Andiamo in Uruguay Giovani

Raduno A.U.G. anno 2007

 

Raduno Partenti Monastir 27 Dicembre 2007

ENCUENTRO EXTRAORDINARIO AUG URUGUAY – MELO 31/08/2007

Raduno dei gruppi AUG - Casa Emmaus 01/08/07

EN EL

TIEMPO

LO QUE DURA

ES LO QUE SE

RENUEVA

Presenti i gruppi di: Monastir con Francesca Busu e Giancarlo, Decollatura con Lina e Simona, Platania con Raffaele, Raffaele e Milena, Nicastro con Felicia, Nathalie  e Aurora (a part – time), Pianopoli con Silvia, la missione di Villa Betania con Caterina e Don Mimmo.

D. Mimmo: per prima cosa definiamo gli orari. Il raduno si concluderà con La S. Messa alle 16,30 a Platania. Ho delle proposte da fare, notizie da dare, ma ho la testa altrove e forse qualcosa mi sfugge.

Oggi si chiude il ciclo dell’AUG di 10 anni, ne inizia un altro.Sono 6 mesi che penso al raduno. In Bolivia ho trovato questa frase:

 

EN EL TIEMPO

LO QUE DURA

ES LO QUE SE

RENUEVA

(Quello che dura nel tempo è quello che si rinnova).

– Consegna dei bigliettini con scritta la frase a tutti i partecipanti- .

Darò notizie e novità: 1 cosa che dura, 1 cosa che si rinnova, quello che si rinnova ha radici profonde. 

 Oggi proseguiremo con le A: dopo le 3 A, Andare, Aprire, Amare, e la quarta definita al raduno di Dicembre scorso, ADAPTARSE, oggi ne aggiungeremo altre due:

La prima è:

ACOJER

ACCOGLIERE

Cosa significa?

E’ difficile capirlo.

Non è facile accogliere ed è difficile definire cosa sia.

E’qualcosa di istintivo.

E’ un istinto di tutti gli uomini, non si impara, è istintivo, abbiamo tutti questa capacità, ma proprio per questo va stimolato, educato. E’ come l’istinto di mangiare, è naturale, ma va regolato. Tutti abbiamo l’istinto di accogliere, magari lo teniamo nascosto, ci chiudiamo, ma lo sentiamo dentro anche se troppo

spesso lo mettiamo a dieta e... si sa una dieta mal fatta porta all’anorresia, per cui... attenti l’anorresia di accoglienza è un male molto grave... e porta all’aridità di cuore, alla morte del cuore, dell’anima.

Ma ….!

Non basta essere accoglienti. Bisogna che l’altro si accorga di essere accolto,  insomma non basta dire di accogliere. Se l’altro non si sente accolto, vuol dire che non stai accogliendo

E’ necessario spostare

l’attenzione

sul modo di essere

dell’altro,

per essere veramente

accoglienti.

L’accoglienza ho detto è istintiva, irrazionale, non è una cosa che impari, ce l’hai. Sono gli atteggiamenti, i sorrisi, gli occhi, le battute che parlano non tanto le parole.

 Ho fatto esperienza di questo. Ci sono posti dove non vado volentieri, ed è dove non mi sento accolto. Ti offrono il caffè, sono gentili, ma non mi sento accolto. E alla fine, se posso, evito di andarci. Quando le cose sono fatte con formalità, lo senti che non è accoglienza. Aurora mi ha ricordato l’episodio dell’ultimo rientro mio ad Emmaus dalla missione, mi hanno offerto da mangiare, da dormire, ma abbiamo litigato. E questo capita, sono momenti, ma se è una costante,e ad Emmaus era una costante da un pò di tempo avevo come l’impressione che più che una comunità missionaria fosse diventata un agriturismo e lo avevo fatto notare, ma... sorrisi caffè e via e poi... scoppia. (vedi Emmaus). Anche in gruppo succede, quando si accoglie un nuovo. Purtroppo spesso si fa finta di accogliere in realtà si tende a mantenere tutto in mano e al massimo usare come pura malovalanza i nuovi arrivati, bisogna stare attenti se è solo un far finta di accogliere.A Monastir ci sono dei ragazzi nuovi, che ora iniziano a prendere in mano le cose e sbagliano.

Accoglienza

=

lasciare spazio

allo sbaglio.

 

E’ complicata l’accoglienza, significa: con te non vado d’accordo, ma voglio provarci e voglio provarci per Aprirmi ad altre visuali, per aprirmi agli altri, ai poveri a Gesù. L’accoglienza è anche discutere, crescere, confrontarsi. Non è una pace armata dove tutto sembra tranquillo solo perchè non posso farne a meno ... se no chisà cosa succede, a questo punto si sbarca il lunario e basta, ma... non c’è ne accoglienza, ne gruppo, ne comunità.

Attenti che le comunità sono a rischio di accoglienza ancora di più dei gruppi e questo nel mio ultimo viaggio l’ho visto con chiarezza, qui si c’è il grande pericolo del far finta di fare comunità.

Veniamo al punto.

Nell’AUG abbiamo due parole che usiamo sempre a comodo nostro:

Libertà (io) e Responsabilità (Tu)!!

Il gioco dell’accoglienza, si manovra capendo bene queste due parole.

Sono due parole legate strettamente, sono mischiate. E’ come se fossero una parola sola, DA VIVERE!!!

Sono accogliente quando sono libero e do libertà, quando sono responsabile e do responsabilità; quando so prendere libertà e dare libertà, quando so prendere responsabilità e dare responsabilità. Quando invece prendo libertà e non la do, non sono accogliente-

         Accoglienza

=

  Equilibrio                    

Dare libertà            «        Prendere libertà

Dare responsabilità  « Prendere responsabilità

 

E questo da parte di tutti nello stesso momento ed è una cosa che si deve sentire in caso contrario anche se dico io ti accolgo ma l’altro non lo sente non c’è accoglienza.

Educare l’istinto dell’accoglienza non è per niente facile.

Tutti ne facciamo esperienza

in gruppo.

E’ istintivo difendere la propria libertà, è difficile difendere la libertà dell’altro.

A volte, per sentirmi libero, devo sentire sotto i piedi l’altro.

         Eppure noi abbiamo lo stesso ideale: Gesù, i poveri, i giovani

è stesso cammino ma non riusciremo a farlo se non c’è l’accoglienza.

 Vediamo un pò di capire meglio...

 

Dare Responsabilità

significa molte volte

lasciare spazio

per l’errore dell’altro

( libertà ).

Essere responsabili

vuol dire magari

riparare gli errori

degli altri e...

molte volte

pure in silenzio.

 

il rischio è andare più o meno d’accordo,

bloccarsi in una finta gerarchia,

cercare il quieto vivere,

lasciare correre, ma …

io sto sopra e tu sotto,

tu non te ne accorgi o sopporti

sopporti, non ti adatti e... pace.

E non è mica la posizione migliore,

stare sopra!

Dare e prendere

Responsabilità e libertà

devono essere

vissute insieme,

amalgamate

 

Esempio:

La TORTA.

Se vuoi che esca bene, ci devi mettere: farina, zucchero, uova, lievito, burro.

Ci devono essere tutti gli ingredienti e devono essere mischiati bene.

L’accoglienza è come  la torta: perchè venga bene è necessario molto  lavoro è un continuo mischiare e non bisogna stancarsi...gli ingrediendi siamo tutti noi con con tutti i nostri difetti e i nostri preggi per cui...quanto lavoro ci vorrà perchè venga su bene questa torta

che è l’AUG

 

Una delle libertà più difficili è essere liberi da sé stessi.

Liberarsi dagli altri è facile, oggi è una moda:

la depressione.

Tutto perché

non si vuole fare

la fatica della vita: miscelare gli ingredienti.   

         Raffaele Esposito: ma cosa vuol dire liberarsi da sé stessi?

      Don Mimmo: un esempio a caso: io sono convinto che ti sto antipatico e tu fai di tutto per convincermi che non è vero.

Ma io sono convinto che tu non mi puoi vedere. Io non sono libero: sono schiavo della mia convinzione. Per liberarci da noi stessi dobbiamo essere pronti a  rinunciare a delle nostre convinzioni, discuterle con gli altri di ciò che penso, attenti rinunciare non significa che ... puro è semplice mi ritiro, non dico niente e lascio correre, questo è un errore è la falsa gerarchia di prima, no discuto, difendo le mie tesi, se necessario mi arrabbio, grido e faccio tutto quello che posso perchè si capisca che io credo in ciò che dico solo poi... mi adatto per permettere che le cose vadano avanti, per obbedienza, l’obbedienza AUG, non costretta, insomma le mie convinzioni devo sempre essere disponibile  a  metterle in discussione, è l’unico modo per sempre felice in un cammino insieme e per costruire il cammino insieme.

         Silvia: nell’AUG un altro esempio potrebbe essere quello di liberarsi dal pregiudizio di dire: “quello non entrerà mai in gruppo.” 

      D.Mimmo: Certo! E probabilmente è quello che blocca l’AUG!! Io invito sempre tutti a venire in Uruguay. Oggi il mondo è mentalmente chiuso. Negli anni passati tanti gruppi sono nati con questa battuta.

Oggi se fai questa battuta non ottieni quasi mai nulla, se non facce stranite! Ma la mia libertà è continuare a dirlo. Il rapporto con gli altri lo creo io. Nell’A.U.G. c’è questa diffidenza: non verrà, che ci andiamo a fare, che lo  invitiamo  a fare, è la 4° volta che ci andiamo  ( a Silvia): Andiamo a Salerno! Ci ho tentato 4 volte, andiamo di nuovo. 

         Ricapitolando:

Nella TORTA- ACCOGLIENZA

gli ingredienti devono essere messi nella giusta misura: es. Non troppi sorrisi, baci, abbracci, ecc. anche un pò di sale e certamente lavoro,lavoro,lavoro per amalgamare il tutto e il lavoro ognuno lo deve fare su di se soprattutto perchè è questo che rende la torta soffice, dolce e ...

 

Passiamo

all’altra parola

AGRADECER

                                  RINGRAZIARE

 

Questa capacità è molto legata all’amare.

Dovremo imparare a ringraziare Dio, anche se non dovesse esserci, perché devo sperare che ci sia, altrimenti non riesco a spiegarmi perché sono felice. So che potrebbe sembrare da scomunica questo che dico, ma per me è solo rafforzare la poca fede che ho. Vedete saper ringraziare è riconoscersi creatura è ritornare al creatore, che cosa sono io se non ho un rapporto con Dio Padre che crea?

Per questo ho dentro di me la gioia. Ringraziare è sapere che dentro di me ho la gioia di quello che faccio. Ringraziare Dio e gli altri e chi mi sostiene, tutto ciò mi rende felice.

Dire grazie a chi ad esempio ci da gli stracci è importante perché non debbo pensare che tutto ci è dovuto, perché è un atteggiamento di chiusura delle possibilità. Ringraziare è quell’atteggiamento del dire: “ sono qui e sono felice di quello che faccio nonostante tutto”. Ringraziare i poveri, stare con loro ci porterà alla vita vera. Tutti ci possono aiutare, ma dobbiamo essere capaci di dire grazie. Se sei felice di quello che fai, se hai la gioia dentro, allora sei capace di ringraziare. Allora, siamo felici di quello che facciamo? Abbiamo dentro la gioia di fare questo cammino? Siamo contenti di stare in gruppo? Di andare in missione?

 

         Nathalie: a volte però capita di percepire che le altre persone che si rapportano con noi, hanno l’atteggiamento del “tutto mi è dovuto”.

      D. Mimmo: è giusto mettere i puntini sulle i, però se c’è un atteggiamento di fondo dell’agradecer, tu sai in determinati momenti pratici, come comportarti. Si può agradecer mandando a quel paese una persona, perché tu con il tuo atteggiamento di agradecer lo aiuti a prendere coscienza di un suo modo di essere che va cambiato.

Nella creazione siamo chiamati alla gioia!

Dio vuole che ogni uomo sia felice!

L’agradecer

è l’indice della gioia

che c’è in

ciascuno di noi

Se hai la gioia di fare questo cammino, ringrazi attraverso le azioni. L’atteggiamento di agradecer ti viene spontaneo se dentro hai la gioia di fare quel lavoro per aiutare i poveri.

L’agradecer

è necessario anche

per verificare quanta gioia

c’è dentro di noi

nel fare questo cammino,

ognuno lo verifica

proprio attraverso la capacità di ringraziare che ha

nei momenti difficili del gruppo, della comunità, del lavoro,

dei rapporti con gli altri,

ringraziare

la gente che ti aiuta

o i poveri che serviamo.

 

Ricordiamo la frase

di San Vincenzo de Paoli

“ per il tuo amore,

per il tuo amore  soltanto,

i poveri perdoneranno

               il pane che tu doni loro “

Una domanda:

Se decidi di stare in gruppo è perchè sei felice o solo per dovere e quindi diventa un peso? Se uno dovesse stare in gruppo semplicemente per il fatto che non può andarsene, perchè se no chi ci sta, se no il gruppo muore, se no che figura ci faccio? significa che non è felice.

Lo stare in gruppo non deve diventare un peso. 

Bisogna sentire dentro la Gioia del cammino

Se uno non è felice rovina la vita sua e quella degli altri, perchè tutti noi siamo alla ricerca della felicità. Dio ci ha creati per essere felici.

La preoccupazione del futuro della missione è che i gruppi potrebbero morire.

Se questa preoccupazione impedisce di essere felice a chi vive in missione è meglio venire via ora che ci sono ancora i gruppi così almeno qualcuno può sostituire o quanto meno continuare a Sperare di poter fare qualcosa di altro o non dare illusioni ai poveri che hanno già abbastanza problemi e non c’è proprio bisogno che ci mettiamo pure noi tra i problemi,

E’ inutile continuare

a  stare in missione

          se non si è felici di starci

Essere capaci di

“ agradeser “

dice quanto sono felice

e quindi questa capacità

è assolutamente necessaria

Ringraziare Dio, gli altri, i poveri aiuta a vivere la propria vita, essendo felice di quello che faccio. Se la gioia la trovo fuori dall’AUG, devo uscire dall’AUG perché ognuno di noi deve essere felice.

Questo mondo ci insegna che per essere felice devo pensare a me stesso avere di più per me stesso, più cose, più soldi, la quantità di cose, di soldi dovrebbe rendermi felice, domandate a chi ha vinto la lotteria e si è all’improvviso trovato senza amici, senza famiglia, senza felicità perchè gli interressi propri e di chi gli stava intorno hanno preso il sopravvento. E questo vale anche nelle semplici famigli dove si lavora per mantenere il tenore della vita, il tenore della vita di questo nostro mondo e così... non si riesce più a stare con i figli, con i parenti, con gli amici e...quando ci si vuole riposare magari ci si stanca di più perchè... si deve andare dove vanno tutti e fare le cose che fanno tutti e... spesso si è più stanchi di prima.

Questo mondo ci spiega che per essere felici bisogna pensare a se stessi

Non è vero!

Preoccupati degli altri

e vivrai felice.

 

 PAUSA 

Don Mimmo:

Con oggi, dopo dieci anni,

cambiano delle cose

En el tiempo

lo que dura es

lo que se renueva

1) Si aprirà una nuova Missione in Uruguay, o una postazione, cioè un luogo dove si dice che cominceremo.

C’è bisogno in Italia e in Missione dell’apertura di questa nuova Missione per i dieci anni passati.

Questa nuova Missione sarà aperta da Caterina, anche se tutti gli altri permanenti avevano dato la disponibilità a spostarsi dal luogo in cui si trovavano per andare nella nuova Missione.

La Missione è sempre con il piede in partenza.

Inoltre, non escludo che si possa chiudere una Missione per aprirne un’altra.

La Missione andrebbe mantenuta fino a quando non vi è la possibilità di dare la responsabilità, di consegnare le redini a qualcuno del posto.

Si apre dunque una nuova Missione, ci potrebbero essere tanti problemi (siamo pochi,ecc.) ma ...

Se una Missione anziché essere Missione diventa una banca, cioè lo starsene comodi, è meglio che si chiude.

Se uno opera in maniera comoda non darà mai la Missione in mano alla gente del posto, perché dirà sempre che loro non sono pronti.

Allora meglio chiudere, quella non è MISSIONE

BISOGNA ESSERE DISPOSTI A DARE UN TAGLIO

Ora partirà Caterina per la nuova Missione, fra uno o due anni parte Rosa; le Missioni di Ivo e Melo si manterranno se qualcuno partirà, altrimenti si chiude.

Chi fa i tre mesi deve sempre aspettarsi che io gli chieda: “Puoi partire per qualche mese in missione che c’è bisogno?”

Questo non significa fare i due anni, fare i due anni è una scelta personale, si vogliono donare alla missione due anni della propria vita.

Giancarlo: E’ giusto non dare solo il pane, ma anche qualcos’altro per procurarselo, per costruire. E’ giusto lasciare nelle mani della gente del posto le redini della missione, renderli indipendenti.

D. Mimmo: è importante non solo l’indipendenza dei poveri, ma anche la nostra, in quanto noi rischiamo di più di accomodarci, dobbiamo essere indipendenti da noi stessi.

Se la Missione continua ci deve essere qualcuno che parte; se invece è diventato un nido in cui sto comodo, e se non c’è nessuno  di noi che parte, si chiude la missione.

Non basta dire “E i ragazzi che fine fanno?” ma bisogna dire: “i ragazzi li curo io”. Ma è molto più grave far finta di curare i ragazzi e invece curare se stessi.

Tutti quelli dell’AUG sono chiamati

alla MISSIONE

in Uruguay, in Bolivia, in Italia o...

Pericoloso è tenere una missione aperta solo perchè si sta bene

Io avevo già pensato a Caterina per la nuova missione, a lei però l’ho chiesto per ultima: deve essere una disponibilità interiore ad aprire. E’ logico che ci sono paure e dubbi, ma và e poi vedremo.

  Aprire la nuova missione serve a noi,  all’AUG

per capire che non ci dobbiamo fermare

Il gruppo di Platania deve continuare a chiedere a tutti di entrare in gruppo. A quante persone lo avete detto? Dobbiamo fare questo lavoro, e se non lo facciamo è meglio chiudere le missioni. Ma nella palude non ci dobbiamo rimanere.

Francesca Busu: è giusto non fermarsi e non accomodarsi. L’AUG è un continuo S.O.S., andare oltre, abbiamo delle responsabilità.

Felicia: sono d’accordo che l’apertura della nuova missione serva a farci capire se l’AUG è viva o no.

Raffaele Esposito: anche io sono d’accordo, siamo pochi e presentiamo un bilancio misero, ma crediamo alla Provvidenza.

D. Mimmo: i bilanci rispecchiamo molto il gruppo: non si lavora! Dobbiamo credere nel nostro lavoro, non accomodiamoci sulla Provvidenza. La nuova missione ci dice se l’AUG deve rimboccarsi le maniche e vivere. L’AUG deve essere una cosa seria.    

Raffaele Esposito: si ma io intendo che noi dobbiamo comunque lavorare di più.

D. Mimmo: adesso quest’anno la Bolivia ha bisogno di dollari per dei lavori da fare. Ogni gruppo deve consegnare almeno un pochino di più l’anno dopo, non di meno. La manna dal cielo è caduta una sola volta.

Raffaele Perri:  è importante aprire la nuova missione, si dà spazio ad altri poveri, l’AUG cammina. Per quanto riguarda il ringraziare, vuol dire anche grazie, non arrabbiarsi quando ci rispondono male.

Caterina: ho avuto una discussione a Betania con Rosa e Rosy, ci chiedevamo che riscontro avrebbe avuto in Italia la decisione di aprire la nuova missione. So che i soldi arrivano, non mi preoccupa questo, ma le persone, come reagiscono i ragazzi. Io vi vedo tutti calmi come se la cosa non vi riguardasse, non vi toccasse. A nessuno brucia il culo, non ci si mette in discussione, e no! Non sono tranquilla così!

Don Mimmo: dobbiamo definire se l’AUG è un imbroglio o è una cosa seria. Se l’AUG è piatta, meglio morire.

Silvia: bisogna aprire la missione per vedere se l’AUG è  viva. Mi ha stupito sentire che se non ci sono persone che partono, una missione si potrebbe chiudere, mi sono chiesta: ma io sono disposta ad andare? Ho il coraggio di affrontare i miei genitori?

Don Mimmo: Se il chiudere una missione ti aiuta a trovare il coraggio, io sono disposto a chiuderla, anche domani. Io conosco i tuoi problemi, ma arrivato ad un certo punto devi decidere di vivere la tua vita.

Devi capire che pesce sei, altrimenti rimani un nessuno e per capirlo devi fare un passo nuovo, fuori dal normale. 

Noi ci creiamo il nido, pensiamo che più di questo non possiamo fare e ci fermiamo.

Non dico che devi andare in Missione, questo te lo devi chiedere tu, vedere cosa ti dice il cuore, ma...

PERICOLO

ho avuto la tua stessa paura con l’Operazione Marañon, dovevamo aprire la missione, ero pure andato a vedere, avevo una tranquillità delle missioni già esistenti: il Marañon è morto.

E’

importante aprire

la nuova missione.

L’AUG

è nata sulla disponibilità di aprire

una missione

Non possiamo dire:

“ si apriamo tanto c’è la Provvidenza”.

Dobbiamo fare un passo assurdo per vedere se siamo vivi o morti e aprire una nuova missione adesso è un passo assurdo. E se troviamo dei “No” andiamo lo stesso per la voglia di fare la missione. Francesca e Giancarlo vanno in missione, quando tornano devono aprire gli occhi. Io ho chiesto a tutti permanenti di lasciare e andare via dal nido, anche se avevo già pensato a Caterina, proprio per smuovere. E’ una possibilità in più di essere, di fare, di dare. Noi abbiamo la tendenza a “strutturare”.

C’è gente che fa l’Università fino a 40 anni e non è felice. “Sei contento di studiare fino a 40 anni?” Se no, lascia. Mia madre e mio padre hanno tentato così: prima finisci l’Università e poi vai in seminario. Io invece sono entrato subito in Seminario. Laura ha deciso di partire per i due anni perché ( e non lo immaginavo) in un raduno ho detto: “ a trent’anni devi decidere cosa fare della tua vita.!” Così ha deciso ed ha battagliato con la sua famiglia. Ora lei è completamente diversa, c’è dentro di lei una decisione, una vita. E’ diversa e si sente viva. Questo è importante, che ognuno di noi si senta vivo.

Nathalie: io sono d’accordo che è meglio che l’AUG muoia se dobbiamo accontentarci. La notizia della nuova missione, non mi ha sconvolto perché lo sapevo già. Ma quando l’ho saputo, mi ha sconvolto. La prima cosa che ti viene da fare è fare il conto di quanti siamo. Chi è fuori dall’AUG ha già commentato, ma non può capire. E’ giusto aprire una nuova missione se dobbiamo capire se siamo vivi. Ma dove andiamo?

Don Mimmo: a Maldonado, ma dobbiamo vedere anche altre proposte.

Nathalie: ma per l’Africa con Padre Paolino o Don Battista Cimino?

Don Mimmo: il problema è lo stile perché i comboniani non accettano laici nelle loro missioni. In Africa abbiamo bisogno di un punto di riferimento dove andare. La Chacra è anche una nuova missione, sempre se qualcuno ci andrà.

ALTRO ARGOMENTO:

Per il raduno giugno – luglio, dell’anno prossimo lo deve impostare un gruppo, potrà essere un approfondimento,         rivisitazione di raduni o anche una cosa nuova da mettere in cantiere, io se ho qualcosa da dire la dirò, ma l’impianto del raduno è a carico del gruppo.

Nel raduno partenti, esce fuori il gruppo che lo vuole fare, è chiaro che se ne dovrà discutere in gruppo. Se più gruppi sono disponibili a fare questo servizio...si deciderà chi all’arma bianca durante il raduno dei partenti. Dopo il raduno dei partenti il gruppo deciderà come fare il raduno di giugno.

ATTENZIONE!

Non intendo dire più di no alla possibilità che qualcuno vada in missione, anche persone al di fuori dell’AUG, che vogliono fare una piccola esperienza missionaria, dopo di chè metteremo in atto ACOJER y AGRADECER. Questa idea mi è venuta in quanto Direttore dell’Ufficio Missionario per fare una proposta per i giovani della Diocesi. Una persona che da qui decide di partire, per un periodo di tempo, lo devi coinvolgere un po’ prima di partire.

Francesca Busu: ma è una cosa che dobbiamo sponsorizzare o sono loro che ci chiedono se o sono loro che ci chiedonopossono partire?

Don Mimmo: ogni gruppo decide cosa fare, chiedere ad un amico, se ha voglia di fare una piccola esperienza in missione o aspettare che la testimonianza e la gioia della partenza faccia effetto o altro. Molti di questi daranno fastidio, perché non sanno cosa fare, e qualcuno potrebbe scambiare la missione per turismo. Ma tra questi può darsi che ci sia qualcuno che si salva, ci sono anche delle speranze. Non è una cosa strettamente dell’AUG, che l’AUG veicola, ma l’AUG deveparlargli della missione, APRIRSI alla possibilità per altri di partire, aiutarli a fare questo passo e per questo avvicinarli prima di partire e dopo, al rientro dall’esperienza missionaria. Che poi facciano AUG o un’altra cosa non è importante, IMPORTANTE  E’ dare uno spazio in più alla MISSIONE.

Nathalie: ci sono dei limiti da porre, ad esempio l’età, in quanto queste persone in missione si inseriscono in un lavoro educativo.

Don Mimmo: si deve trovare un lavoro materiale e non educativo da fare fare a queste persone.

Un lavoro educativo è possibile in una prospettiva di dono più lungo non in un periodo breve, perfino i nostri tre mesi nonostante l’esperienza di gruppo e la conoscenza almeno teorica di ciò che si fa, fanno fatica ad inserirsi in un lavoro educativo.

Comunque sarà un’esperienza tutta da fare e...piano piano regolare secondo le necessità, della missione, delle persone e...l’esperienza fatta.

PRANZO + CAFFE’ DI MILENA

II PARTE : LETTURA DELLE RELAZIONI E BILANCI

DIVISIONE DEI CALENDARI

Monastir: 1000

Ussana:300

Nuraminis:100

Nicastro:1000

Pianopoli:100

Decollatura:300

Platania:500

Totale: 3300

Ne abbiamo ordinato 4500. Bisogna dare i soldi prima. 

LETTURA DEI BILANCI

 

GRUPPO                                         SOLDI CONSEGNATI

Decollatura                                        €  248,30

Platania                                             €  500

Pianopoli                                           €  120

Monastir                                           €  2265

Nicastro                                            €  2194

Ussana                                              €  420

Nuraminis                                          €   275

Melo                                                 €   136

Cassa comune                                   €   1461

Totale                                               €   7519

 

COMMENTI AI BILANCI

Don Mimmo: Quello consegnato è di meno dell’anno scorso, tenendo conto che c’è un mese in più. Dai bilanci non si vede nessuna attività in più, nessuna pesca in un posto diverso. Noi non ci accorgiamo della fame perché oggi in qualche modo la pancia ce la siamo riempita, anche se i poveri ce li abbiamo vicini. Se non siamo più che sicuri che il parroco ci dia il permesso o che l’attività riesca noi non andiamo a nessuna parte. A questo punto preferisco David che ha rischiato il campo a Trenta y Tres, creando problemi e tensioni, al niente. Dobbiamo lanciarci avanti, per questo si apre la nuova Missione, per vedere quanto siamo disposti ad andare avanti; la Provvidenza ci aiuta, ci ha sempre aiutato se noi andiamo avanti. Se noi ci blocchiamo anche la Provvidenza si ferma, ma se noi resistiamo la Provvidenza ci dà il doppio. In questi mesi sono arrivate 3 bomboniere solidali per un totale di quasi 3000 euro. La Provvidenza, come vedete, non resta indietro.

Una parolina sul furgone: le spese di manutenzione, assicurazione, bollo, ecc., escludendo la benzina, da gennaio ad oggi, sono state di circa 1.200 EURO,  pagate quasi totalmente da Aurora. Bisogna che i gruppi collaborino di più per le spese.

Rapporti Calabria – Sardegna, dobbiamo creare una maggiore apertura. Ora ci sono due problemi logistici: in Sardegna non è più disponibile la casa di Massimo equi non c’è più Casa Emmaus. Quest’anno per fortuna c’è stata la disponibilità di Caterina per ospitarvi (a Giancarlo e Francesca), ma se non ci fosse stata sarebbe stato un bel problema. La venuta qui o lì bisogna concordarla prima e non comunicare l’arrivo dopo aver fatto già il biglietto.

Giancarlo: Ma noi venendo una settimana prima abbiamo risparmiato 180 euro. In caso avremmo potuto dormire ad un Bread & Breakfast, se non ci fosse stata un’altra alternativa.

Don Mimmo: Se dovevate pagarvi l’alloggio qui avreste speso molto di più di 180 euro.

Le partenze per Uruguay e Bolivia andrebbero concentrate tutte da un’agenzia per vedere se si risparmia.

L’ultima notizia è che il 20 Ottobre faremo un convegno per ricordare i 10 anni dell’A.U.G. Ci sarà il Vescovo di Melo il Professore Martinez e il Padre Antonio di Ivo; dobbiamo invitare tutti, amici, parenti, benefattori, tutti quelli che sono passati nell’A.U.G. Dobbiamo dare gli inviti a chi è sicuro che viene. Dobbiamo portare almeno 2 o 3 persone a testa.

 

ENCUENTRO

EXTRAORDINARIO

AUG

URUGUAY – MELO

31/08/2007

Presentes: Padre Mimmo, Maria, Caterina, Milton, David, Aurora, Karina, Angel, Roberto, Rosa, Dario, Cristopher, Michael, Pipo, Massimo, Francesca, Giancarlo, Andrea, Matias, Laura, Rosy, Nathalie

Rezamos juntos  laudes, y luego cantamos “preghiera di San Damiano”

P. Mimmo: ¡El encuentro es siempre un trabajo “de cola”!

En el sentido que debemos  estar sentados. Y de oido, de cerebro (para entender).

Pero el trabajo màs grande (y que no se ve) es el del corazòn.

Fuè suficiente llamarlo extraordinario para que todos se pusieran en alarma. Y de esto me dì cuenta solo despuès; yo lo nombrè asì solo porquè estamos acostumbrados a tener solo dos encuentros (de todos los grupos) en el año, y esto es el tercero. Y es extraordinario tambièn porquè es el primero que hacemos en el Uruguay.

Tengo que decir algunas cosas.

Estamos todos reunidos por los 10 años del AUG. Es como si fuera unencuentro de fundaciòn, o re-fundaciòn.

Y el comunicado va a ser el primero en castellano.

Alguien me dijo que es justo que tambièn el grupo de Melo escuche los gritos y los retos del padre Mimmo. No hay razòn de estar preocupados, 

simplemente tenemos que hacer un paso hacia adelante, o hacia atràs.

no

podemos quedarnos sentados,

sin mirar

al

futuro

Para vivir el hombre necesita pensar en el futuro, trabajar para construirlo.

Mi tia de 95 años, en lo poco que puede, organiza su futuro. Cuando tiene que hacer el pan, me avisa una semana antes, y empieza a prepararse su levadura, se organiza. Piensa en su futuro, en lo que tiene que hacer.

Cada hombre tiene que pensar en su futuro, para vivir.

El AUG

tambièn tiene

que pensar en su futuro,

si es que lo tiene.

De esto tenemos que estar preocupados: si hay un futuro. Si no hay, a nadie le importa, y el asunto termina ahì.

Pero si hay un futuro, hay que pensarlo, planificarlo: caminar.

Quizàs nos espera un futuro triste, pero es futuro, y hay que caminar. O un futuro lindo, bueno, y esto nos trae vida.

Tengo tres ideas en la cabeza para explicar.

La ùltima se me ocurriò en esta ùltima semana.

El Evangelio de mañana (y del domingo) lo eligiò Dios, es una casualidad, y me sugeriò la idea.

EN LA ESPERANZA

SOMOS SALVADOS

Este es un encuentro

de ESPERANZA,

no de problemas.

Voy pensando en como naciò el AUG.

Siempre habìa leido esta frase,

pero no me llamaba la atenciòn,

no pensaba que era para nosotros.

Y en realidad lo es,

me parece verdadero en todo.

El AUG naciò de la esperanza

de algunos que querían hacer un camino dedicado al pròximo.

Yo trabajaba en la Operación Mato Grosso, y por eso me hice sacerdote.

Los de la O.M.G. un dado momento me pidieron de dejar. Algunos jovenes me pidieron de apartarme de la organizaciòn, decìan que yo no los dejaba libres, que impedìa el crecimiento del grupo con mi forma de ser y de actuar.

Yo me fuì entonces, pero algunos dijeron que si yo me iba, también ellos dejaban. Pensaban hacer otra cosa junto conmigo y me lo pedían con insistencia. Yo no quería, me daba miedo, meterme en una cosa nueva y en primera persona.

Eso significaba tener mucha responsabilidad.

Sobre todo Josè Falvo, insistìa mucho, no me dejaba en paz. Era el 1997, (èl despuès de unos años dejò.) En aquel tiempo estaban: Caterina, Aurora, Rosa, Josè.

Un poco de tiempo despuès Josè  convenciò a Maria, se acercaron tambien Francesca  y Nathalie, todavia muy joven.

Josè querìa hacer una experiencia de tres meses, pero no con la OMG, porquè no le gustaba su manera de actuar.

En este momento

la esperanza era:

hacer algo nuevo.

Yo empezè esta aventura solo para salvar algunas vocaciones, como José que no me dejaba en paz. Hasta comprè Casa Emaùs ¡sòlo porquè a Maria le gustaba la montaña! En una carta, a Josè le escribì: “dèjame en paz, no tengo la fuerza de hacer lo que me pides, si la tuviera, dirìa: Andiamo in Uruguay Giovanni!” Y también le escribí:”encontré el nombre, ¡ahora tenemos que conseguir los jovenes!

Esperanza: una cosa nueva, el deseo de una vida  que alguien quiere entregar para los demás.

Comienza un camino nuevo.

Yo hice este paso, me puse en el camino nuevo solo para salvar algunas vocaciones ( Rosa, Aurora, Nathalie, Caterina y principalmente José).

Camino nuevo pero antiguo: algunas cosas del viejo camino servían.

Lo primero fue: pensar en una misiòn.

Preguntè a Caterina: “si hacemos una cosa nueva, tù estas dispuesta a ir de misionera permanente?”

Ella contestò: “si”.

“Tambièn si tenès que ir sola?”

“mmm...si” (¡inconciente!)

Lo dijo sin pensar, pero dijo si, y yo me animè. Despuès en realidad no fue ella la primera, ni la segunda, porquè se enfermò, y tuvo que ir Rosa (a la cual al principio no le gustaba Uruguay). Fue para acompañar a José, y después a otros.

Para construir un futuro nuevo,

hay que intentar,

esperar,

hacer cosas nuevas,

tirarse a la aventura,

tener esperanza.

Y, ni siquiera yo, puedo creer en todas las cosas que hicimos, còmo pudimos hacerlo, de donde saliò el dinero (la Providencia...)

La Esperanza es importante,

en la Esperanza

somos salvados.

Pero tenemos que mirar hacia adelante, la vida del AUG no es lo que ya tenemos y hicimos,

es otra,

es lo que vendrà.

El peligro es sentarse, no andar.

Somos un grupo educativo misionero, que mira a los pobres, a los jovenes, y para hacer esto necesitamos de la presencia de Jesùs.

Pero subrayo:

Misionero = Andar, no quedarse.

La Esperanza

es

Andar

Para que el AUG pueda vivir, tiene que andar, si no se transformarà en otra cosa, y no serà màs misionera.

A veces caemos en la tentaciòn de decir que ya lo hicimos: ¡no! No nos podemos quedar.El  Obispo siempre defiende al A.U.G. , yo sé que hay cosas buenas, pero el mal es sentarnos, y así morimos. El hombre vive si camina hacia adelante. Hasta mi tìa camina con sus 95 años, molestando, pero camina, porquè si no, se muere. El AUG tiene que andar, y tiene que cambiar,cambiar, cambiar su forma de ser. Cambiar todas las veces que necesita para vivir.

Cuando estamos seguros de nuestras cosas, es entonces que tenemos que cambiar.

Y si no lo hacemos, las cosas no salen bien.

Sin tener miedo de lo que puedan decir los demàs, las criticas, las chusmas. Es normal que el cambio nos de miedo, pero es necesario. Si nos deja tranquilos, significa que no sirve. Si me da miedo, me harà  bien. Si cambio de silla a sillón estoy más tranquilo! En el cambio, yo tengo que sentir un poco de peligro, si cambio de verdad, tengo miedo, me cuesta, si mi vida sigue igual, no sirve. Ejemplo: Massimo tuvo que ir a Bolivia, aunque hubiera preferido volver a Uruguay. Si yo pidiera a Rosa de irse, lloraria cantidad. Ya pedì un cambio de lugar a Caterina, pero no sabemos cuando se va a concretizar: se abrirà una nueva misiòn. Està preocupada, y yo tambien, pero se que le harà bien.

Un cambio puede ser tambièn quedarse. Ejemplo: Aurora me pide siempre de irse a misionar, pero yo le digo de quedarse en Italia, su misión es allá.

El cambio tiene que costar, si no nos cuesta, significa solo buscar su propria comodidad.

Pausa...

Cantamos: El Amor, Dios Familia.

Segunda idea: esta saliò del Evangelio, me aclarò las ideas:

“Esfuerzense de entrar

por la puerta estrecha”.

La Esperanza no es una puerta ancha, sino estrecha.

Vivir la Esperanza es intentar pasar por una puerta angosta.

Ahí está la Vida, dice Jesús, por la puerta angosta.

Yo me preocupo por mi tamaño! Vivimos en un  mundo en el cual todos prefieren agrandar las puertas, para estar màs còmodos. En Italia los jovenes que van al liceo ahora tienen la posibilidad, aunque tengan notas muy bajas, de pasar al año sucesivo, con “deudas”. Asì que nadie estudia màs, porquè al año siguiente te dejan pasar igual porquè los profesores no tienen gana de molestarse por ti. Ahora se dieron cuenta que nadie estudiaba nada, y son más estrictos. En las familias, las parejas nuevas no quieren tener hijos, para no molestarse (dan trabajo, precisan atenciòn, te vinculan, no estas libre de hacer lo que quieras) y disfrutar la vida. Dejan de tener hijos para más adelante y si lo tienen antes lo abortan, lo matan como si fuera nada, un juguete.

Pero nosotros tenemos que pasar por el camino angosto, la puerta estrecha, aunque sea difícil.

También en el AUG hay este peligro: pidiendo plata a las organizaciones y dejando de trabajar. Pero nos volveriamos parecidos al Unicef.

¿Què es lo que me da miedo en el AUG?

El hecho que estamos tranquilos de lo que hacemos, y nos parece bastante. Y la misiòn se vuelve como un nido caliente, en donde nos sentimos bien, estamos comodos, y como polluelos esperamos la comida que llega solita. Nos sentimos seguros.

Villa Betania es muy distinta de hace 7 años atràs, ahora todo està organizado, conocemos personas, lugares. Antes vivíamos en el merendero, ahora tenemos una casa. Esto es justo, hay que ir adelante: la chacra, las vacas, se construye para ir adelante, para que los pobres, para que Melo pueda progresar. La idea de la comercializaciòn de los quesos, es para tener trabajo en el futuro.

El prof Martinez dijo que los internos ya podrian tener trabajo en Colonia en cuanto terminen el liceo. Yo le contestè que mi mayor deseo es que se queden aqui en Melo y hagan algo aqui, en su ciudad (por supuesto que si prefieren ir en Colonia, pueden hacerlo). Pero serìa lindo que ayudaran el desarrollo de esta zona, que den trabajo a la gente de aqui. Es mas dificil que ir a Colonia. Colonia es el camino màs facil, Melo es la puerta estrecha.

Nosotros tenemos que trabajar muchisimo para que la Providencia nos de lo que falta, porquè no trabajamos para nosotros, sino para los demàs.

El peligro del AUG

en este momento

es quejarse que somos pocos,

que falta gente,

queremos cuidar lo que ya tenemos, entonces pensamos

que no podemos ir a otro lado,

no podemos hacer màs de esto.

Si pensamos esto morimos todos,

tambièn Villa Betania.

Si no hay gente

que quiere atreverse

a vivir esta vida,

el AUG morirà.

Tenemos que estrechar

las puertas.

Si es que el AUG està viva, entonces las personas tienen que salir.

Ya lo dije en la reuniòn del primero de agosto en Italia a todos los grupos: no hay ningun problema en cerrar Villa Betania o otra misiòn, si no salen personas que quieran asumirse el cargo de la misiòn.

Porquè los misioneros tienen que IR, no hacerse su nido.

Si no, piensan trabajar para los demàs, en realidad acomodan mejor su nido.

Si no hay personas que quieran asumir responsabilidad, la misòn se cierra. No existen excusas, ni justificaciones para el “nido”.

El misionero que quiere quedarse porque si no se sierra, no sirve, se siente rico de lo que tiene, el A.U.G. muere así.

Podríamos seguir así con nuestros nidos otros 10 años, nos volviriamos una industria.

Pero lo que pasa es que el AUG no es una industria, es vida entregada, tambièn cuando los demàs nos escupen.

Hay gente que piensa que nosotros estamos acà de paseo, de vacaciones o quien sabe cuanto ganamos.

En Italia muchos piensan que lo que pedimos para la misiòn termina en nuestros bolsillos. Hay que tener la misión en sus manos para entender. En realidad desde el año pasado yo no doy ningùn dinero a la misiòn de Bolivia, porquè se mantienen con su trabajo.

Puerta estrecha: no tener seguridades.

Esta forma de pensar (que no podemos hacer màs de esto, porquè no tenemos plata o personas) es sentirse ricos, seguros.

La misión es andar en lugares desconocidos, sin conocer a nadie, comer lo que hay tambièn si no me gusta, agarrar talvez pulgas y piojos. Tengo que ir a misionar no para mi, sino para lo que es necesario.

Desde ahora, yo me siento autorizado a decir a todos ustedes que estàn acà hoy, y a  los que estàn en Italia: “necesito un tiempo de tu vida”.

A cualquiera puede tocarle esta pregunta, se nos pide un tiempo más. Esta es la puerta estrecha: no sos tù que eliges, es otro que elige por vos y te pide algo: necesitamos una ayuda.

(mira a Rosy y a David y pone ejemplos pràcticos).

Pueden ser cosas pequeñas las que se les piden, como presencias breves, pero siempre por necesidad de la misiòn. La puerta està estrecha para todos,  no solo para los que hicieron los tres meses y los dos años  o son permanentes, sino que todos los que estàn en el AUG puedes sentirse “apretados” y pueden contestar “si” o “no”.

No es un problema contestar que “no”, estamos libres de elegir otro camino, o quizàs uno dice No porque todavía no está pronto y no  se anima. Decir que no o que si es elegir. Decir que si no es un merito, forma parte de la elecciòn. La vida del AUG es para pocos, no para todos. Hay muchisimas organizaciones y asociaciones que hacen cosas buenas y lindas, no estamos solo nosotros, y cada uno es libre de elegir. Si uno transforma la misiòn en su nido, con sus seguridades, està equivocandose.

Tercera idea: es la hora de osar (atreverse).

Es muy dificil hacer esto, porquè el miedo es grande para todos.

Vamos a abrir una nueva misiòn, no sabemos donde todavia.

Tenemos algunas posibilidades, por esto voy a tener que viajar por el Uruguay, para averiguar cuales son las posibilidades.

Para abrir una nueva misiòn, tenemos que cerrar algo en Betania. El peligro que se hagan en Betania uno nido es muy fuerte, la necesidad de abrir una nueva misiòn es grande. No se sabe cuando y como.

Se va abriendo otro camino, el camino del “trabajo del corazòn”.

De esto ya habiamos hablado en un retiro espiritual en Uruguay. Ya se veìa que para ir adelalante es necesario trabajar, de tres formas:

-trabajo puro y sencillo:

Ejemplo: trabajo en mi oficina por las horas que me corresponden. Cuando el tiempo termina, me voy, aunque el trabajo no estè terminado.

Tambièn esta tipologia de trabajo es necesaria, por las cosas pràcticas que hay para hacer en nuestras misiones. Ejemplo en la finca de Ivo los obreros trabajan sus horas y son muy necesarios.

- Trabajo de corazòn:

es siempre un trabajo, con sueldo, pero se hace con el corazòn, poniendo en primer lugar las necesidades del lugar,  de los niños, de los jóvenes, de los pobres y pones más trabajo. Y este trabajo sale del corazòn, no porquè al final recibes un sueldo y te sientes obligado. Si te pagan por cinco y vos pones cinco más, esto es de tu corazón. El trabajo de corazòn no es la misma entrega que hay en la misiòn, pero es muy parecido. Uno puede  quedarse toda la vida en este trabajo. O con facilidad hacer el paso siguiente. El trabajo de corazòn lo puede hacer solo quien conoce la vida y el sentido del AUG, no cualquiera. Cualquiera puede hacer el trabajo, unos pocos el trabajo del corazòn. El que trabaja con el corazòn tiene que conocer bien nuestra vida, nuestra forma de actuar, y de hacercomunidad. Despuès de un tiempo, quizàs, un trabajador puede volverse en un trabajador de corazòn, entendiendo el espiritu. Tambièn aqui la puerta es estrecha. Dar la posibilidad a alguien del trabajo de corazòn, significa dejar los misioneros libres de ir a otro lado. El misionero deja lo que antes era su lugar y se marcha a otro lado. Dejar el lugar a otro es un esfuerzo que tenemos que hacer todos. No tenemos a nadie todavia, pero voy haciendo propuestas.

Quiero atreverme. Quiero pedir a todos los misioneros permanentes y no, que me sigan en esto. Esto es el futuro del AUG: abrirse a otra forma de misionar (no solo abrir una nueva mision), y  esto nos hace acercar más al lugar en donde vivimos. Trabajar juntos, abrir la misiòn a gente del lugar (uruguaya). Lo importante es andar. Peligro: puede empezar como trabajo de corazòn y volverse trabajos puro y sencillo. Si los misioneros pueden hacer su nido, también  puede pasar esto! Pero tenemos que correr el riesgo, tenemos que osar, yo tengo que atreverme, cada uno tiene que decir esto.

Es la forma nueva del AUG, que tiene que ser una cosa sola, será una cosa sola cuando habrá gente de Uruguay y de Bolivia que vayan a misionar. No solo para tres meses sino también para dos años o permanentes; hasta que no haya gente uruguaya que  se anime, el AUG será “italiana”. Hasta ahora los permanentes son todos italianos, antes o después habrán uruguayos o bolivianos viviendo en las misiones, no sabemos  cuanto tiempo llevará este proceso, necesita tiempo para crecer y elegir el camino. No importa cuanto tiempo, es un proceso.

Por ejemplo a Caterina no le surgió de un día para el otro la idea de venirse acá a misionar: primero fue tres meses a Perú, fue dos años en Brasil y trabajó muchos años en su grupo en Italia.

Ya tenía experiencia, se encontró en este cambio y dio su disponibilidad. Al grupo de Melo: ustedes son del AUG pero hasta cuando no haya alguien que dé dos años, o toda  su vida, no sentirán la preocupación por entero.

Alguien que da su vida  está más preocupado por el futuro del AUG de uno que  hace los tres meses.

El que está preocupado se pregunta: “¿Cómo será el AUG dentro de 50 años?” 

Quien entregó su vida es lógico que “se cague” de miedo. ¿Será uno de ustedes que estan acá a entregar su vida? No se sabe, quizás será alguien que todavía no se integró al grupo, no importa.

Se abre otra cosa: estamos pensando (no lo pensé yo…) y no sé cuando llegará el momento, al AUG como asociación vinculada a la iglesia. Será una asociación privada de fieles laicos, reconocida por la iglesia. Necesitamos de estar más cerca de Jesús, sin Jesús el AUG a lo largo morirá.

Este primer  paso para acercarse a Jesús no lo pensé yo, y al principio ni quería. El Obispo de Melo, hace un año, en un momento en que el AUG estaba renga (se cerró Emmaus y todos pensaron que el AUG se iba a morir), me dijo: “si Ustedes quieren hacer una asociación privada de fieles, yo, como Obispo, la apoyo y me comprometo en aprobarla delante de la Iglesia y confirmar delante de todos que es una cosa buena.

Si lo dijo en un momento como aquel, significa que tenemos que hacerlo.

Lo que irá a salir de este paso, no lo sabemos.

El futuro del AUG es un futuro de miedo para todos, si alguien se quiere alejar de este futuro de miedo y trabajo (laboro) ¡que se vaya ya!    

Este camino  se hace conmigo y con los que quieren hacerlo, los otros que se vayan.

Si no, yo voy hacer otra cosa. El futuro del AUG es: más trabajo, más miedo.

Yo sigo adelante con los pocos que quieren seguir, si nadie quiere, buscaré a otros. Es la hora de atreverse (osar) . Y yo me atrevo.

Nathalie pregunta : Antes dijiste que querías cerrar algo en Betania… ¿Qué?

Padre Mimmo: Yo no quiero cerrar nada de Casa Betania, en el sentido que quiero que Casa Betania sigua adelante y con más compromisos. La única cosa que quiero cerrar es la idea que los misioneros se queden acá por la vida entera. Estoy esperando   más misioneros  de Italia y de Uruguay  y gente que haga el trabajo de corazón.   El comunicado llegará a Italia: también allá tienen que enterarse de todo esto. Yo quiero que los misioneros que están ahora se vayan a otro lado, y que se acerquen y se animen otros (misioneros o trabajadores de corazón).

Esto tiene que realizarse ya, si no, vamos envejeciendo y no lo haremos nunca.

Fin… paz y alegria.

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