dire questo desiderio di Lui, un desiderio che spesso noi tradiamo con la nostra vita, beh! io credo che questo possa essere ascoltato. Il cristianesimo non è una religione, è seguire una persona, Gesù il Nazareno.

( Ci sono alcune lettere che ho scritto su questo ad alcuni di voi mi verrebbe la voglia di chiedere che le mettessero in giro perchè gli aspetti sono vari e gli angoli di visuale diversi ogni domanda è un angolo di visuale che ha bisogno di un suo chiarimento. Qui le domande sono state veramente poche e il tempo al raduno è stato scarso, per questo ho aggiunto già alcune cose che non ho detto al raduno e chiarito affermazioni nel tentativo di spiegarle. Non so se ci sono riuscitoe molto resta da dire soprattutto sul nostro rapporto con la Chiesa, ma come dicevo i nuovi sempre creano problemi e Gesù sarà sempre un nuovo nel gruppo A.U.G. così potremo sempre riparlarne anche al prossimo raduno e sempre potremo scriverci di queste cose. )

FINALMENTE SI MANGIA

DOPO IL LAUTO PRANZO

L’ALLEGRA BRIGATA DELL’A.U.G. SCENDE A NICASTRO

A PASSAGGI.

L’ANTICO AUTOSTOP DI VENERATA MEMORIA ORMAI SCOPARSO E SOSTITUITO DA MOTORINI

E GENITORI TASSISTI.

Raduno Partenti 28/12/2002

GRUPPO di AMARONI

Sestito Giuseppe -  88050 Amaroni ( CZ )

 GRUPPO di FEROLETO

Rosario Fazio -  88043 Feroleto A. ( CZ )

Giovanna Nicotera - 88043 Feroleto A. ( CZ )

Rossella Astorino -  88043 Feroleto A. ( CZ )

Andrea Masi -  88043 - Feroleto A. ( CZ )

GRUPPO di MAIDA

Raffaella Pellegrino -  88025 Maida ( CZ ) 

Federica Gallo Cantafio -  88025 Maida ( CZ )

Daniele Chiriaco - 88025 Maida ( CZ )

Filomena Gigliotti - 88025 Maida ( CZ )

Serena Lucente -  88025 Maida ( CZ )

Alessia Aloe - 88025 Maida ( CZ )

Virginia Quattrocchi - 88025 Maida ( CZ )

GRUPPO di NICASTRO

Manuela Guerrise - 88046 Lamezia Terme-Nicastro ( CZ )

De Sensi Francesco -  88046 Lamezia Terme-Nicastro ( CZ )

Corapi Anna -  88046 Lamezia Terme-Nicastro ( CZ )

Francesca Bellantone - 88046 Lamezia Terme-Nicastro ( CZ )

Felicia Piraina - 88046 Lamezia Terme-Nicastro ( CZ )

Annalisa Caruso -  88048 Lamezia Terme-Sambiase ( CZ )

Annamaria  Baratta -  88046 Lamezia Terme-Nicastro ( CZ )

Aurora Montano - 88046 Lamezia Terme-Nicastro ( CZ )

 GRUPPO di PIANOPOLI

Silvia Mercuri -  88040 Pianopoli ( CZ )

Daniela Lucia - 88040 Pianopoli ( CZ )

GRUPPO di USSANA

Fois Federica -  09020 Ussana ( CA )

 P. Mimmo Baldo C/o Casa Emmaus C/da Acquavona,31 88040  Platania ( CZ )

  CASA EMMAUS

 Giuseppe, Francesca e Letizia Colistra

Massimo Rolesu

Paola de Angelis

Mel, Olà, Bastiano ecc. ecc.

 C/o Casa Emmaus - C/da Acquavona,31 - 88040 Platania ( CZ ) - Tel 0968-205059

 Rosa Montano - Villa Betania - 37000 Melo ( Cerro Largo )   ( URUGUAY )